PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

Continua

  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

Continua

  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

Continua

  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

Continua

 

  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  BARRY WHITE: LA VOCE CHE FACEVA INNAMORARE GLI SQUALI

Fra i suoi maggiori successi si ricordano "Can't Get Enough of Your Love", e "You're The First, The Last, My Everything". La sua voce di basso aveva timbri che muovevano a commozione il pubblico femminile dei suoi concerti: si narrava che ai suoi concerti le ragazze gli lanciassero sul palco la loro biancheria intima. Lui stresso si autodefiniva "Maestro of Love", o Maestro d'amore: "Io - diceva - parlo d'amore, di sentimenti, di coccole, tento di comunicare con il lato amorevole dell'uomo". La sua voce calda e vellutata ha fatto sognare, innamorare, ha prodotto brividi lungo la schiena di amanti in ogni angolo del pianeta. Un modo unico di cantare, sotteso da un tappeto sonoro ben orchestrato e sempre in crescendo e caratterizzato da un incipit parlato o sovente sussurrato con tonalità profonda capace di scatenare incontenibili emozioni. Inimitabile nel suo stile Barry White, tra melodia, parole di zucchero e miele e sonorità morbide ed avvolgenti, era astato uno dei veri protagonisti della "disco" anni 70, continuando la sua attività anche negli anni 80 e 90 e fino a pochi mesi addietro con ottimi risultati di classifica e grande successo nelle sue esibizioni dal vivo in giro per il mondo. E’ curioso, ma qualcuno ha provato a far innamorare anche gli squali con le sue canzoni ed in parte c’è riuscito. Con gli uomini non ci sono dubbi, funziona egregiamente. Che sia efficace anche con i pesci (e che pesci), magari è meno certo. Eppure al centro marino di Birmingham ci stanno provando: le canzoni di Barry White per risvegliare la passione fra gli squali. Si tratta di un esperimento - a prima vista abbastanza bizzarro - avviato dai biologi del National Sea Live Centre di Birmingham. A qualche giorno da San Valentino, i biologi hanno selezionato una serie di canzoni d'amore, fra le quali prevalgono appunto quelle di White. Da tempo si ritiene che gli squali percepiscano i suoni attraverso un sistema 'radar' interno, che permette loro di cogliere le vibrazioni. Non solo: studi recenti degli scienziati statunitensi del Rowland Institute for Science di Cambridge, nel Massachusetts, dimostrano che i pesci sono anche in grado di apprezzare e di distinguere i diversi tipi di musica. I brani più famosi di Barry White, “I'm Just Gonna Love You a Little Bit More”, “Baby, Can’t Get Enough of Your Love, Baby”, procurarono, immediatamente, delle buone vibrazioni agli squali. Karen Hewlett, biologa marina del centro di Birmingham, ha detto alla CNN: "Finora non era mai successo niente, ma con la musica Barry White, nelle prime fasi del corteggiamento, il maschio insegue la femmina a tutta velocità, e tenta di morderla sul dorso, una modalità non proprio romantica".
Una voce calda e sensuale che par la d'amore, un 'orchestra in sottofondo, un ritmo che anticipa la disco: e il sound degli anni Settanta. Egli stesso ricorda: “Una mattina mi svegliai e chiamai mia madre. Sentendo la mia voce, ci spaventammo entrambi da morire.” A sentir lui, il suo leggendario baritono si manifestò all'improvviso all'età di quattordici anni in età puberale: la tempesta ormonale gli aveva fatto un dono assai generoso. Allora Barry viveva ancora a Watts, un quartiere di Los Angeles abitato da neri ed emarginati. Tre anni prima aveva suonato il piano in “Belvin (Good night My Love)”, ma a campare con la musica non ci aveva mai pensato seriamente. Barry cambiò idea dopo essere finito al fresco per un piccolo furto. Inizia a frequentare case discografiche e artisti emergenti, produce “Little Girl” degli Upfronis, diventa il talent scout delle etichette indipendenti, Mustang e Bronco, lavora con i futuri Fifth Dimension e con la cantante Viola Wills e finalmente infila tre hit di seguito con Felice Taylor. Nel 1972 incontra l'arrangiatore Gene Page (di cui seguirà la sua produzione classica) e la sua futura moglie, Glodean James. Il team è quasi al completo: con l'aggiunta di altre due voci femminili (Diana Taylor e Linda James) White fonda i Love Unlimited, firma un contratto con la Uni di Russ Regan e pubblica “From a Girl’s Point of View”. Il disco va bene ma intanto Regan passa alla più potente 20th Century Fox, White medita di seguirlo e prepara nuovi provini destinati a una voce maschile. Alla fine sarà lui a registrarli: il disco esce nel 1973 e contiene “I'm Gonna Love You Just a Little More Baby”. Va bene, ma White è gia oltre: progetta un concept-album strumentale e fonda la Love Unlimited Orchestra, un ensemble di quaranta elementi orchestrali. La Love Unlimited Orchestra era una macchina spettacolare perfetta: impeccabilmente vestito, Bany Wliite siede al pianoforte, attorniato da tre splendide cantanti. Alle sue spalle, una musica avvolgente, spinta da un ritmo inarrestabile e suonata da quaranta dementi di prim’ordine: fra gli altri Ray Parker Jr., Nathan East, Dean Parks, il bluesman Johnny Guitar Watson e la futura star del sax, Kenny G. Qualcuno parla “sophistisoul”, altri fanno risalite a tutto ciò la nascita della disco-music. La sua voce profonda e terribilmente sexy: il cocktail, voce e orchestra, funziona nell'album “Rhapsody in White” e in “Love's Theme”, che vende tre milioni di copie nei soli Stati Uniti e mette il turbo alla carriera del corpulento soul-singer: tra il 1974 e il 1979 escono infatti “Never Never Gonna Give You Up”, “Can't Get Enough of Your Love, Babe”, “You're the First, the Last, My Everything”, “Let the Music Plav”, lo splendido remake di “Just the Wav You Are” e “It's Ecstasy When You La\ Down Next to Me”, l'ultimo suo pezzo a entrare nelle Top Five americane. Alla fine dei Settanta, White, aveva già in attivo sedici album (otto a suo nome, quattro con i Love Unlimited e altri quattro con la Love Unlimited Orchestra), cominciando ad essere esausto, mentre la sua vena creativa andava affievolendosi. Dopo essersi concesso oltre un anno sabatico, ossia dopo diciotto mesi di pausa, torna in scena e si accorge che tutto è cambiato: la disco ha perso smalto e la gente ora balla al ritmo convulso del rap, apprezza l’incedere tagliente del crossover-funk, mentre da dance elettronica avanza a passi da gigante. Gli anni seguenti saranno tetri e difficili e la sua rinascita discografica lenta: dopo gli sporadici exploit degli Ottanta, come “I Wannaa Do It Good lo You, Sho You Right”, 1'artista rinasce in televisione (“The Simpsons”, “Ally McBeal”), incide “All Around the World” con l'inglese Lisa Stansfield e, nel 1998, riconquista le prime pagine con il multiplatino di “The Icon Is Love”. Fatti due conti, 1'industria si accorge che, nella sua carriera, White ha venduto più di cento milioni di copie, ottenendone cinquantasei di platino. Così, nel 2000, lo celebra assegnandogli i suoi primi due Grammy Award per la canzone “Staying Power”. Purtroppo, Barry è giunto al capolinea: affetto da problemi circolatori e da diabete, da tempo, è in dialisi. Il 4 giugno 2003, a meno di un mese, dopo il trionfo discografico, muore per un collasso a soli cinquantotto anni nel Cedars Sinai Hospital di West Hollywood.
 


ALL RIGHTS RESERVED ©2000/2007 ADVNEWS.com