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DISCO MIX….E LA MUSICA DIVENNE EXTRALARGE!!!
Allo scopo di assicurarsi il massimo profitto
dalle vendite, era fondamentale che i pezzi circolassero nelle discoteche. La
prima compagnia a produrre una versione estesa a 12" di un 45 giri disco fu la Scepter/Wand. Il disco in questione abbinava “Nice and Slow” di Jesse Green ad
una cover del brano “I Get Lifted” di KC and the Sunshine Band nella versione di
Sweet Music. Subito la CBS/Epic replico con “ I Found Love (On a Disco Floor)”
dei Temprees, mentre un altro 12" della prima ora fu “Dance Dance Dance” di
Calhoun. L'Atlantic fu la prima casa discografica a stampare praticamente tutta
la sua produzione disco nel formato promozionale a 12" e, come risultato,
ottenne i successi di “That's Where the Happy People Go” dei Trammps, “Love or
Leave” degli Spinners. Tra gli altri dischi “promozionali”, usciti nel nuovo
formato, si ricordano “Be Thankful for What You've Got” di William DeVaughan,
“Why Can't We Live Togheter” di Timmy Thomas, “Fly Robin Fly” di Silver
Convention. Ma fu solo dopo il travolgente successo di “Heaven Must Be Missing
an Angel” dei Tavares, datato 1976, che dischi di questo fattura divennero
reperibili anche nei negozi, in seguito alle pressanti richieste del pubblico.
La conseguenza fu 1'uscita di una serie di vinili da 12" tra i quali “Ten
Percent” di Double Exposure per la leggendaria etichetta Salsoul, “My Baby's Got
ESP” di Four Below Zero pubblicata da Roulette e “Do What You Wanna Do” di
T-Connection per TK di Miami. Tutti questi nuovi microsolchi erano corredati da
copertine illustrate da collezione. Una novità assoluta per quei tempi: su
quelle della TK, per esempio, era effigiata un'isola tropicale col logo della
compagnia in caratteri a forma di canne di bambù. Il succitato 12" di Jesse
Green, ripreso dai Sweet Music, fu registrato da Tom Moulton., il quale in
seguito contribuirà al successo di Crown Heghts Affair e Brass Construction.
Questo estroso sound-engineer, collaboratore di Billboard, per cui curava la
rubrica delle classifiche dance, viene considerato il pioniere del formato
disco-mix. Fu lui a far conoscere Gloria Gaynor e sempre a lui si deve il
rifacimento di “I’ll Be Holding on” di Al Dowling, grande successo dance degli
inizi '75, ritenuto, a giudizio unanime, il primo brano in assoluto a essere
remixato per accontentare le preferenze del pubblico dei club. Per la prima
volta, sulla copertina di un disco compariva la scritta "mixato da Tom Moulton".
La qualità sonora era garantita e il successo in pista assicurato. Senza contare
che i dischi di tale durata ”giravano” sui piatti più a lungo, un fattore non
trascurabile per qualsiasi gruppo emergente che volesse farsi conoscere. A
Moulton ed ai suoi geniali colleghi, pionieri della fine arte del remixing,
quali Larry Levan, Walter Gibbons, Rick Gianatos e Jim Burgess. veniva chiesto
di creare introduzioni lunghe e sequenze di break nella parte centrale del brano
per facilitate ai DJs le operazioni di miraggio o di cambio e per permettere di
sfruttare appieno le caratteristiche musicali dei pezzi. I break, inoltre,
davano la possibilità. agli autori dei remix e ai DJs di reinterpretare il brano
secondo la loro personalità, inserendo pezzi diversi, ma dal ritmo
corrispondente o segmenti della stessa canzone in ordine differente. Walter
Gibbons stravolse ad esempio “Ten Percent” di Double Exposure, partendo da una
traccia di album che durava tre minuti e trasformandola in una sequenza di
breaks lunga undici minuti. Fu questo brano, che più di qualsiasi altro,
rivoluzionò la scena dei locali underground di New York, rivelando ai DJs le
reali potenzialità di uno strumento come il disco-mix e cominciando a
diffondere, a macchia d’olio, il suo utilizzo in tutto il mondo. Lo stile di
Gibbons era caratterizzato dall'attenzione agli elementi percussivi del brano e
alla voce del cantante. Mentre la maggior parte delle altre contemporanee
produzioni Salsoul erano pesantemente orchestrate, lui andava all'essenza del
brano che remixava in versione 12". Due produzioni Salsoul, “Disco Boogie
Volumes 1 and 2” (il primo album disco "da party" di tutti i tempi) e “Disco
Madness”, presentavano Gibbons al massimo della sua ispirazione come remixer.
Dal canto suo Tom Moulton, alla fine del '75, presentò due volumi di “Disco
Gold”, rivisitando e remixando alcuni dei migliori titoli del catalogo Scepter/Wand,
come “Undecided Love” dei Chequers e “Chinese Kung Fu” di Banzaii..Va invece a
un altro DJ, David Mancuso, proprietario del famoso club newyorkese Loft, il
merito dell'idea di costituire un "sindacato disco" a sottoscrizione, una specie
di confederazione di DJs, organizzata in modo tale da ricevere regolarmente
dalle case discografiche tutte le nuove uscite nel formato 12". L'introduzione
dei singoli a 12" ebbe insomma un effetto decisivo sulla cultura delle sale da
ballo. E il loro impatto aumentò ulteriormente col passare dei mesi: gli autori,
infatti, potevano ora impiegare la maggiore durata di questo nuovo formato, per
confezionare le canzoni in modo più aderente ai gusti del pubblico delle
discoteche. Se molti brani scritti prima dell'avvento del disco mix terminavano
di colpo, con conseguente effetto di frustrazione, ora le canzoni potevano
trasformarsi in vere suite musicali con tanto di lunghe dissolvenze, chiaroscuri
sinfonici, complesse interpretazioni vocali e poliedriche strutture ritmiche. Un
mondo davvero extra-large, fatto di pionieri, sperimentatori ed esploratori di
suoni. Oggetti davvero belli, i “padelloni a 12 pollici”, ancora oggi, alfieri,
per collezionisti ed addetti ai lavori, di un’epoca affascinante ed
indimenticabile. Altro che MP3 o MP4!
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