|
L'IMPIANTO
IN UNA DISCOTECA DEGLI ANNI 70
Abbiamo "sbobinato" una vecchia intervista ad
un accreditato esperto di impianti nelle discoteche degli anni 70. Sono emerse
alcune interessanti curiosità....Attualmente, talune problematiche non sono del
tutto dissimili....
LA DISCOTECA
Contando di trovarci di
fronte ad un locale gia costruito, prima di tutto bisogna studiare la
planimetria, avere la capienza, le dimensioni e il materiale utilizzato nella
costruzione della pista da ballo perchè bisogna dare una pressione acustica
uniforme su tutta la pista e appena fuori una attenuazione più elevata
possibile. La potenza deve essere commensurata alle dimensioni e alla capienza,
considerando che i corpi delle persone “assorbono” molta potenza. Ora in una
Disco si lavora attorno ai 110/115 Db (un jet in decollo ha circa 130 Db), la
gente se vuole parlarsi deve urlarsi nelle orecchie e anche a volume cosi alto
la musica deve essere priva di distorsioni. Esistono delle curve di
affaticamento all’ascolto proporzionali alla distorsione, e al tipo di
distorsione. Ad esempio una distorsione di incrocio o di intermodulazione,
originata da armoniche di ordine dispari molto elevate, (si sente la ' sabbietta
' ed e come se la musica passasse attraverso la carta velina) * sega i nervi e
dopo solo mezz'ora una persona non resiste più. Questo tipo di distorsione e
abbastanza tipico dei locali con un alto volume sonoro (concerti, discoteche...)
ma adesso sta scom-parendo. Bisogna poi evitare la sovrammodulazione, fenomeno
caratteristico delle discoteche, che porta a far “ululare” le note acute e
sporca le note.
L’IMPIANTO
Tutti questi inconvenienti si
evitano con un buon impianto. In particolare i componenti devono avere certe
caratteristiche. II mixer deve dare delle possibilità di lavoro molto ampie e
una dinamica estesa per permettere anche ai dischi incisi alti, come i mix
(maxi-single), di non dare distorsione. Ogni canale deve avere il preascolto per
permettere al DJ di trovare il punto esatto del disco adatto al missaggio e deve
avere anche i controlli di tono separati per poter ad esempio incrementare i
bassi e scandire il ritmo di un brano un po' particolare. Gli amplificatori
devono essere molto curati e non dare distorsione. Sono calcolati in modo di
avere un'ampia riserva di potenza e, poiché durante 1'uso in un locale '
incandescente ' come la discoteca si riscaldano molto facilmente, devono avere
un impianto di raffreddamento surdimensionato. \l’equalizzatore e completamente
inutile in questo tipo di locale. II suo compito e quello di moderare gli
scompensi dell’ambiente (pareti riflet-tenti, non ideale disposizione delle
casse...) ma in una discoteca andrebbe regolato ad ogni persona che entra perchè
un fattore assorbente come il corpo renderebbe vana ogni precedente regolazione.
Si potrebbe regolarlo secondo il discutibile criterio della “capienza media” ma
difficilmente i DJ resisterebbero alla tentazione di manovrarlo e utilizzarlo
come un regolatore di toni! La sala determina la quantità e la disposizione,
mentre la potenza delle casse acustiche e basata sull’efficienza. Per la scelta
del sistema di costruzione bisogna tenere conto che la cassa chiusa tende ad
abbassare la frequenza di risonanza e di conseguenza da alle note basse una
sem-bianza più profonda, ma occorre anche molta potenza per pilotarle. La cassa
a bass reflex (quella con il “buco” sul frontale per il passaggio
dell'aria) ha un'efficienza molto più alta anche se la curva si estende un po'
meno verso le basse frequenze. Determinante per la scelta della bass reflex
e che ha un'efficienza molto alta anche se il basso tende ad avere una
leggerissima “coda” che pero non da assolutamente fastidio, anzi, con la musica
che va adesso in discoteca e una caratteristica positiva. Negli studi di
registrazione vengono usate quasi sempre le bass reflex, i dischi, di
Disco Music vengono mixati con questo tipo di casse e sono quindi quelle più
indicate per la loro riproduzione. Poi c'e il problema del giradischi. La scelta
del piatto per gli impianti dome-stici e motivo di una vera e propria battaglia
tra le case costruttrici. I prezzi sono molto vari a seconda del tipo di
trazione: puleggia, cinghia, diretta e la raffinata trazione diretta controllata
al quarzo. I salti di qualità tra i giradischi, a differenza ad esempio delle
casse, sono veramente minimi e non proporzionali al prezzo e nel nostro caso
dobbiamo pensare alle esigenze delle discoteche. I piatti non devono essere
sensibili al rumble visto 1'alto volume della musica che fa vibrare
persino le pareti creando il suggestivo effetto tremble tanto in voga
nelle migliori Disco americane. La trazione a cinghia e da preferirsi nelle
discoteche mentre il puleggia va meglio nelle radio. Nelle radio occorre che il
giradischi abbia la partenza istantanea mentre invece in discoteca e una
caratteristica secondaria perchè il DJ non deve annunciare il disco e si può
concentrare al missaggio. Le discoteche più raffinate scelgono i giradischi a
trazione diretta controllati al quarzo perchè così, con due piatti perfettamente
sincronizzati, si possono addirittura mixare tra loro continuamente due dischi
con base uguale ma con un diverse metodo di miscelazione finale: mono-stereo o
cantato-strumentale.


|