PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  LA MUSICA VILLANA

Ricordo che un mio caro amico, compagno di tante “avventure-disavventure” radiofoniche, amava fare una approssimativa suddivisione della musica “disco”. Egli sosteneva: “Da una parte c’è il funk e dall’altra c’è la musica villana!” In talune zone del Centro-Nord d’Italia, con questo poco edificante aggettivo, ossia “villano”, s’intende definire qualcosa di “eccessivo, pacchiano e volgare”. A Roma, probabilmente, avrebbero detto, “burino”. Al Sud della Penisola, “tamarro”. In parte, questo amico non aveva tutti i torti, anche se per dovere di cronaca, una suddivisione troppo “manichea” rischierebbe di dare una visione distorta del fenomeno “disco-music”. In verità, tra la musica, cosiddetta “villana” ed il funk, esistono altre “gradazioni intermedie”, altre misture e poltiglie di generi e stili più o meno nobili. Un fatto è certo: il funk, nell’accezione più larga del termine, rimane il “climax” più alto dell’intera storia della “disco”. E’ importante tenere in considerazione, che questo non è un sito dedicato alla “disco-music” degli anni ’70, ma alla musica da discoteca degli anni ’70. Per alcuni potrebbe, apparentemente, sembrare la medesima faccenda o una questione di lana caprina intentata per divagare su un argomento fritto e rifritto. Ad onor del vero, sulla “disco” si è disquisito oltremodo e, talvolta, oltre misura. Tra queste nostre pagine si cerca di farlo, seguendo un “differente itinerario” e con l’intento di fornire una diversa e, forse, inedita chiave di lettura del fenomeno, sovente, “accantonato” e “marginalizzato” da una certa critica spocchiosa e superficiale, troppo innamorata di “tutti quei cantanti con le facce da bambini ed i loro cuori infranti” o di certi “contafrottole” con la chitarrina e la voce afona. Salvando il salvabile, non è possibile accettare che con il termine “disco-muisc” vengano considerati solo quei fenomeni legati alla “febbre travoltina”, alle robotiche impennate della “dance teutonica”, ai languori della disco-francofona o alla fantasiose circonvoluzioni dei disco-makers italiani. Se qualcuno la pensa così – ovviamente è libero di farlo -, allora vale la definizione del mio amico quando parla di “musica villana”. La “disco” vera è figlia, sia pur degenere, come qualcuno preferisce, dell’R&B e si chiama FUNK! Tutto il resto è stata un’alterazione “chimico-genetica” del fenomeno, filtrata attraverso l’industria discografica con la complicità di scaltri produttori cinematografici, abili nella manipolazione e nella clonazione di “prodotti sbiancati “ ed usa e getta.


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