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  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  DAL GELOSINO ALL’I-POD: MORTE E RESURREZIONE DEL VINILE

Per dirla tutta, gli esperti,  e gli appassionati di musica e gli addetti ai lavori non hanno mai veramente amato il CD inteso come oggetto di culto o da collezione, ma solo come strumento d’ascolto pratico, facilmente trasportabile, meno ingombrante e più resistente rispetto alla fragilità di un vinile. L’inesorabile declino, del mercato discografico odierno è, in primis, direttamente proporzionale all’insuccesso ed al declino del CD come supporto.  I fattori di calo sono molteplici ed ogni anno la percentuale cresce: 10 per cento in meno, 20 per cento, 30 per cento in meno nelle vendite, mentre negli ambienti discografici, i licenziamenti, le ristrutturazioni, si susseguono con tale rapidità da lasciare chiunque indifferenti. In molti, c’è addirittura, una forma di compiacimento, come dire: “chi è causa del suo male, pianga se stesso!”  A parte la cronica carenza di idee , che mondo della musica contemporanea, da anni, non riesce a superare, la colpa è del CD, del compact disc, che in quasi vent’anni di presenza sul mercato, non è riuscito ad affezionare appassionati, consumatori ed esperti di musica. Chi ama veramente la musica, ha grande rispetto dei supporti che la contengono. I consumatori a vario titolo, hanno amato profondamente i dischi nei vari formati, dal 78 giri al 45, dall'LP al disco-mix (anche le cassette hanno ancora schiere di sostenitori e collezionisti). Oggi il CD cade sconfitto sotto i colpi degli MP3 e degli I-Pod, che rappresentano un orribile modo di ascoltare musica (pessima la  qualità!), ma che rappresentano l’ala più avanzata di una folta tribù di nuovi consumatori di musica, il cui grido di battaglia è : “Condividere, Scaricare e Masterizzare!”  Per molti di essi, “comprare” è un verbo sconosciuto.  Da quando i discografici hanno perduto il dominio ed il controllo della copia ufficiale e testata, il potere di fabbricare dischi, o copie di dischi, è passato completamente nelle mani dei consumatori, artisti nell’antica arte di arrangiarsi. Come ci si può affezionare a qualcosa che è facilmente riproducibile all’infinito? Un CD lo si porta dovunque, lo si butta in mezzo a tante altri oggetti: nel cruscotto dell’ auto, insieme al carica batteria del telefono, nel cassetto dell’ufficio, insieme alle matite ed ai pennarelli; lo si dimentica volentieri nella casa del mare, tanto se poi si rovina, se ne fa un'altra copia. L’evoluzione e la larga diffusione delle tecnologie digitali , negli ultimi anni, ha consentito ai computers e i masterizzatori di copiare tonnellate di musica su CDs fatti in casa, di (ri)produrre compilations, partendo da MP3 presi dalla rete, di rimescolare, per puro diletto, i dischi più celebri, di riprodurre gli album originali, attraverso una serie si semplici operazioni, talmente poco costose, da mettere in dubbio il valore (15/20 Euro) di un CD originale. A tutto ciò si aggiunga anche il fatto che, mentre fino a qualche anno addietro, le copie pirata, che molti compravano, erano registrate cassetta, qualitativamente inferiori rispetto agli originali su vinile, oggi le copie del mercato pirata sono perfettamente identiche ai CDs che si trovano nei negozi. Il fatto che le copertine non siano uguali, poco importa: a chi volete che interessi una minuscola copertina, dove quasi tutto, per motivi di spazio, diventa illeggibile? In ogni caso, i più incalliti sostenitori della “copia fai da te”, sanno che è possibile ovviare a questo inconveniente. Sulla rete esistono decine di siti dove è possibile scaricare le immagini ad alta risoluzione delle covers dei CDs (interni, esterni, libretti, etc.) e relative labels. Il fatto che sul mercato esitano dei supporti, definiti “printable”, consente ai più esigenti, di stampare direttamente sul CD e di farlo identico all’originale anche nell’aspetto esteriore (talvolta, la differenza risulta impercettibile).  Se le vecchie generazione non hanno saputo, o forse voluto, innamorarsi del compact-disc, i giovanissimi preferiscono i lettori MP3 e gli I-Pod, ossia la musica volatile, senza un volto o uno straccio di copertina; loro non parlano di dischi, ma di files. Con un “affarino” delle dimensioni di un pacchetto di fiammiferi, al massimo di sigarette, hanno il mondo in tasca e tutta la musica che vogliono. Perché dovrebbero comprare un CD, che costa quanto una pizza, un coca, un pacchetto di patatine ed un film al cinema messi insieme? Per il CD, che non avuto il tempo di farsi una storia, il futuro appare alquanto incerto. Mentre l’industria discografica si lecca le ferite, il vinile è sempre lì, più vivo che mai, coccolato e gelosamente custodito da collezionisti, audiofili, DJs e persone di buon senso, pronto ad offrire al caotico mondo delle sette note, un’altra possibilità di riscatto. Tutto ciò perché il vinile ha dei veri punti di forza: ogni disco costituisce un “unicum”, anche due copie dello stesso vinile, uscite dalla stessa pressa, non suoneranno mai alla stessa maniera; un cerchio di vinile non è un semplice supporto finalizzato all’ascolto, ma è l'opera in tutta la sua essenza; ha, quasi sempre, una bella copertina ad album, che è parte integrante dello stesso, identifica meglio l’artista, illustra i contenuti ed, in qualche caso, li chiarisce. Il vinile può essere copiato, ma solo su nastro, un DAT, un CD o direttamente sull’hard-disk di un computer, ma non potrà mai essere riprodotto su un altro vinile da un semplice consumatore; il disco in vinile è assai delicato, non sopporta le sorgenti calore, si altera,  si rovina, si graffia, s'impolvera, se maltrattato, si vendica con scricchioli e fruscii. In genere, sono proprio gli oggetti più fragili e delicati a stimolare la fantasia dei collezionisti e degli appassionati: più sono difficili da conservare e più diventano desiderati e desiderabili. Con un certo imbarazzante  ravvedimento, molte case produttrici stanno rimettendo sul mercato degli ottimi giradischi a prezzi interessanti. Se presto non dovessero tornare  a suonare e cantare le puntine, per i discografici si prospetta un infernale girone dantesco, quello degli ignavi, ossia di coloro “che per viltà fecero il gran rifiuto!”

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