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BARRY
WHITE: LA VOCE CHE FACEVA INNAMORARE GLI SQUALI
Fra i suoi maggiori successi si ricordano "Can't
Get Enough of Your Love", e "You're The First, The Last, My Everything". La sua
voce di basso aveva timbri che muovevano a commozione il pubblico femminile dei
suoi concerti: si narrava che ai suoi concerti le ragazze gli lanciassero sul
palco la loro biancheria intima. Lui stresso si autodefiniva "Maestro of Love",
o Maestro d'amore: "Io - diceva - parlo d'amore, di sentimenti, di coccole,
tento di comunicare con il lato amorevole dell'uomo". La sua voce calda e
vellutata ha fatto sognare, innamorare, ha prodotto brividi lungo la schiena di
amanti in ogni angolo del pianeta. Un modo unico di cantare, sotteso da un
tappeto sonoro ben orchestrato e sempre in crescendo e caratterizzato da un
incipit parlato o sovente sussurrato con tonalità profonda capace di scatenare
incontenibili emozioni. Inimitabile nel suo stile Barry White, tra melodia,
parole di zucchero e miele e sonorità morbide ed avvolgenti, era astato uno dei
veri protagonisti della "disco" anni 70, continuando la sua attività anche negli
anni 80 e 90 e fino a pochi mesi addietro con ottimi risultati di classifica e
grande successo nelle sue esibizioni dal vivo in giro per il mondo. E’ curioso,
ma qualcuno ha provato a far innamorare anche gli squali con le sue canzoni ed
in parte c’è riuscito. Con gli uomini non ci sono dubbi, funziona egregiamente.
Che sia efficace anche con i pesci (e che pesci), magari è meno certo. Eppure al
centro marino di Birmingham ci stanno provando: le canzoni di Barry White per
risvegliare la passione fra gli squali. Si tratta di un esperimento - a prima
vista abbastanza bizzarro - avviato dai biologi del National Sea Live Centre di
Birmingham. A qualche giorno da San Valentino, i biologi hanno selezionato una
serie di canzoni d'amore, fra le quali prevalgono appunto quelle di White. Da
tempo si ritiene che gli squali percepiscano i suoni attraverso un sistema
'radar' interno, che permette loro di cogliere le vibrazioni. Non solo: studi
recenti degli scienziati statunitensi del Rowland Institute for Science di
Cambridge, nel Massachusetts, dimostrano che i pesci sono anche in grado di
apprezzare e di distinguere i diversi tipi di musica. I brani più famosi di
Barry White, “I'm Just Gonna Love You a Little Bit More”, “Baby, Can’t Get
Enough of Your Love, Baby”, procurarono, immediatamente, delle buone vibrazioni
agli squali. Karen Hewlett, biologa marina del centro di Birmingham, ha detto
alla CNN: "Finora non era mai successo niente, ma con la musica Barry White,
nelle prime fasi del corteggiamento, il maschio insegue la femmina a tutta
velocità, e tenta di morderla sul dorso, una modalità non proprio romantica".
Una voce calda e sensuale che par la d'amore, un 'orchestra in sottofondo, un
ritmo che anticipa la disco: e il sound degli anni Settanta. Egli stesso
ricorda: “Una mattina mi svegliai e chiamai mia madre. Sentendo la mia voce,
ci spaventammo entrambi da morire.” A sentir lui, il suo leggendario
baritono si manifestò all'improvviso all'età di quattordici anni in età
puberale: la tempesta ormonale gli aveva fatto un dono assai generoso. Allora
Barry viveva ancora a Watts, un quartiere di Los Angeles abitato da neri ed
emarginati. Tre anni prima aveva suonato il piano in “Belvin (Good night My
Love)”, ma a campare con la musica non ci aveva mai pensato seriamente. Barry
cambiò idea dopo essere finito al fresco per un piccolo furto. Inizia a
frequentare case discografiche e artisti emergenti, produce “Little Girl” degli
Upfronis, diventa il talent scout delle etichette indipendenti, Mustang e
Bronco, lavora con i futuri Fifth Dimension e con la cantante Viola Wills e
finalmente infila tre hit di seguito con Felice Taylor. Nel 1972 incontra
l'arrangiatore Gene Page (di cui seguirà la sua produzione classica) e la sua
futura moglie, Glodean James. Il team è quasi al completo: con l'aggiunta di
altre due voci femminili (Diana Taylor e Linda James) White fonda i Love
Unlimited, firma un contratto con la Uni di Russ Regan e pubblica “From a Girl’s
Point of View”. Il disco va bene ma intanto Regan passa alla più potente 20th
Century Fox, White medita di seguirlo e prepara nuovi provini destinati a una
voce maschile. Alla fine sarà lui a registrarli: il disco esce nel 1973 e
contiene “I'm Gonna Love You Just a Little More Baby”. Va bene, ma White è gia
oltre: progetta un concept-album strumentale e fonda la Love Unlimited
Orchestra, un ensemble di quaranta elementi orchestrali. La Love Unlimited
Orchestra era una macchina spettacolare perfetta: impeccabilmente vestito, Bany
Wliite siede al pianoforte, attorniato da tre splendide cantanti. Alle sue
spalle, una musica avvolgente, spinta da un ritmo inarrestabile e suonata da
quaranta dementi di prim’ordine: fra gli altri Ray Parker Jr., Nathan East, Dean
Parks, il bluesman Johnny Guitar Watson e la futura star del sax, Kenny G.
Qualcuno parla “sophistisoul”, altri fanno risalite a tutto ciò la nascita della
disco-music. La sua voce profonda e terribilmente sexy: il cocktail, voce e
orchestra, funziona nell'album “Rhapsody in White” e in “Love's Theme”, che
vende tre milioni di copie nei soli Stati Uniti e mette il turbo alla carriera
del corpulento soul-singer: tra il 1974 e il 1979 escono infatti “Never Never
Gonna Give You Up”, “Can't Get Enough of Your Love, Babe”, “You're the First,
the Last, My Everything”, “Let the Music Plav”, lo splendido remake di “Just the
Wav You Are” e “It's Ecstasy When You La\ Down Next to Me”, l'ultimo suo pezzo a
entrare nelle Top Five americane. Alla fine dei Settanta, White, aveva già in
attivo sedici album (otto a suo nome, quattro con i Love Unlimited e altri
quattro con la Love Unlimited Orchestra), cominciando ad essere esausto, mentre
la sua vena creativa andava affievolendosi. Dopo essersi concesso oltre un anno
sabatico, ossia dopo diciotto mesi di pausa, torna in scena e si accorge che
tutto è cambiato: la disco ha perso smalto e la gente ora balla al ritmo
convulso del rap, apprezza l’incedere tagliente del crossover-funk, mentre da
dance elettronica avanza a passi da gigante. Gli anni seguenti saranno tetri e
difficili e la sua rinascita discografica lenta: dopo gli sporadici exploit
degli Ottanta, come “I Wannaa Do It Good lo You, Sho You Right”, 1'artista
rinasce in televisione (“The Simpsons”, “Ally McBeal”), incide “All Around the
World” con l'inglese Lisa Stansfield e, nel 1998, riconquista le prime pagine
con il multiplatino di “The Icon Is Love”. Fatti due conti, 1'industria si
accorge che, nella sua carriera, White ha venduto più di cento milioni di copie,
ottenendone cinquantasei di platino. Così, nel 2000, lo celebra assegnandogli i
suoi primi due Grammy Award per la canzone “Staying Power”. Purtroppo, Barry è
giunto al capolinea: affetto da problemi circolatori e da diabete, da tempo, è
in dialisi. Il 4 giugno 2003, a meno di un mese, dopo il trionfo discografico,
muore per un collasso a soli cinquantotto anni nel Cedars Sinai Hospital di West
Hollywood.


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