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LA
STORIA"
Lo scenario politico-social-musicale fu al
quanto propizio all'affermarsi delle Disco-Music. Marzo 1972: Richard Nixon è
presidente da tre anni e Otis Redding è morto da quattro. James Brown, avvolto
da una nube di monotonia, è una copia si se stesso, Sly Stone si è smarrito
nella stratosfera e la Motown si gioca le carte decisive non più a Detroit ma a
Hollywood. Malgrado ciò, c'è qualcuno che sta tentando di rinverdire l'ambiente,
alterando la composizione chimica del R&B. Cosa assolutamente inusuale e, forse,
inattesa. Un coro di avvenenti e novelle Supremes, una sezione di violini, corni
e fiati amalgamati con le loro dolci voci di miele millefiori. Il "prodotto" ha
in sé qualcosa di dannato e di divino al contempo: un lampo di genio, una sorta
di delicata pietanza che si spalma sulle orecchie dei fruitori, un'irresistibile
zuccherino, ma ipnotico ed efficace. Al momento, molta gente non si accorse di
quanto stesse avvenendo, ma la canzone "Walking in ther ram with the one I love
", della Love Unlimited Orchestra, capeggiata da un " certo " Barry White, fu la
prima escursione alla luce del sole di un disco che veniva comunemente suonato e
ballato nelle discoteche urbane, una sub-cultura trascurata, fino ad allora, i
cui templi sacri venivano, nottetempo, popolati solo da gay, neri ed ispanici.
Ci sarebbe voluto ancora un anno e mezzo, o due, prima che un preciso e chiaro
concetto di Disco Music fosse accolto e accettato dalla gran massa del pubblico,
soprattutto ben codificato dall'industria del vinile. Comunque sia potuto
accadere, la Love Unlimited, con questo brano, segnò un punto critico
nell'evoluzione della Disco, marcando l'inizio della separazione della black
music dalla forma più nuda, primigenia, naturale: il soul anni '60... Lo stesso
stile affiorò ancora in superfice nel 1973, con il mitico " Love Theme " della
Love Unlimited Orchestra, e, successivamente, con " Can't get enough of your
love ", la prima della serie delle opere “Pillow Talk”, ossia di cuscino
parlante. Alcuni aficionados del soul, ricordando e venerando i lavoro di Otis
Redding e di Wilson Picket, restarono sgomenti per stucchevole dolcezza di White,
definendolo il “Black Mantovani” Ma i violini erano stati usati nel R&B fin
dall'album dei Drifters, " There goes my baby " nel 1959, e avevano contribuito
a rendere più zuccherato il Motown sound. White si era limitato ad aumentare la
dose di saccarosio. Comunque egli stesso si preoccupò di spiegare personalmente
che l'unico fine della sua musica “consisteva nel traversare le linee razziali e
le differenze sessuali.” Egualmente decisivo per l'evoluzione della Disco Music
fu il mitico sound di Philadelphia, che a partire dal 1972 era diventato il
centro propulsivo della black music. Il Philly sound fu creato da due abili e
navigati produttori, Kenneth Gamble e Leon Huff, che avevano già lavorato
insieme nella metà degli anni '60 e, a differenza dello stile di Barry White,
poteva vantare più ferme e profonde radici nel gospel e nel R&B. I gruppi di
Philadelphia (The O'Jays, i Bluenotes, etc.) prima del “trattamento di bellezza”
Gamble&Huff, si occupavano di doo-wop. Gamble e Huff si servirono di un manipolo
di session-men, un gruppo di musicisti di studio conosciuto come MFSB. La loro
politica musicale era costituita da una accentuazione dell'uso smielato dei
violini stile Motown (ma non così drasticamente eccessivo come in Barry White) e
dall'introduzione delle percussioni martellanti, che avrebbero in seguito
costituito il cuore pulsante, il vero “groove” della Disco.
Continua

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