PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  LA STORIA

Se si escludono alcune rare stazioni radiofoniche come la WBLS di New York, possiamo dire che questi pezzi non venivano trasmessi in nessun programma. Nell'estate del '73, però, uno di questi imports abbatté la barriera che precludeva l'accesso alle onde AM. " Soul Makossa " di Manu Dibango, un musicista africano, residente a Parigi, nella sua import label divenne un brano estremamente popolare nelle discoteche. Non appena le richieste del disco aumentarono, l'Atlantic Records si impossessò di tutti i diritti di " Soul Makossa", che cominciò così a cavalcare con quotidiana frequenza le onde radiofoniche nell'etere americano. Il brano era tipico del genere sax-starnazzanti-anni '50, suonato su ritmi jungle e canto africano con cadenza francofona, che al paragone faceva sembrare scialbi perfino James Brown e la sua progenie. La popolarità di " Soul Makossa " àttirò curiosità. Da dove era saltata fuori questa cosa? Lo stesso quesito, si ripresentò puntuale, l'estate successiva motivato dalla popolarità raggiunta da " Rock the Boat ", un pezzo di un gruppo newyorkese chiamato Hues Corporation. Questa volta, non solo la domanda avrebbe trovato una risposta, ma sarebbe, anche, stato sollevato il coperchio della cultura sotterranea della Disco. " Rock the Boat ", realizzato per una piccola etichetta di New York, durante l'estate 1974, fu il disco più richiesto in discoteche del calibro del 12 Wes-t e del Liquid Smoke. La scena Disco era cresciuta a sufficienza, tanto da alimentare la nascita e lo sviluppo di un proprio mercato: così venne organizzata una catena di negozi specializzata nella vendita di prodotti Disco. Ma le radio rimanevano fondamentalmente insensibili a questo fenomeno, e anche a " Rock the Boat " vennero chiuse le porte. Finché, le molte richieste indussero ad un cambiamento di rotta. Per il timore di perdere fasce di ascoltatori, le stazioni radiofoniche iniziarono ad adeguarsi alla nuova moda dilagante. La WABC, una stazione AM di New York, famosa per avere le scalette più impenetrabili, nel Maggio 1974 consentì la diffusione di " Rock the Boat ", che divenne la top-song di quella estate, e che, negli archivi della radio, è segnalata come la " numero uno " del 1974. Il brano degli Hues Corporation non era particolarmente innovativo. Leggero e arioso, era perfettamente equilibrato e facilmente ballabile. E nel 1974 la gente continuava a ballare. Le discoteche si spostarono dalle soffitte losche ai raffinati locali centrali. Il giro economico divenne notevole: la discoteca assicurava il divertimento a basso prezzo e garantiva il profitto a basso rischio. In più, serpeggiava la sensazione che la cultura degli anni '60 fosse definitivamente finita e sempre più nitidi si stagliavano i segnali di un desiderato ritorno all'eleganza ispirato al grande Gatsby. La Disco sembrava proprio la vera, grande scoperta del decennio. La supposizione cominciò a diventare reale tra la fine del 1974 e l'inizio del 1975 quando vennero realizzati un’enorme quantità di disco records. Lo spirito di quei giorni e l’elettrizzante atmosfera erano uguali agli esordi del rock'n'roll: in mezzo ad una appassionata fiducia nel futuro, nascevano e proliferavano miriadi di piccole etichette indipendenti e un’agguerrita armata di artisti veniva varata. Brani come " Bad Luck " (Harold Melvin and the Bluenotes), la seducente " Lady Marmalade " (Labelle), " Honey Bee/Reach Out l'il Be There " (Gloria Gaynor) o come tutti i lavori provenienti dai TK Studios di Miami (George McCrae, KC and the Sunshine Band), possedevano una vitalità oggi virtualmente inesistente.
 

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