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GIRADISCHI
E VINILE
Il Giradischi è legato indissolubilmente alla
storia della musica da ballo. Di certo, le discoteche ed i locali da ballo
avrebbero potuto diffondere la musica con altri sistemi ed attraverso differenti
supporti (come è già accaduto con l'avvento del CD), ma volete mettere il
fascino del vinile e, soprattutto, le tecniche che si sono sviluppate, nel corso
di alcuni decenni, grazie all'uso dei giradischi...
1877 -Thomas Edison inventa il fonografo; il principio della registrazione su
cilindro permetterà l’avvio dell’arte fonografica come arte della registrazione
del suono su supporto permanente;
1897 – Emile Berliner sviluppa il grammofono e la registrazione su disco piatto
che permetterà una facile duplicazione della registrazione;
1918 -inizia a svilupparsi il giradischi elettrico;
1920 -è messo in commercio il primo disco flessibile in carbonio;
1948 -il vinile rimpiazza il carbonio come materiale base per la fabbricazione
dei dischi;
1977 - Boyd Rice (NON)– l’anti-musicista, quello di Pagan Muzak - inizia
esperimenti che porteranno alla produzione di dischi con solchi per i loops e
fori centrali. La condizione suggerita da Rice è quella di avere almeno tre
dischi paralleli, ad alto volume; ha inciso a lungo per la MUTE Records;
Dalla fine degli anni settanta DJ Kool Hero importa nel Bronx l’idea del “sound
system” giamaicano (un enorme sistema di riproduzione audio), per suonare
all’aperto la sua collezione di dischi . Non suonerà i dischi per intero, ma
sceglierà di riprodurre soltanto le parti con il beat costante e più alto, e di
mettere in anello (loop) gli stacchi di batteria e percussioni. Così, con
l’aiuto di tecniche poi diventate all’ordine del giorno come il
“Backspinning” (tornare indietro nei solchi del vinile fino al punto desiderato)
o il “Needle Dropping” (abbassare la puntina in un punto specifico del disco,
non all’inizio) inizia di fatto l’Hip Hop, e l’arte di suonare i dischi –turntablism-avrà
da allora grande divulgazione: i piatti (turntables) diventano uno strumento
vero e proprio; da artista concettuale, il dee- jay inizia la strada che lo
porterà a diventare musicista.
1978 -Grand Wizard Theodore inventa lo scratch come lo conosciamo nel mondo
della musica popular, agendo con il dito sul vinile, con la puntina abbassata.
1983 – Grandmaster DST è di fatto il primo turntablist: nel brano “Rockit”
contenuto nell’album “Future Shock”di Herbie Hancock usa i piatti come uno
strumento, interagendo con il gruppo.
Nei primi anni ottanta Grandmaster Flash perfeziona il mixer e agisce con lo
scratch su due vinili contemporaneamente. Un altro grande nome degli inizi
dell’ Hip Hop è Africa Bambataa, il cui stile ha influenzato largamente la prima
generazione di turntablist. Già dalla fine degli anni settanta, cominciano poi
le gare ufficiali di dee-jayng,dove i dee-jay si sfidano a duello su pratiche
precedentemente schematizzate. Tutto ciò rappresenta un modo per ufficializzare,
migliorare e proteggere la nuova categoria. “The New Music Seminar in New York”,
“The Vestax Campionships”, e il “DMC” (worldwide Disco Mix Club championships)
sono alcune delle organizzazioni più importanti e longeve dei campionati di
dee-jay.
1982 – l’artista polacco Piotr Nathan (1956) incolla cavi sottili sulla
superficie del disco per alterare il suono di superficie. Il risultato viene
registrato e stampato su un disco in vinile. Lo stesso uno dei membri del gruppo
rock Wishbone ash, attivo negli anni ’70, Martin Turner, fa costruire un disco
di plexiglass con solchi specificamente incisi. Costellazioni di stelle di
particolari date di nascita diventano eventi acustici. Ogni persona ha
così la propria sequenza sonora.
1983 – R.P.T. Hayman concepisce un disco infinito che è leggibile solo da un
particolare set di strumenti digitali. Il disco è comunque leggibile una volta
stampato;
1985 – L’artista e dee-jay svizzero residente a New York Christian Marclay
realizza il suo “Record Without a Cover”, vinile 12 pollici che non è dotato di
nessuna protezione esterna. Il disco contiene alcuni dei suoni – feticcio della
cultura del vinile (il solco vuoto, la puntina che si abbassa, fruscii); i suoni
che si stratificheranno sul supporto ne costituiranno storia ed arte.
1988 – Gli svizzeri Peter Fischli (1952) e David
Weiss (1946) creano un disco di un particolare tipo di plastica. Suonabile con
qualche rischio in un giradischi, il suono è lo-fi disco music. Nello stesso
anno Christian Marclay distribuisce e confeziona dischi pestati in una galleria.
L’opera ha il titolo “Footsteps”. Il gruppo inglese dei Coil realizza un disco
con un lato vuoto. Ron Lessard produce dischi “concettuali”, il primo dei quali
è di Andrew Smith, uno studente d’arte di Boston. Il suo lavoro poi distribuito
dalla RR Records consisteva nel fornire coi dischi lamette, aghi, chiodi con cui
alterare i dischi. “Metastasis” era il nome del progetto.
1989 - The Caroliners distribuiscono dischi con spazzatura di strada. Lessard
produce una versione di “Colorado”, un disco tradizionale, con la traccia dei
Architects office distrutta dalla scritta “Fuck architects Office”.
RR Records produce dischi composti di cut up di dischi precedentemente
esistenti: “Montage”, di AMK.
1990 – Il gruppo dei The linear regressionists realizzano il primo anti-compact
disc. 50 copie di un CD silenzioso. I musicisti danesi Hater e Larsen realizzano
“Oxygen is flammable”, un pezzo di plastica impacchettato in una piccola
scatola. Le istruzioni suggerivano di versare acqua sul disco. Per loro il disco
non è la musica, la suonabilità era ancora importante, anche se non attraverso
un tradizionale giradischi.
Dall’inizio degli anni ‘90 iniziano ad
affermarsi le tecniche di montaggio di
campioni e di produzione-riproduzione digitale del suono; il cd apre la strada
al superamento del disco come deposito di prassi espressiva musicale, sia
oggettivo che concettuale. Si afferma la via del campionamento
1992 -Broken light del compositore Nicolas Collins (New York, 1954) è un
concerto per quartetto d’archi, CD manipolati e un giradischi (edizioni Lovely
Music).
1991 – Q- Bert vince il DMC, rivelando al mondo quello che un “suonatore di
piatti” può fare: nuove tecniche di scratching, velocità e (soprattutto),
espressività: ancora una rivoluzione del “turntablism”.
1996 – viene fondata la ITF (international Turntablist Federation), una
federazione orientata verso la definizione delle modalità dell’hip-hop, che in
breve diventa l’istituzione più rispettata e autorevole della scena del dee-jin’.
In tutti gli anni ’90 i djs di cultura dance apportano alle arti della
manipolazione del disco in vinile la prospettiva concertistica: semplicemente
trattati come elementi sparsi nella storia della
musica discografica, ricollegati per una serata o per una compilation tematica;
oppure usati sperimentalmente nella loro molteplice stratificazione noisy, con
variazioni e improvvisazioni rese possibili dal campionamento in tempo reale
(esplorate le produzioni e i livesets dei djs delle etichette inglesi Ninja tune
o Warp: Amon Tobin, Funki Porcini, TLS, etc. ), fino all’esecuzione di
sofisticate partiture minimal, resa possibile solo con l’uso di dischi in
interazione metronomica (ad esempio Andrea Parker ai turntables riesegue
partiture di Philip Glass).
Con il turntablism quindi, il dee-jay diventa di fatto un polistrumentista, un
organizzatore di sorgenti liberate. Soprattutto negli ambiti vicino al jazz,
affiancando al djing la pratica del “campione “(in macro, il vinile, in micro
parti del vinile stesso, o con l’uso del sampler stesso) ha aderito
perfettamente agli organici di natura variabile del jazz, e all’uso
dell’improvvisazione.
Dall’ambito hip-hop/Bronx DJ Logic nel corso degli anni ’90 è sceso verso
downtown ed ha incontrato i cenacoli del nuovo jazz; l’hip hop ha così
conciliato la sua natura improvvisativa con le pratiche del jazz, instaurando
nuove relazioni e rapporti fruttuosi.
Su questa scia, più vicini agli artisti concettuali che non al dee-jay hip hop,
si collovcano anche DJ Olive , Beth Coleman aka dj Singe (tutti e due presenti
nell’istallazione “Bed Of Sound” del PS1 di New York) e più di recente, Raz
Mezinai.

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