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T-CONNECTION
I T-Connection rappresentano una delle
espressioni più felici del “crossover-funk”, quel particolare stile di musica da
discoteca, che ebbe molta fortuna in Europa, soprattutto in Inghilterra,
Germania ed Italia, a cavallo tra fine degli anni ’70 e l’avvio degli anni ’80:
in sintesi, alcune delle più evidenti caratteristiche del black-funk urbano
vennero travasate all’interno di un “modulo espressivo”, tipicamente “white-disco”,
il quale perse in velocità, ma acquistò in raffinatezza ed eleganza. Le linee di
basso e le matrici percussive preservarono la loro”anima” afro-americana, ma le
melodie si arricchirono di armonie e falsetti a profusione, molto cari
all’euro-disco. In realtà quello dei T-Connection fu un “prodotto di sintesi” e,
pur non raggiungendo mai elevatissimi traguardi di natura mercantile,
costituisce uno dei momenti più alti della “disco-music” nell’accezione più
ampia del termine. Essi riuscirono dove, gruppi come Earth, Wind & Fire avevano
fallito. In considerazione dell’enorme notorietà degli E,W &F, con tutti quei
falsetti incrociati, quelle ritmiche espanse ed quei fiati da “big band” a
sottolineare i momenti salienti di ogni brano, i T-Connection potrebbero
apparire degli epigoni, dei replicanti e, forse, poca cosa rispetto alla band di
Maurice White e Philip Baley. In realtà, gli E.W.&F, che costituiscono una
leggenda consegnata agli annali della storia della musica contemporanea, non
seppero mai scrollarsi di dosso tutto il loro vecchio “back-ground jazzly” ed a
parte qualche “brano-civetta”, per ingraziarsi il mercato dei consumatori delle
musica da ballo, all’interno dei propri album, amavano esprimere tutto il
proprio retaggio musical-culturale, di certo, non “discotecaro”, ma
caratterizzato da un eccesso di virtuosismo di matrice soul-rock-jazz. Pur nella
loro apparente similitudine, gli E.W. & F. furono dei musicisti sopraffini,
mentre i T-Connection furono degli eccellenti dance-makers. Gia dai tempi della
TK Records, essi si caratterizzarono come una formazione anomala rispetto agli
altri artisti della scuderia di Miami, il cui sound, pur di pregevole fattura
(KC & The Sunshine Band, George Mc Crae, Jimmy Bo Horn, etc.), pagava un tributo
eccessivo in termini d’ispirazione alle vicine Antille. Diversamente, i
T-Connection presentarono immediatamente linee sonore più asciutte e dinamiche,
molto più vicine agli stilemi della disco-funk di matrice newyokese,
svecchiando, per alcuni aspetti, il repertorio della TK, fatto di troppi
“saltelli strombazzati” e di flessuosità ritmico-reggaeggianti al “lime dei
Carabi”. A parte i primi classici della loro discografia legati alla scuola di
Miami, osannati ad ogni stormir di fronde e targati anni ’70 ( “At Midnight” e
"Do What You Wanna Do"), fu proprio il passaggio alla Capitol a regalare ai
patiti del “crosover-funk” alcune piccole gemme di sapienza “danzereccia”, dove
la linearità degli arrangiamenti, l’immediatezza delle armonie vocali ed un
equilibrato uso delle ritmiche si suniscono in un “melting-pot” sonoro destinato
soprattutto ai più eletti cultori del genere: basta un fugace ascolto dell’album
“Everything Is Cool” del 1981 (la copertina con le piramidi è un primo richiamo
proprio agli E.W.&F.), dove, in particolare, spiccano la corposa “Groove City”, la
classicheggiante “Give Me Your Love” e l’impareggiabile “Spinnin’”.
I T-Connection si formano nel 1975 alle Bahamas per mano e per volere di un abile musicista,
il polistrumentista-cantante Theophilus Coakley che diventa l'anima ed il
front-man del gruppo, essendone la prima voce, nonché titolare del marchio
insieme al fratello Kirkwood. Infatti, la T sta proprio per Theophilus. ll
gruppo diventa molto popolare ai Caraibi prima di muoversi alla conquista
della Florida ed
entrare a far parte della mitica TK-Records, testa di serie della scuola "disco"
di Miami . La TK, una delle etichette più
importanti negli anni settanta, ha prodotto alcuni dei pezzi disco più famosi
in assoluto, molti di questi sono ancora oggigiorno molto popolari
ed apprezzati anche dai giovani DJs (Basti pensare solo
ai KC & The Sunshine Band). Il loro "Do What You Wanna Do" del
1977 fu un enorme successo, seguito da "At Midnight", un altro classico, diventato
famoso per l'evoluzione ritmica e per la lunga introduzione di percussioni. Il gruppo rimase con la TK sino
al 1980, prima di passare alla Capitol, dove tra il 1980 e il 1984 incide
parecchi album, i quali, però, non riescono a bissare i precedenti successi,
ossia quelli del
periodo d'oro degli anni 70. Vale la pena ricordare comunque: "Take to the limit"
dall'omonimo album del 1984, uscito per l'etichetta Capitol, ed ancora oggi
suonato in molti clubs black-oriented.
Discografia Consigliata
Magic (Dash/TK) '77
On Fire (Dash/TK) '78
T-Connection (Dash/TK) '79
Totally Connected (Dash/TK) '79
Everything Is Cool (Capitol) '81
Pure & Natural (Capitol) '82
The Game of Life (Capitol) '83
Take It To The Limit (Capitol'84
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