PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  LA STORIA!

Il loro lavoro si concretizzò in una miriade di hits, dal 1971 al 1974, " Love Train " e " Backstabbers " di The O'Jays, " The love I lost " di Harold Melvin and the Bluenotes, " Zing went the strings of my heart " dei Trammps e " TSOP " degli MFSB che divenne anche la sigla di un popolarissimo dance show televisivo negli Stati Uniti, Soul Train. Al contempo, un'attiva scena Disco underground stava sorgendo a New York. Le vecchie discoteche degli anni '60, come l'Arthur's o il Peppermint Lounge avevano chiuso, ma per coloro che avevano sempre ballato, specialmente i gay e i neri e gli Ispanici, l’attività non si era mai fermata. Essi ripararono in soffitte, scantinati, capannoni, fabbriche abbandonate, che convertirono in discoteche ante-litteram. In un club di Manhattan (West Forties), i DJ trasformarono la tecnica di sostituire un disco con l'altro in una raffinata forma artistica, la dissolvenza incrociata, che sarebbe esplosa in tutto il mondo da lì a pochi anni. Con l'inizio degli anni '70, la musica nera iniziò a frantumare le limitazioni che si era imposta negli anni '50 e '60. Molti elementi dell'acid rock filtrarono nella black music, e sarebbero, poi, stati del tutto assorbiti dalla Disco Music. I brani contenuti in questi album avevano ormai oltrepassato il muro dei tre minuti e diventavano sempre più lunghi, permettendo così ad artisti come Marvin Gaye e Stevie Wonder, che erano stati fino allora confinati e “castrati creativamente” dalla macchina mangiasoldi Motown, di esplorare le loro potenzialità creative e di superare i confini forzati del soul. Ad esempio, Wonder, iniziò ad utilizzare sistematicamente moog e arp-synthesizers nei suoi lavori. Lo strumento elettronico, capace di produrre un vasto spettro di suoni, fino ad allora, era stato impiegato da artisti avant-garde, poi, pubblicizzato dai gruppi rock più famosi, come i Moody Blues e Emerson, Lake & Palmer, ma mai era stato adoperato da musicisti di colore. L'aggiunta del sintetizzatore portò una nuova dimensione al convenzionale sound del R&B. Gli Isley Brothers, uno dei massimi gruppi di R&B dei primi anni sessanta, ampliarono le proprie file con qualcuno dei fratellini Isley più giovani, come Ernie, un chitarrista il cui stile era chiaramente influenzato da Jimy Hendrix. Sebbene Hendrix fosse nero, egli ebbe sempre un impatto limitato sulla black music. Uno dei trucchi favoriti di Hendrix, il pedale del wha-wha collegato alla chitarra, sarebbe poi stato adottato da Curtis Mayfield, ex leader degli Impressions in " Superfly " e in " Freddy's Dead " e da Isaac Haves, un produttore della Stax Records di Memphis, i cui suoni gutturali e cadenzati nell'album “Hot Buttered Soul” precedettero i più famosi di Barry White. Nello stesso tempo, una certa consapevolezza delle antiche radici della black music stava riaffiorando lentamente. La band dei War iniziò un uso intensivo e pesante di percussioni africane e latine in brani come " Slipping into darknes " e " The world is a ghetto ". Anche I ritmi salsa-afro-cubani si preparano a sortire dal barrio (quartiere-ghetto), con l'aiuto del successo commerciale di bands come Santana e Mandrill. Nella Disco, ancora underground, il ritmo era alla base di tutto. I brani erano composti sovrapponendo ad una base di pesanti percussioni dei canti ipnotici costituendo, così, una estensione dell'approccio pionieri: i vari James Brown e Sly and The Family Stone. Questi dischi si mostravano per lo più prolissi, senza variazioni e con una struttura finalizzata unicamente al ballo. In gran parte venivano importati dai DJs europei ed Africani e fiorivano solo nella sottocultura Disco.

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