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  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  JAMES BROWN

Il suo generoso cuore ha smesso di battere nella notte di Natale del 2006 in un ospedale di Atlanta dove era stato ricoverato per una polmonite. JAMES BROWN lascia un vuoto incolmabile nel mondo della musica mondiale, come altri grandi che lo hanno preceduto. Solo una stella di prima grandezza può pensare di morire il giorno di Natale. Il reverendo Jesse Jackson ha reso subito omaggio al padrino del soul, mentre il presidente Bush ha mandato il suo messaggio di cordoglio dalla Casa bianca al "Funky President" per antonomasia. La prima volta che ho fatto girare un disco in un locale è stato un disco di James Browm. Da allora, sono passati trentatrè anni e, vi garantisco, che ogni tanto prendo quel vecchio 45 giri (Think del 1973 i,  lo riascolto e provo ancora le medesime emozioni. Addirittura, in un disco Rap, da me prodotto nel 1993, insieme ad alcuni amici, ne ho campionato il loop. Con la morte di James Brown si compie l'ennesimo capitolo del sogno americano, quello di un ragazzino nato nel '28 a Pulaski, un paesino del Tennessee e che, dopo essersi trasferito  in Georgia, viene abbandonato dai genitori. Diiventato un giovane delinquente, vive di espedienti e sempre al limite della legalità. E' proprio la musica ha tirarlo fuori dal carcere. Sarebbe riduttivo considerare il "Signor Dinamite" un artista "disco", ma James Brown resta comunque la quintessenza del ballo in discoteca. Non esiste altro artista al mondo che abbia avuto tanti "campionamenti" o rifacimenti dei propri dischi. Non c’è DJ al mondo che non lo consideri una vera icona della dance-music. Di James Brown una celebre giornalista ha scritto che forse esiste qualcuno più bello e forse più bravo di lui, aggiungendo però che Brown sa dare il miglior show e che vale la pena di spendere soldi per andarlo a vedere: nulla da fare per tutti gli altri, il " re " è lui. Non si può dare torto a questi commenti, considerando le circa 150 canzoni di successo, i quasi 100 album e le 300 e rotte serate all'anno, attività che condiviso,  fino a 78 anni, con gli impegni derivanti dalla sua catena di ristoranti, e dalle sue apparizioni in radio, TV, gaia et similia. Nato nel 1932 nei South Carolina, sotto il segno del Toro, percorre in salita tutta la faticosa gavetta di " povero negro " tino a diventare " Mr. Dynamite ", " Mr. Please, Piease ", incarnazione vivente del R&B, sacro mito della musica soul e infine simbolo del Black Power, con uno sconfinamento dai regno dello show-biz (showbusiness) alle non facili zone del potere politico, di cui diventa comunque un influente rappresentante. A 24 anni s'impone all'attenzione del pubblico, che comincia a vedere in lui un esponente della black music, con Piease, Piease, Please: sono i tempi di Tutti Frutti, tremendo en plein di Little Richard, e il gruppo di Brown, chiamato Famous Flames, interessa i manager. Scritturato dalla casa discografica King, passa di successo in successo con Try Me (citiamo solo il più significativo) e dodici Hit in soli due anni. Il 24.10.1962, in occasione di un suo memorabile concerto all'Apollo Theatre di Harlem, la King registra tutto io spettacolo e nasce un album dal vivo, Live at the Apollo, che vende più di un milione di copie. James è acclamato l'anno seguente come il " numero uno " dei cantanti R&B d'America. Continua a mietere successi ovunque vada e gli impegni lo vedono occupato ogni sera in luoghi diversi; è questo il periodo di formazione come showman: egli diverte poiché ha imparato tutti i segreti del palcoscenico e ha acquistato in breve una padronanza assoluta sullo stage al punto di essere considerato uno spettacolo a sé, tanta è la fantasia, mista a convinzione e professionismo, che ne deriva in ogni dettaglio. La gente di tutta America va pazza per Brown: è il simbolo della " Cenerentola nera " formato uomo e pure di bell'aspetto, il che non guasta mai. Dalla King passa alla Smash, in un guazzabuglio legale dai connotati nebulosi risolto in parte con compromessi e vendite per entrambe le case discografiche. Ancora successi enormi come Out of Sight, I Feci Good, Papa's Got a Brand New Bag, Prisoner oj Love, Sex Machine, Superbad, Soul Power, ecc. Siamo al delirio collettivo e all'obbedienza assoluta di milioni di fan, che rispondono positivamente all'invito di Brown, fatto durante una lunga trasmissione TV a lui dedicata poco dopo l'assassinio di Martin Luther King, di non scendere in piazza. Anche la Casa Bianca ringrazia sentitamente e quella è gente che non si muove per niente: ha certamente capito il potere carismatico esercitato da James sulla folla. Chissà quanti deputati e senatori avranno pensato al numero di voti che Brown potrebbe raccogliere in ipotetiche elezioni!.. Nel 1966 ritorna alla King, quasi da padrone, ma dopo poco tempo la lascia definitivamente per legarsi alla Polydor, firmando un favoloso contratto che, soldoni a parte, gli garantisce un'ottima distribuzione e un'immagine adeguata in tutto il mondo. Oggi non si produce più in forsennati spettacoli come dieci anni fa, quando il suo contributo psicofisico era totale, ma si esibisce sempre ovunque lo chiamino: concordata la cifra, non c'è problema, lo show arriva! Dicono che lavori anche per i centesimi, che non butti via mai nulla: forse l'umilissima origine o gli stenti della fanciullezza lo spingono a lavorare in modo frenetico. Comunque sia, la sua vitalità è ben lontano dall'essere domata. Contrariamente a tanti colleghi ormai scomparsi dalla scena o solo talvolta presenti nel vago discorso dei ricordi, James Brown sa sopravvivere a molte mode, non si fa mai " incastrare " dagli amici manager (per lo più a livello di " spremi-artisti ") e, sorretto da una lucidità davvero singolare e dal fiuto per tutto ciò che è produttivo, rimane sempre a galla senza alcun apparente segno di cedimento, anzi col minimo sforzo. Allietando, tra l'altro, una abbondante seconda generazione (papà e mamma approvano) che è cresciuta al suono dello slogan " Say It Loud, I'm Black and I'm Proud ". Negli anni 70 , James  riesce a distillare alcuni piccoli capolavori di Funk metropolitano come "I't Too Funky in Here". Il resto è cronaca.

Discografia Consigliata:

James Brown Plays James Brown Today and Yesterday (1966),
Smash; Pure Dynamite (1968), King; Papa's Got a Brand New
Bag (1966), Say It Loud. I'm Black and I'm Proud (1969),
James Brown's Greatest Hits (1970, raccolta), Sex Machine to Day(1971)
Get on the Good Food (1973), HeIi (1974),
The Payback 1974), Hot (1975),
The Original Disco Man (1979) tutti su etichetta Polydor.


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