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  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL!

Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60, due nuove e distinte forme musicali apparvero all'orizzonte: il Motown e il Soul. Entrambi avrebbero avuto incalcolabili effetti sulla Disco Music. Come dice la leggenda, Motown cominciò grazie ad un ex addetto una catena di montaggio di automobili di Detroit, Berry Gordy, che prese a prestito 600 dollari per produrre un disco, e cominciare così una carriera che, attraverso duro lavoro e sacrificio, lo portò a creare uno dei più imponenti imperi discografici. Sia come sia, con le sue primissime opere (1960-62) Gordy non riuscì a raggiungere quel sound immediatamente identificabile, che più tardi sarebbe stato etichettato col marchio Motown. Erano ancora brani di R&B convenzionale, come "You got what it makes" di Mary Johnson, "Way over there" dei Miracles, o tipici twist, come "Please Mr. Postman" dei Marvelettes e "Do you love me?" dei Contoours. Un distinto Motown sound, largamente dovuto al lavoro di Gordy e del suo team - Eddie Holland, Lamont Dozier, Brian Holland (H-D-H) iniziò a sorgere a partire dal 1963. Nato per essere ballato e per essere ascoltato, soprattutto con le radioline a transistor; il Motown sound seduceva gli ascoltatori con il suo mix di gospel, di voci R’n’B, l'uso particolare delle percussioni e del basso, l'enfasi dei piatti, e il continuo ripetersi dello schema principe della canzone. Dal 1963, il team H-D-H creò abilmente ben 28 Top 20 hits per una rosa di musicisti chiamata Hall of Fame: Supremes, Temptations, Miracles, Martha and the Vandellas, Marvin Gaye, Stevie Wonder. Ognuno di questi artisti si rifaceva costantemente alla formula Motown, ma possedeva anche le qualità per dimostrare una specifica identità. Questo senso dell'individualità, sommato all'abilità dei compositori delle canzoni (specialmente di Smoky Robinson) permise di evitare la monotonia e la ripetizione e di rafforzare la forza di resistenza del Motown sound. A seguito di una disputa contrattuale, Holland, Dozier e Holland abbandonarono la Motown e dopo di ciò la macchina-Motown cominciò a battere in testa. Perché si notasse pubblicamente bisognò attendere ancora parecchi hits, incluso il best seller di tutti i tempi per l'etichetta, cioè il brano di Marvin Gaye, " I heard it trough the Grapevine ", e il lancio di nuovi talenti come i Jackson Five; ma sul finire degli anni '60, la Motown si arrese di fronte all'avanzata di altre correnti musicali. Il declino della Motown continuò lento ma inesorabile anche negli anni '70 e molti dei suoi artisti si trasferirono presso altre case discografiche, la Motown stessa trasfefl il suo quartier generale ad Hollywood. Ad ogni modo, è necessario riconoscere che alcuni artisti rimasti all'interno della famiglia Motown, come Stevie Wonder o Marvin Gaye, sono poi divenuti elementi base per la nascita del disco-sound. Altri, invece, come Diana Ross e i Temptations si sono tuffati nella Disco solo occasionalmente, con l'intento commerciale di creare un hit. Ancora, i contributi della Motown alla Disco sono ovvi, gli studi tecnici di cui Barry Gordy fu un pioniere, vennero perfezionati e parzialmente modificati da Kenneth Gamble e Leon Huff, due produttori di Philadelphia, per creare l'attuale pulsazione della Disco; gli impasti vocali di gruppi come le Supremes o come Diana Ross echeggiano ancora sulle bocche dei gruppi femminili della Disco. Ciò che più può farci intendere le profonde influenze esercitate dal Motown sound su questo stile è osservare come brani tipici "Reach out‘ll be there”di Gloria Gaynor o "l'Uptown Festival" di Shalamar -si siano successivamente trasformati nella struttura di molti disco-hits. L'altra importante forma di black music degli anni '60 fu il soul. Comparato col Motown sound, il soul aveva radici più evidenti nel gospel, e i violini erano, generalmente assenti.Tra il 1964 e il 1968 il soul produsse i suoi migliori risultati, anche se questa forma musicale iniziò a svilupparsi fin dagli anni '50, attraverso grossi nomi come Ray Charles ( “Wath'd I say"), Jackie Wilson (“Lonely Teardrops") e James Brown (“Please, please, please". Negli anni '60, Brown, insieme ad altri artisti, del calibro di Otis Redding e Wilson Pickett, costituiva la forza trainante della soul music. James Brown, da modesto lustrascarpe di Augusta era gradatamente giunto alla posizione di Soul Brother n.1, anche se negli anni ‘60 i suoi rivali di Memphis (Pickett, etc.) riscuotevano un successo commericale decisamente maggiore (ritenendo che il numero di Top 20 hits sia un'unità di misura atta a determinare il favore del pubblico).
 

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