|
LA
STORIA!
Il loro lavoro si concretizzò in una miriade di
hits, dal 1971 al 1974, " Love Train " e " Backstabbers " di The O'Jays, " The
love I lost " di Harold Melvin and the Bluenotes, " Zing went the strings of my
heart " dei Trammps e " TSOP " degli MFSB che divenne anche la sigla di un
popolarissimo dance show televisivo negli Stati Uniti, Soul Train. Al contempo,
un'attiva scena Disco underground stava sorgendo a New York. Le vecchie
discoteche degli anni '60, come l'Arthur's o il Peppermint Lounge avevano
chiuso, ma per coloro che avevano sempre ballato, specialmente i gay e i neri e
gli Ispanici, l’attività non si era mai fermata. Essi ripararono in soffitte,
scantinati, capannoni, fabbriche abbandonate, che convertirono in discoteche
ante-litteram. In un club di Manhattan (West Forties), i DJ trasformarono la
tecnica di sostituire un disco con l'altro in una raffinata forma artistica, la
dissolvenza incrociata, che sarebbe esplosa in tutto il mondo da lì a pochi
anni. Con l'inizio degli anni '70, la musica nera iniziò a frantumare le
limitazioni che si era imposta negli anni '50 e '60. Molti elementi dell'acid
rock filtrarono nella black music, e sarebbero, poi, stati del tutto assorbiti
dalla Disco Music. I brani contenuti in questi album avevano ormai oltrepassato
il muro dei tre minuti e diventavano sempre più lunghi, permettendo così ad
artisti come Marvin Gaye e Stevie Wonder, che erano stati fino allora confinati
e “castrati creativamente” dalla macchina mangiasoldi Motown, di esplorare le
loro potenzialità creative e di superare i confini forzati del soul. Ad esempio,
Wonder, iniziò ad utilizzare sistematicamente moog e arp-synthesizers nei suoi
lavori. Lo strumento elettronico, capace di produrre un vasto spettro di suoni,
fino ad allora, era stato impiegato da artisti avant-garde, poi, pubblicizzato
dai gruppi rock più famosi, come i Moody Blues e Emerson, Lake & Palmer, ma mai
era stato adoperato da musicisti di colore. L'aggiunta del sintetizzatore portò
una nuova dimensione al convenzionale sound del R&B. Gli Isley Brothers, uno dei
massimi gruppi di R&B dei primi anni sessanta, ampliarono le proprie file con
qualcuno dei fratellini Isley più giovani, come Ernie, un chitarrista il cui
stile era chiaramente influenzato da Jimy Hendrix. Sebbene Hendrix fosse nero,
egli ebbe sempre un impatto limitato sulla black music. Uno dei trucchi favoriti
di Hendrix, il pedale del wha-wha collegato alla chitarra, sarebbe poi stato
adottato da Curtis Mayfield, ex leader degli Impressions in " Superfly " e in "
Freddy's Dead " e da Isaac Haves, un produttore della Stax Records di Memphis, i
cui suoni gutturali e cadenzati nell'album “Hot Buttered Soul” precedettero i
più famosi di Barry White. Nello stesso tempo, una certa consapevolezza delle
antiche radici della black music stava riaffiorando lentamente. La band dei War
iniziò un uso intensivo e pesante di percussioni africane e latine in brani come
" Slipping into darknes " e " The world is a ghetto ". Anche I ritmi
salsa-afro-cubani si preparano a sortire dal barrio (quartiere-ghetto), con l'aiuto del successo
commerciale di bands come Santana e Mandrill. Nella Disco, ancora underground,
il ritmo era alla base di tutto. I brani erano composti sovrapponendo ad una
base di pesanti percussioni dei canti ipnotici costituendo, così, una estensione
dell'approccio pionieri: i vari James Brown e Sly and The Family Stone. Questi
dischi si mostravano per lo più prolissi, senza variazioni e con una struttura
finalizzata unicamente al ballo. In gran parte venivano importati dai DJs
europei ed Africani e fiorivano solo nella sottocultura Disco.
Continua

|