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  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  L'IMPIANTO IN UNA DISCOTECA DEGLI ANNI 70

Abbiamo "sbobinato" una vecchia intervista ad un accreditato esperto di impianti nelle discoteche degli anni 70. Sono emerse alcune interessanti curiosità....Attualmente, talune problematiche non sono del tutto dissimili....

LA DISCOTECA

Contando di trovarci di fronte ad un locale gia costruito, prima di tutto bisogna studiare la planimetria, avere la capienza, le dimensioni e il materiale utilizzato nella costruzione della pista da ballo perchè bisogna dare una pressione acustica uniforme su tutta la pista e appena fuori una attenuazione più elevata possibile. La potenza deve essere commensurata alle dimensioni e alla capienza, considerando che i corpi delle persone “assorbono” molta potenza. Ora in una Disco si lavora attorno ai 110/115 Db (un jet in decollo ha circa 130 Db), la gente se vuole parlarsi deve urlarsi nelle orecchie e anche a volume cosi alto la musica deve essere priva di distorsioni. Esistono delle curve di affaticamento all’ascolto proporzionali alla distorsione, e al tipo di distorsione. Ad esempio una distorsione di incrocio o di intermodulazione, originata da armoniche di ordine dispari molto elevate, (si sente la ' sabbietta ' ed e come se la musica passasse attraverso la carta velina) * sega i nervi e dopo solo mezz'ora una persona non resiste più. Questo tipo di distorsione e abbastanza tipico dei locali con un alto volume sonoro (concerti, discoteche...) ma adesso sta scom-parendo. Bisogna poi evitare la sovrammodulazione, fenomeno caratteristico delle discoteche, che porta a far  “ululare” le note acute e sporca le note.

L’IMPIANTO

Tutti questi inconvenienti si evitano con un buon impianto. In particolare i componenti devono avere certe caratteristiche. II mixer deve dare delle possibilità di lavoro molto ampie e una dinamica estesa per permettere anche ai dischi incisi alti, come i mix (maxi-single), di non dare distorsione. Ogni canale deve avere il preascolto per permettere al DJ di trovare il punto esatto del disco adatto al missaggio e deve avere anche i controlli di tono separati per poter ad esempio incrementare i bassi e scandire il ritmo di un brano un po' particolare. Gli amplificatori devono essere molto curati e non dare distorsione. Sono calcolati in modo di avere un'ampia riserva di potenza e, poiché durante 1'uso in un locale ' incandescente ' come la discoteca si riscaldano molto facilmente, devono avere un impianto di raffreddamento surdimensionato. \l’equalizzatore e completamente inutile in questo tipo di locale. II suo compito e quello di moderare gli scompensi dell’ambiente (pareti riflet-tenti, non ideale disposizione delle casse...) ma in una discoteca andrebbe regolato ad ogni persona che entra perchè un fattore assorbente come il corpo renderebbe vana ogni precedente regolazione. Si potrebbe regolarlo secondo il discutibile criterio della “capienza media” ma difficilmente i DJ resisterebbero alla tentazione di manovrarlo e utilizzarlo come un regolatore di toni! La sala determina la quantità e la disposizione, mentre la potenza delle casse acustiche e basata sull’efficienza. Per la scelta del sistema di costruzione bisogna tenere conto che la cassa chiusa tende ad abbassare la frequenza di risonanza e di conseguenza da alle note basse una sem-bianza più profonda, ma occorre anche molta potenza per pilotarle. La cassa a bass reflex (quella con il “buco” sul frontale per il passaggio dell'aria) ha un'efficienza molto più alta anche se la curva si estende un po' meno verso le basse frequenze. Determinante per la scelta della bass reflex e che ha un'efficienza molto alta anche se il basso tende ad avere una leggerissima “coda” che pero non da assolutamente fastidio, anzi, con la musica che va adesso in discoteca e una caratteristica positiva. Negli studi di registrazione vengono usate quasi sempre le bass reflex, i dischi, di Disco Music vengono mixati con questo tipo di casse e sono quindi quelle più indicate per la loro riproduzione. Poi c'e il problema del giradischi. La scelta del piatto per gli impianti dome-stici e motivo di una vera e propria battaglia tra le case costruttrici. I prezzi sono molto vari a seconda del tipo di trazione: puleggia, cinghia, diretta e la raffinata trazione diretta controllata al quarzo. I salti di qualità tra i giradischi, a differenza ad esempio delle casse, sono veramente minimi e non proporzionali al prezzo e nel nostro caso dobbiamo pensare alle esigenze delle discoteche. I piatti non devono essere sensibili al rumble visto 1'alto volume della musica che fa vibrare persino le pareti creando il suggestivo effetto tremble tanto in voga nelle migliori Disco americane. La trazione a cinghia e da preferirsi nelle discoteche mentre il puleggia va meglio nelle radio. Nelle radio occorre che il giradischi abbia la partenza istantanea mentre invece in discoteca e una caratteristica secondaria perchè il DJ non deve annunciare il disco e si può concentrare al missaggio. Le discoteche più raffinate scelgono i giradischi a trazione diretta controllati al quarzo perchè così, con due piatti perfettamente sincronizzati, si possono addirittura mixare tra loro continuamente due dischi con base uguale ma con un diverse metodo di miscelazione finale: mono-stereo o cantato-strumentale.


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