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TANTI MODI DI DIRE E FARE DISCO MUSIC
In molti ritengono che la disco-music sia un
unico contenitore, fatto di suoni ripetitivi ed identici fra loro. Questa tesi,
largamente diffusa, è facilmente confutabile: in primis è difficile considerare
la “disco” un genere musicale vero e proprio o, almeno un genere unico dai
contorni definiti; inoltre, va detto, che la “musica da discoteca”, a partire
dai primi anni ’70 e fino al 1984, ha maturato tutta una serie di evoluzioni,
mutamenti e cambiamenti, subendo l’influenza di generi e stili musicali
molteplici, attraverso l'inserimento di suoni e motivi provenienti dal jazz,
reggae, soul, gospel, funk, rock, heavy metal. Sono molti i Paesi del mondo,
che, nel corso degli anni, hanno dato vita ad un sottogenere “disco”,
influenzando a loro volta l’intero sistema di produzione “dance”. La musica
destinata alle discoteche si sviluppò nei primi anni ‘70 con l’intento
soddisfare il pubblico dei locali notturni. Per questo ed altri motivi,
l’incedere di ogni singolo pezzo ed il numero di battute al minuto furono sempre
finalizzate a mantenere il più possibile le persone in pista. Il tempo base per
una buona musica da discoteca è di circa 120 battiti al minuto (ossia 2 battiti
al secondo), con alternanza di basso e rullante, mentre il tempo deve essere
scandito in quattro quarti. Mentre la maggior parte della dance rientra nella
gamma di 115-130 battiti al minuto (eccezione fatta per la techno, anche
150-160), la “disco” può essere veloce fino a 135-140 BPM, o più lenta con circa
100 battiti al minuto. In caso di assenza del basso, veniva utilizzato un suono
sintetizzato, talvolta indistinguibile dal basso “naturale”. A qualificare come
“disco” il suono piuttosto che “elettro”, era importante riuscire a combinare la
chitarra ritmica, il basso e la batteria con dei fiati, degli archi o altri
strumenti reali. All’interno del brano poteva essere utilizzato un qualsiasi
testo, cantato piuttosto che parlato, altrimenti la canzone veniva,
generalmente, classificata come rap.
TRADITIONAL DISCO
Questo tipo di disco-music tradizionale è la più elementare e comune di tutti. È
altamente ballabile, soprattutto coerente come numero di battute, spesso ha un
ritornello ripetuto all’infinito, accompagnato da contro voci ed un giro di
basso facilmente riconoscibile. Solitamente sono presenti due bassisti ed un
chitarrista ritmico per impostare il “groove”. Anche senza allontanarsi da
questa categoria, si può trovare una grande diversità : alcune canzoni sono
punteggiate da sassofoni, flauti, arpe, archi, percussioni latine, effetti
sonori, suoni e altre situazioni. La disco europea, caratterizzata da facili
melodie e testi semplici e da un tempo assai variabile a seconda delle
situazioni (Italo, Spanish, Munich o Franch) è chiamata "Eurodisco". Gli Chic
furono i primi ad utilizzare una versione “spogliata” ed asciutta di
disco-music, che divenne molto popolare e imitato nel corso degli anni ‘80,
evidenziando la sezione ritmica basso, chitarra e batteria, senza l’aggiunta di
stucchevoli orpelli.
Alcuni Esempi:
"Turn the Beat Around" - Vicki Sue Robinson (1976)
"Shake Your Groove Thing" - Peaches and Herb (1978)
"Pick Me Up, I'll Dance" - Melba Moore (1978)
"Dance With You" - Carrie Lucas (1979)
Esempi di Eurodisco:
"Fly, Robin, Fly" - Silver Convention (1975)
"Spring Affair" - Donna Summer (1976)
"In the Navy" - The Village People (1979)
"Born To Be Alive" - Patrick Hernandez (1978)
Esempi di Stripped-down disco:
"Good Times" - Chic (1979)
"I Shoulda Loved " - Narada Michael Walden (1979)
"Paradise" - Change (1981)
"Rock It" - Lipps, Inc. (1979)
DISCO-POP
Disco- Music leggera, come suggerisce il nome stesso , molto popolare, con
particolare "poppish" nel suono e nel contenuto, che lo rende più adatto all’air-playng
radiofonico che non alla pista da ballo. Il cantato è tipico delle canzonette a
presa rapida.
Alcuni Esempi:
"Sandy" - Jorge Santana (1978)
"Different Worlds" - Maureen McGovern (1979)
"Daddy Cool" - Boney M (1976)
"Who Loves You" - Frankie Valli and the Four Seasons (1975)
DISCO ORCHESTRALE
Disco tradizionale , con l’aggiunta di violini, viole, violoncelli,
trombe, tromboni, vibrafoni ed altri tipici strumenti orchestrali. In genere il
risultato era quello di una vera e propria sinfonia impostata su un beat da
discoteca. Molte canzoni di questo tipo , in realtà, venivano realizzate con
l’intervento di un’orchestra completa.
Alcuni Esempi:
"Love Ballad" - George Benson (1979)
"You're the First, the Last, My Everything" - Barry White (1974)
"T.S.O.P. (The Sound of Philadelphia)" - M.F.S.B. featuring the Three Degrees
(1974)
"Runaway" - the Salsoul Orchestra featuring Loleatta Holloway (1977)
DISCO TEATRALE
Questi sono di solito versioni disco di classici musicali, che mantengono
il tipico, ampolloso ed energico stile del canto teatrale. Di solito si
caratterizza come una variante della disco orchestrata.
Alcuni Esempi:
"I Could Have Danced All Night" - Mary Welch (1979)
"Maybe This Time" - Norma Lewis (1983)
"If My Friends Could See Me Now" - Linda Clifford (1978)
"Don't Cry For Me Argentina" - Festival (1979)
DISCO-CLASSIC
Quando la musica classica incontra la disco-music ne scaturisce un altro tipo di
disco orchestrata, questo genere produce l’effetto di una performance in una
sala da concerto con il pubblico non seduto, ma intento a ballare. Sono molte le
versioni disco di composizioni di Beethoven, Bach, Puccini, Rymsky-Korsakov,
Tchaikovsky, Mussorgsky, Strauss e altri.
Alcuni Esempi:
"A Fifth of Beethoven"- Walter Murphy (1976)
"Flight '76" - Walter Murphy (1976)
"Classically Elise" - Dino Solera and the Munich Machine (1976)
"Butterfly Disco" - James Adler and Madame Moth (1979)
HI-NRG DISCO
"High Energy Disco", conosciuta anche come "disco-gay " per la sua
popolarità tra gli americani omosessuali, che frequentano i vari clubs
dell’epoca. A partire dal 1980, si avvalse di un ritmo più veloce rispetto a
gran parte canzoni disco, con un giro di basso assai marcato e l’inserimento di
rudimentali suoni elettronici
Alcuni Esempi:
"Fire Night Dance" - Peter Jacques Band (1979) - 133 beats al
minuto
"Earth Can Be Just Like Heaven" - Two Tons of Fun (1980) - 131 beats
al minuto
"Up on the Roof" - Viola Wills (1980) - 125 beats al minuto
"Disco Kicks" - Boys Town Gang (1981) - 134 beat sal minuto
MELLOW DISCO
Il ritmo è più lento di quello della maggior parte delle canzoni discoteca,
sensibilmente inferiore a 120 BPM al minuto, ma il sapore dance rimane ancora
molto evidente. La mellow disco, sovente assai rilassante e non particolarmente
adatta alla danza, veniva impiegata nelle fasi iniziali della serata (oggi, si
direbbe pre-disco).
Alcuni Esempi:
"Hot Butterfly" - Bionic Boogie (1978) - 95 beats al minuto
"Fly, Robin, Fly" - Silver Convention (1975) - 101 beats al
minuto
"Love to Love You Baby" - Donna Summer (1975) - 97 al minuto
"You Stepped into My Life" - Melba Moore (1978) - 110 al minuto
ELECTRO-DISCO
Questo tipo di disco manca totalmente di archi, ma sono presenti
elettronica o tastiere. Dal 1980 in avanti, l’elettro-disco divenne sempre più
comune, guidando il cammino del genere dance verso la dominazione di forme
robotizzate di musica da ballo.
Alcuni Esempi:
Happy is the Only Way" - Sine (1977)
"Dancer" - Gino Soccio (1979)
"Saturday Night" - Herbie Hancock (1980)
"New York Moving" - Ahzz (1981)
Continua

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