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  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  LA DISCO MUSIC IN ITALIA

L'Italia, come tutti i paesi occidentali, dominati dal capitalismo e dal consumismo, si mostrò alquanto sensibile al fenomeno "disco", riversando la maggior parte dei prodotti made in USA nelle piste da ballo. Da buoni alleati degli Americani, gli Italiani decisero di piazzare sul "patrio suolo", oltre alle basi militari, anche delle basi musicali che in qualche maniera fossero legate ad una sorta di "patto atlantico" del divertimento. L'asse della "disco" Nordamericana, a parte l'Inghilterra, dove tutto fu più semplice per ovvi motivi di affinità linguistico-cultrali,  si appoggio, trovando terreno fertile, dapprima, in Francia ed  in Germania ed, in seguito, in Italia. Ben presto taluni distillati dell'italico "disco-pensiero", cominciarono ad essere recepiti anche oltre le Colonne d'Ercole, come non ricordare "1,2,3,4 Gimme Some More" dei  D.D.Sound, progetto dietro cui si celavano i Fratelli La Bionda, o "Baby I Love You" degli Easy Going, fenomeno breve, ma intenso, partorito dalla prolifica mente  di Claudio Simonetti, già fautore dei Goblin. Ma forse, sarebbe interessante procedere per gradi. Se è vero che le discoteche degli anni '70 siano le "faritascientifiche" eredi dei whisky-a-gogò degli anni '60, rispetto a quei primi locali da ballo con musica registrata esse giocano un ruolo ben più importante per l'industria discografica. Nei whisky-a-gogò si andava a ballare e ad ascoltare i successi del momento, nelle discoteche  venivano (e vengono ancora) presentati in anteprima gli Hits dei mesi a venire. L'idea di base era fondamentalmente la stessa (sebbene oggi si ricorra ad arredamenti avveniristici, a luci psichedeliche, all'alta fedeltà e addirittura ai laser), è mutato, invece, il ruolo dei disc-jockeys, che ora tracciano le linee di tendenza e dettano un "gusto", anziché rifletterlo. La disco-music inglobava varie tendenze e stili,  ma in genere era musica finalizzata al ballo, incisiva e priva di contenuto letterari  e complicazioni intellettualoidi(il testo era sempre un incitamento al ballo), quindi di rapidissimo consumo. Pur derivando dal soul degli anni '60,  ha fatto sempre ricorso, secondo gli stili, a  sperimentazioni elettroniche, a melodie ultraorecchiabili, a ritmiche accentuate ed incisive, ad arrangiamenti orchestrali che attingevano a piene mani  al rhythm & blues, al rock e all'easy listening . In ogni paese variavano i divi preferiti dai frequentatori delle discoteche, tuttavia qualche nome (per esempio Donna Summer, i Bee Gees, i Boney M, Grace Jones e Roberta Kelly) poterono contare su una notorietà internazionale.  In Italia le prime avvisaglie si ebbero verso il 1973 con gli hits a sorpresa di Stevie Wonder, Timmy Thomas, Deodato, Temptations e Chi-Lites. Più tardi toccò a Barry White, alle Love Unlimited, a Ike & Tina Turner. L'industria della musica trovò nelle discoteche un nuovo ed efficace canale promozionale in alternativa ai logori programmi TV, fatale imbuto per il cui sottile collo passavano pochi e non sempre meritevoli "cantori di umane paturnie". Nel 1975, si cominciò a parlare di disco music sulla stampa specializzata, quando si registrano grandi successi per nomi fino allora completamente sconosciuti quali Carl Douglas, George McCrae, Hues Corporation, Carol Douglas, VanMcCoy, KC & The Sunshine Band. Poi iniziarono ad affermarsi le dive: le prime furono Gloria Gaynor e Donna Summer, ma quest'ultima soprattutto, avvolta da un alone di leggenda, venne prodotta in vitro da quel volpone di Giorgio Moroder, abile produttore di Monaco di Baviera e vista come sex-symbol, dopo aver mandato in  tilt torme di spettatori con le sue  eroticissime movenze ....

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  LA DISCO ITALIANA: CLONI, AVVENTURIERI E MUSICISTI DI RANGO.

 

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