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THE
BEST DISCO IN TOWN.
La storia della
Disco-Music è anche storia di locali da ballo. La nascita e l'evoluzione del
genere disco procede all'unisono con l'affermazione delle Discoteche, quale
nuovo fenomeno di aggregazione giovanile, contenitore di fermenti modaioli, ti
stili di vita e tendenze talvolta portate all'eccesso e spettacolarizzate
dall'ambiente stesso. La frenetica, ripetitiva e pulsante fantasmagoria dei
giochi di luce, l'effetto dei chiaro-scuri e le penombre improvvisamente
tagliate dai fasci luminosi delle stroboscopiche e delle sfere rotanti hanno
certamente favorito l'affermazione della Dico-Music. La musica disco non avrebbe
potuto avere lo stesso effetto ed il medesimo impatto se suonata in uno stadio,
in un cinema o in un locale interamente illuminato e privo di taluni arredi. Non
va sicuramente tralasciato il fatto che, sul calare degli anni 70, molte
affermate discoteche divennero promotrici di etichette discografiche e di
artisti i quali, sovente, portavano lo stesso nome del locale chi sponsorizzava.
La discoteca non è stata e non è l’unico luogo dove si possa suonare musica da
ballo, ma sicuramente rappresenta il luogo più idoneo ad esaltarne talune
caratteristiche, oltremodo la radio – come già spiegato in precedenza (vedi
storia) – agli inizi non si mostrò particolarmente sensibile nei confronti del
fenomeno. Nel corso degli anni i locali si sono trasformati, hanno cambiato
aspetto, gestione, genere e denominazione, soprattutto negli ultimi venti anni
il centro propulsore delle tendenze e la “fabbrica del divertimento” si è
spostata dalle metropoli alle località turistiche, balneari ed insulari: si
pensi ad Ibiza o alla riviera Romagnola. Le discoteche degli anni 70 con i loro
nomi leggendari evocano però un fascino irresistibile….Studio 54…..Odissea
2001....Biberon....Easy Going...Baia degli Angeli...Paradise Garage...
Scopo della discoteca, sia esso un club, un'apparecchiatura mobile o altro è
quello di richiamare e divertire il pubblico. Come tale la discoteca fa appello
alle più semplici esigenze della natura umana, offre al pubblico della buona
musica ritmata, cercando di rendere più stimolante l'atmosfera con effetti di
luce e di colore, invogliando i partecipanti alla danza, a calarsi quanto più è
possibile in quest'atmosfera di suoni, luci ed ombre, e evadere insomma dalla
realtà. Nei primi anni '60 nacquero i primi piccoli club. A causa delle loro
dimensioni ridotte, non era pratico avvalersi di gruppi live, così qualcuno
pensò ad installare dei giradischi, azionati da qualche volenteroso: nacquero le
discoteche ed i disc-jockeys. Questa tendenza cominciò a diffondersi a macchia
d’olio, quando i gestori delle sale da ballo si resero conto che si trattava
oltretutto di un modo economico per avere della musica nei loro locali. Inoltre,
un disc-jockey forniva una infinita varietà di generi musicali tutti eseguiti a
livello professionale e poteva andare avanti tutta la notte senza interruzioni.
Per rendere ancora più attraenti i loro locali i gestori aggiunsero luci ed
effetti speciali, adattando a questo scopo dispositivi che trovavano già in
commercio e che venivano realizzati artigianalmente. In seguito accadde qualcosa
che provocò una crescita esponenziale del fenomeno “disco-music” ed ebbe una
forte risonanza sia nell'industria musicale che nel mondo delle discoteche
ancora in fase di evoluzione. L'avvenimento catalizzatore fu il film prodotto da
Robert Stigwood “La Febbre del Sabato Sera”, che accrebbe di milioni il numero
degli adepti della disco-music....
THE
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DISCOTECHE:
TRA LA VIA EMILIA E LAS VEGAS
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