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LA
STORIA
La Disco produsse nel 1975, anche un suo inno, "
The Hustle ", per merito di VanMcCoy, un produttore veterano, che così dette la
stura alla discomania, proprio come dieci anni prima aveva fatto Chubby Checker
con "The Twis " e la twistmania. McCoy, comunque, fu più che altro
un'opportunista, sia per l'ottima scelta di tempo, sia perché - come
candidamente ammise in un'intervista – “The Hustle "come tipo di ballo, era nato
prima che egli lo elaborasse negli studi di registrazione, anche se era rimasto
un fenomeno limitatissimo. Comunque " The Hustle " fu il ballo che emerse
dall'insieme degli stili più anarchici che regnavano nei primi club. Intanto, la
macchia della Disco si espandeva sempre di più. I bar, le steak house, i
ristoranti si trasformavano in " club " e privilegiavano il ballo. Produttori,
discografici, vecchi musicisti dimenticati entrarono in fermento servendo
valanghe di dischi, c'era lavoro per tutti. Vennero sfornati decine e decine di
brani, tutti contenenti gli ingredienti della moderna Disco - lunghe tracks con
parecchie variazioni, vorticosi violini e l'onnipresente pulsazione (thump-thump).
In questa atmosfera una nuova formula venne abbozzata da un gruppo di musicisti
di studio, chiamato The Ritchie Family, che, alla ricerca di novità, si imbatté
in " Brazil " di Xavier Cugat e la trasformò con il thump-thump della Disco. Fu
proprio questa la novità. Il successo di " Brazil " dette il via ad un'immensa
serie di analoghe re-interpretazioni di vecchi brani tipici - " Baby face ","
Tangerine ", " That Ole Black Magic ". Intanto i rifiuti della pop music e della
musica bianca in genere si tuffarono con ingordigia (e con successo) nella Disco
Music - valgano per tutti: i Bee Gees, Four Season, Barbra Streisand e Bob
Scaggs. Un ulteriore perfezionamento venne portato al calderone Disco dallo
stile electronic-beat creato negli studi di registrazione di Monaco, proprio su
misura per artisti come Donna Summer e Silver Convention. Miss Summer, il cui
lavoro fu accuratamente guidato da Giorgio Moroder e Pete Ballotte, riuscì in
un'opera difficilissima, a simulare ben 22 orgasmi nei 17 minuti di "Love to
love you baby", e, contemporaneamente, a non trasmettere nulla che avesse una
parvenza di amore, una vera macchina del sesso a 32-track mix. È con il 1976 che
la Disco Music raccolse un successo incondizionato, anche se i più affezionati
cultori cominciavano a storcere il naso e a riscontrare una certa decadenza.
Proprio nello stesso anno apparvero artisti che sembravano voler far saltare tutte le
convenzioni della Dìsco Music (D.C. Larue, Vicki Sue Robinson, Savannah Band).
Uno dei più gettonati hits del 1976 fu il motivo delle Ritchie Family, "Best
Disco in Town" che, costruito con frammenti di successi Disco del passato,
pareva avere la funzione di riassunto finale dell'era Disco. " Best Disco "aveva
armoniosamente raccolto gli sviluppi degli ultimi due anni, ma fece anche
sorgere dubbi sul futuro della Disco Music. A molti anni di distanza dall'uscita
dell'album delle Ritchie Family possiamo sia concordare che dissentire con la
previsione del 1976. La Disco Music ha mutato molti dei suoi connotati
esteriori, tanto che c'è chi le ha cambiato denominazione, ma sostanzialmente,
come fenomeno sociale, ha continuato florida e potente, la sua carriera
scavalcando gli stretti confini americani e straripando rapidamente in tutto il
mondo (Italia compresa).
Continua

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