PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  LA STORIA DI FRANCIS GRASSO

Il suo show più richiesto era mandare due dischi contemporaneamente, anche per qualche minuto. In uno di questi esperimenti, di fronte ai pochi infaticabili della notte anticipò di molti anni la formula basso/batteria e urletti d'amore che ora è uno dei classici della Disco Music: sovrappose al tappeto di percussioni di " l'm a man " gli erotici lamenti dell'orgasmo di Robert Plant in " Whole Lotta Love ". Quello che il DJ stava creando era proprio la Disco Music, sfruttando elementi prefabbricati, e, soprattutto, scegliendo come laboratorio per le sue alchimie il luogo più adatto: la discoteca, assistito dagli sconvolti danzatori dell'epoca. Francis non era un potente motore dello show-biz come il suo vecchio collega Terry Noci, che ramazzava la audience e la trascinava all'interno del suo trip, ma, al contrario, fungeva da specchio per le energie che gli giungevano dalla sala e che lui rifletteva caricate e potenziate dalla sua personalità. Infine, Francis si trasformò in un vero e proprio maestro di trucchi per gli aspiranti DJ, e stabilì un riconosciuto stile standard. Divenuto una figura popolare nel mondo delle discoteche, venne richiesto anche da altri locali che vedevano in lui un polo di attrazione per i clienti. Durante una delle sue assenze dal Sanctuary, andò a lavorare in una discoteca malfamata. Si racconta che una notte sorprese dei ragazzi intenti a bastonare un uomo nella cucina del locale. Quando l'individuo - uno spacciatore - stramazzò a terra, i giovani gli si fecero addosso e gli sottrassero bustine e pillole, che vendettero più tardi agli altri clienti in sala. Grasso, nonostante vivesse da tempo nell'ambiente, rimase sconvolto da questa scena e ritenne di non essere adatto alla vita di " prima linea " e decise di ritirarsi nelle retrovie. Così, aprì un proprio locale nel Village, chiamato Francis, tranquillo e frequentato da gente per bene. Una notte un tizio, apparentemente un uomo d'affari, vestito elegantemente, si affacciò nella tana di Francis, dove era intento a manovrare i suoi diabolici marchingegni da DJ. Gli disse che doveva consegnargli un messaggio, e che voleva farlo fuori dal club per poter parlare tranquillamente. Il nostro incauto eroe, inserì un nastro della durata di venticinque minuti e fiducioso seguì lo sconosciuto. Quando furono nella strada, lo zerbinotto si voltò improvvisamente verso Grasso e gli puntò al viso una pistolaccia dalle dimensioni inconsuete. Quindi, spinse il malcapitato DJ dietro un angolo dove l'attendeva un auto a motore acceso. Un uomo da dentro la vettura aprì lo sportello e con uno spintone, Grasso venne sospinto sul sedile posteriore. L'auto partì a tutto gas e si diresse verso la zona meno frequentata del quartiere. Girò in un vicolo cieco e qui si arrestò. Grasso fu trascinato violentemente fuori e sbattuto contro una fiancata della macchina, mentre l'uomo dalla pistola enorme lo teneva sotto tiro, l'altro iniziò a sbattere la portiera sul volto dello sfortunato Grasso, costui continuò la sua opera, con precisione e metodo, finché la faccia della sua vittima non fu ridotta in una poltiglia sanguinolenta. Francis Grasso, ancora cosciente, mentre il sangue gli colava a fiotti da quello che era stato il suo naso e la sua bocca, gridava: " Uccidimi... ti prego, uccidimi... ormai sono finito... ". I gangsters non parvero per nulla impietositi, il loro compito era terminato così. Ordinarono al poveretto, di prendere la direzione opposta a quella del club, rimontarono in macchina e si dileguarono nel buio. Rimasto a terra in un bagno di sangue, a fatica si rialzò e brancolando nell'oscurità cominciò a muovere qualche incerto passo. Aveva percorso poche decine di metri quando udì il rombo di una macchina che si avvicinava era un'auto della polizia che passava proprio in quel momento e le due guardie avevano notato la sua figura malconcia.


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