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LA
DISCO MUSIC IN ITALIA
Nel 1976 troviamo tra i dischi più venduti in
Italia quelli di White, Summer, Gaynor, Kelly, Silver Convention, Ritchie
Family, Esther Phillips, McCoy e Deodato. Già l'anno seguente portò grossi
cambiamenti: a Stevje Wonder, Donna Summer, Roberta Kelly, Ritchie Family si
affiancarono una schiera di nomi nuovi, quelli di Cerrone, Boney M, Giorgio (proprio
il produttore Moroder appena citato), Amanda Lear, Grace Jones, D.D. Sound,
Santa Esmeralda, Belle Epoque, Salsoul Orchestra e così via. Il 1978 fu poi
l'anno dei Bee Gees, che con le canzoni tratte dalla colonna sonora del film
"Saturday Night Fever" divennero i protagonisti in assoluto della disco music
mondiale Altri emergenti furono Sheila & B. Devotion, l'indiana Asha Puthli, Andrea True Connection, Baciotti, Bionic Boogie,
Lipstique, ecc. Una caratteristica interessante della disco music fu che in
questo genere la tradizionale (nel pop) sottomissione del continente europeo alla
produzione britannica e statunitense venne superata: nel confezionare prodotti
di rapido consumo i tedeschi, i francesi e gli italiani (vedi il planetario
successo dei Fratelli La Bionda, un tempo appassionati seguaci della "West Coast Music ") si dimostrarono altrettanto (se non più) abili di americani e
britannici. Su versante italiano, oltre ai La Bionda, con l’operazione DD-Sound, si
distinsero alcuni abili produttori come Celso Valli e Mauro Malavasi, basti
ricordare i successi dei Change,
Peter Jaques Band e Macho. Musicista,
produttore e deejay, tra i più attivi della scena disco italiana (e non solo),
tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80. Per molto tempo Mauro Malavasi fu
sinonimo di successo, e per molti dee-jay, il suo nome significava comprare i
dischi sigillati. Proveniente dal conservatorio, inizialmente Mauro ebbe l'idea di
cimentarsi in una jazz band, ma nel 1978, sotto la spinta dall'amico Marzio,
alias Macho, decise di produrre una cover dello Spencer Davis Group, in versione
disco-dance, ossia "I'm a man ", brano entrato di diritto nella storia della
disco, sopratutto per le sue inusuali sonorità. Con Jacques Fred Petrus fondò
l'etichetta Goody Music, che per molti anni diede alle stampe gruppi ed
artisti di successo:: la già citata Peter Jacques Band, BB&Q Band, Change (con il
vocalist Luther Vandross), Hypnotic Tango, Cube, Revanche, Rudy, etc. Inutile
dire che Malavasi ha comunque continuato nella sua ingegnosa attività in questi
ultimi anni, anche dopo il declino della disco. Infatti sono sue le produzioni
pop di alcuni dei dischi di maggior successo di artisti italiani ed
internazionali. L’Italia si mostrò subito propensa ad accettare anche tutti
quegli artisti che dal Rock si gettano a capo fitto nel gorgo della “disco”: Rod
Stewart con “Da Ya Think, I’m Sexy?”, I Rolling Stones con “Miss You” ed
“Emotional Rescue”, i Kiss con “I was Made for lovin’ you” ed i Knack con “My
Sharona”. Che la disco-music ebbe pochissimo da offrire a livello culturale è
un dato scontato. Lo conferma, infatti, la stessa volubilità degli
appassionati del genere, prontissimi a spostare le loro preferenze da un artista
all'altro nel giro di pochi mesi, talvolta di settimane, proprio perché ciò che
veniva loro offerto era solo una sensazione epidermica. Il pubblico d'altronde
otteneva quanto
cercava: chiedeva solo delle occasioni di evasione, senza pretendere dalla musica i
messaggi, l'elevazione spirituale o il piacere estetico che i veri appassionati
sanno trarre da questa eccelsa e libera arte. Quindi lo smercio era rapido e
i dischi duravano poco come i soldi vinti al gioco. Seppure il fenomeno
“disco” serva a creare un più vasto consumo di musica (e in un paese come
l'Italia salvò, addirittura, l'industria discografica da una grave crisi
recessiva), non riuscì ad imprimere tra i giovani forti connotati
culturali ed educativo. Anche dal punto di vista della creazione di nuove star
usa e getta,
non ci pare che la "disco-commerciale" abbia offerto personaggi di rilievo mediatico (come si direbbe oggigiorno), eccezione fatta per la stuzzicante,
ambigua e intelligente Amanda Lear, ancora in attività.
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