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LA
STORIA DI FRANCIS GRASSO
Venne immediatamente ricoverato. Il DJ si rese
conto che se voleva vivere non doveva parlare. Così quando fu interrogato,
rispose che non aveva elementi per riconoscere i suoi aggressori e che era stato
percosso mentre passeggiava per strada. Infine, non sporse alcuna denuncia.
Occorsero più di sei mesi perché le sue ferite si rimarginassero e i lividi
scomparissero. Venne, poi, sottoposto a un delicato intervento di chirurgia
plastica, e in qualche modo la sua faccia fu ricomposta. Certo è che dopo
l'operazione Francis Grasso era un'altra persona, con una fisionomia del tutto
diversa, abbandonò ogni ambizione, cedette il suo locale, e continuò la sua
carriera come DJ al Sanctuary. L’EPILOGO: ciò che accadde al nostro amico Grasso
può essere considerato una gentilezza se paragonato a quello che il destino
riservò al suo boss Shelley. Shelley generalmente sceglieva i suoi amanti tra i
camerieri del club, gente fidata, spesso giovani attori falliti, o, comunque,
gente di spettacolo. Ma spesso, non sapeva rinunciare all'emozione di andare a
caccia di qualche ragazzino portoricano. Così a tarda notte lasciava il locale e
faceva rotta verso Times Square dove poteva rimorchiare facile. Caricava, poi,
la merce che aveva affittato, sulla sua vettura e si dirigeva verso un sontuoso
appartamento che manteneva nei pressi di Gramercy Park. Pieno di attenzioni e
felice per quello che si riprometteva di fare, si divertiva ad osservare le
reazioni del povero ragazzino portoricano a tanto lusso. Per snobismo conservava
sui suoi costosissimi mobili, sui tappeti, sui soprammobili, L'etichetta del
prezzo -vera o falsa che fosse. Quest'abitudine unita allo spiccato gusto per i
giovanotti di strada, doveva costargli molto cara. Una mattina un vicino trovò
Shelley morto, nudo nel bagno, il cranio spappolato e ferite al petto e allo
stomaco. L'appartamento completamente saccheggiato, ma nessuno mai, si spiegò il
motivo per cui gioielli, collane e oro non vennero toccati. Forse gli assassini,
inesperti, avevano supposto, che, viste le dimensioni si trattasse di falsi. Con
la scomparsa del suo singolare proprietario iniziò il declino del Sanctuary. Fu
invaso dagli spacciatori che lo trasformarono in un supermarket della droga. Vi
si trovava di tutto. Il suo pubblico alla fine era esclusivamente costituito da
venditori e consumatori di stupefacenti. Questi ultimi di pelle bianca, vestiti
come tutti gli altri, i primi, invece, erano portoricani, portavano giacche
color porpora o verdi, camicie gialle di raso, grossi anelli alle dita, ed erano
ossessionati dalle scarpe, ne possedevano di orribili e in gran quantità.
Francis Grasso, da parte sua, continuò ad occupare il suo posto ai piedi
dell'altare e riuscì sempre ad impedire che i dissoluti clienti vi danzassero
sopra. L'altare era sacro sia perché vi si trovavano i suoi giradischi, sia
perché egli riteneva che " se Dio avesse voluto fulminare qualcuno per il
sacrilegio, questo sarebbe stato certamente di coloro che controllavano il club,
e non i giovani che vi si divertivano ". Questa pazzia andò avanti per tre anni:
Grasso riuscì a tirare avanti fino al 1972, quando, nell'Aprile, polizia e
pompieri fecero un raid combinato, irrompendo nel locale. Le porte del Sanctuary
si chiusero per l'ultima volta. Ironia volle che la Church si trasformasse in un
centro di disintossicazione. In quell'epoca, per un Sanctuary che moriva, ne
nascevano 10, 100, 1000 in tutto il mondo. La carriera di Francis è
andata, comunque, avanti per lungo tempo come DJ ed in qualità di proprietario
di locai in seguito, fino al 2001 anno in cui non è passato a miglior vita. a
soli 53 anni e con il fegato logorato da Bacco. Assieme ad altri grandi del
periodo, è entrato (e di diritto) nella "Dance Muisc Hall of Fame".
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