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  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

   KOOL & THE GANG : DAL FUNK ALL’EDONISMO DEL SUDORE

Basta ascoltare il basso incisivo e martellante di "Ladies Night", l'inevitabile refrein di "Get down on it" o la contagiosa allegria di "Celebration" per capire che dietro la storia di questa disco-funk-band ci fosse una solida e lunga militanza sulle assi dei palcoscenici, per intenderci, mestiere e dimestichezza con la "fabbrica dei successi". E' certamente riduttivo parlare della Gang come di un semplice fenomeno disco-music, anche perchè, prima della parentesi “discotecara”, che li ha resi famosi in tutto il mondo, i Kool & The Gang avevano gia una cospicua storia dietro le spalle. I Nostri esordirono, infatti, nel 1969. La loro prima canzone, “Kool & The Gang”, tratta dall'album omonimo, scalò le classifiche di ufficiali di Billboard e quelle speciali di R&B. A ruota, arrivarono subito altri singoli come "The Gang's Back Again", "Let The Music Take Your Mind", e "Funky Man". I sette LPs, che seguirono, registrati tra il 1969 e il 1974, raccolsero l’unanime consenso di pubblico e critica: "Live at the Sex Machine" fu il primo album ad entrare nelle posizioni alte delle classifiche, nel 1973, grazie ad un trascinante singolo, “Funky Stuff”. Nel 1976, si unì al gruppo Clifford Adams, trombonista, notevole vivacità musicale. Con "Open Sesame", "Jungle Boogie" e "Hollywood Swinging", i Kool, rinnovati nel line-up, raggiunsero la consacrazione, agguantando la Top 10 in classifica e smerciando milioni di dischi in tutto il mondo. All’interno della storia e della discografia di Kool e compagni esiste, dunque, una forte dicotomia tra quella che fu la produzione degli primi anni ’70 (almeno fino alla “Saturday Night Fever”, della cui colonna sonora di cui fecero parte) ed un certo conformismo di maniera tipico del periodo “aureo” dei primi anni ’80 (con milioni di copie vendute in ogni più sperduta landa del pianeta). In verità, Kool & The Gang sono stati sempre percepiti, in positivo, come uno strano oggetto contraddittorio: da una parte propugnatori di un edonismo fisico-estetico ed artefici di un piacere immediato da fruibile in pista sotto il bombardamento di migliaia di watt; dall’altra l’esperienza ed il background di artisti di vaglia, capaci di divagazioni “jazzly” e riferimenti al rock, terreno, peraltro, sfiorato nella fase calante degli ultimi anni ’80. La gang di Robert “Kool” Bell, ha avuto il merito storico di creare quella sorta di “crossover” tra vari stili e generi, elaborando una sintesi sonora “giullaresca” e capace di divertire bianchi e neri, attraverso un'immagine perennemente giovane ed un piacevole ibrido musicale, non improvvisato, ma frutto di studio e di reale consistenza musicale. Kool & The Gang è stata una “band”(band nel senso più nobile del termine) significativa e fondamentale nel processo di evoluzione della musica nera, decisiva, per certi versi, tra le espressioni musicali nere più integrate, più fruite nei clubs di America e Europa, ma anche percepita come “un vero ensemble di musicisti” e non solo come una creazione “in vitro”, caratteristica di molti prodotti destinati alle discoteche. Le loro origini si perdono negli anni ‘60, da dove, attraverso un percorso pionieristico, giunsero alla definizione di uno stile fruibile ed accertato almeno una decina d’anni più tardi: si pensi che il gruppo è stata tra i prime ad esplorare e forgiare una miscela sonora capace di collocarsi al crocevia tra il “jazz-funk” ed lo “street party”, proprio quel sound tipico (conosciuto ed amato) che li ha iscritti di diritto all’albo d’oro della storia della musica contemporanea. Nel 1964 Robert “Kool”, bassista di talento, mette in piedi dalle parti di Jersey i “Jazziacs”: fanno parte dell’organico, il fratello Ronald Bell, sax tenore, Dennis Thomas, altro sax, e Robert Mickens, tromba. La loro era musica essenzialmente influenzata dal jazz, ma soprattutto dal vivo riesce a catalizzare, risucchiare ed incorporare i fermenti della strada e le nuove istanze della giovanile cultura nera, ottenendo larghi consensi. In verità, i Kool &The Gang degli esordi e delle prime esibizioni live risultavano ben diversi, con un suono libero, improvvisato, nero e più jazzy di quanto non sia avvenuto nelle più facili, levigate e fruibili “Get Down On lt” o “Let's Go Dancing (Ooh la, la)”. II contratto con la De-Lite, mantenuto nel tempo, arrivò nel 1969, così come l’indirizzo della Gang verso un funk urbano infarcito di jazz durò molti anni, finché, dopo la seconda meta dei ’70, con la deflagrazione della disco-muisc, il primo cambio di stile divenne inevitabile ed ancora più deciso ed evidente, dopo quella straripante “Saturday Night Fever” in cui anche Kool And The Gang fecero capolino con “Open Sesame”.

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