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  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

 MUSICA PER ORGANI CALDI: E VENNE LA “DISCO”…SESSO, (S)BALLO E SUDORE!

In qualunque manifestazione artistica, in particolare la musica contemporanea, la componente erotico-sessuale, sovente, è stata la rappresentazione estetica del fenomeno stesso: in talune circostanze ne ha addirittura favorito il propagarsi, incrementato il successo o compensato le carenze creative. Rock, Pop, Disco e Sex-Appeal hanno sempre avuto un legame assai intimo. Per una migliore comprensione, diciamo che il “sex-appeal” si riferisce alle persone, per le cose si preferisce solo “sexy”; in particolare, le stars del pop prima e dalla disco-music poi, stelle sostenute dalla potenza dei watts, fruite dal consumo giovanile, a partire dalla fine degli anni ’60, hanno cominciato a manifestarsi come la versione aggiornata delle altre “divinità effimere” di epoca cinematografica-hollywoodiana, circondate da piscine a forma di cuore e lustrini, che avevano infiammato le fantasie erotiche delle generazioni precedenti. Prima dell’avvento del Pop moderno – con tale definizione s’intendano tutti quelle espressioni musicali che vanno dal Rock’n’Roll anni ’50 fino alla più recente Street (Hip-Hop) e Club Culture ( Dance, o House) – le canzoni, l’atto del cantare o una qualunque tipologia di “performance” hanno sempre una stretta connessione con l’erotismo sia pure di superficie, ma talvolta con una sessualità diretta od ambigua, ma decisamente dichiarata. Volendo fare qualche esempio di facile comprensione “Urbis et Orbis”, andiamo nei primi anni ’80, con la celeberrima “Relax” di Frankie Goes To Hollywood, che recitava: “Relax…relax…if you wanna come…(Rilassati.. rilassati…se vuoi venire. Di certo non a prendere un caffè.)”. Se facciamo mente locale alla vulcanica “Sex Machine” di James Brown, scopriamo tutto il potenziale di una macchina “nera” adusa a dispensare piaceri legati al sesso ed alle movenze corporee, in netta contraddizione con il “perbenismo” bianco” di marca anglo-sassone, rigido, bigotto ed ancora schiacciato nel “complesso del pene piccolo”. Nell’evoluzione della black-music, il binomio ballo-sesso costituisce una forma di libertà ante-litteram (o di territorio franco in cui esprimersi) anche sotto un profilo “sociale”. Fu proprio il Rhytm’n’Blues a riversare tutta la sua carica eroto-sessuale nel Rock degli anni ’50: le roteate pelviche di Elvis o i saltelli indiavolati di Little Richard rappresentarono un atto di liberazione dei freni inibitori: ancor prima della parola o del testo scritto, furono le movenze del corpo a decantare le delizie de sesso. Nell’ambito della cultura pop non esiste “divo” che non sia dotato di un marcato sex-appeal, sia che si tratti di uno sfuggente Jim Morrison col la sua aria parigina da “poeta maudit” o di un ruspante John Travolta, nei panni di Tony Manero, che celebra i fasti della disco-music in una New York piena di smog, tra balli sfrenati e veloci amplessi consumati sul sedile posteriore di auto lanciate verso il nulla. Per intenderci, piccole o grandi stars, comunque, divi. Divo da divino, e non a caso furono proprio gli dei i primi a calcare le scene, nati, del resto, come spazio della rievocazione-rappresentazione sacra. Al tempo dell'adolescenza della società occidentale, nel culto, specie quello delle divinità elleniche, etrusche o romane, i “simulacri” fecero la loro prima apparizione ed insieme ad essi si manifestò la determinazione sessuale delle divinità. Nei riti sacri, nei ludi scenici gli dei, dapprima con statue, poi impersonati da attori, si rappresentavano gli amori dissoluti dell'Olimpo. Sul piano della vita sessuale, 1'esperienza era ristretta alla funzione procreativa, ma la religione la integrò all'esperienza stessa dell'universo. I riti liberavano l'atto dalla sua monotonia e ne moltiplicano l’immagine. L'immagine, e forse ancor più l’immaginario, cominciarono a liberare l'animalità dalla sua funzione biologica e le aprirono una nuova sfera espressiva, ossia i ludi e le loro forme, che la congiungevano, sia pur idealmente, alla segreta “licenziosità” dell'universo divino. La musica contemporanea, in virtù di una naturale laicità, trovò immediatamente un nesso con l’antichità pagana, dove le divinità olimpiche erano impersonate dai divi della discografia mondiale, mentre i loro fans rappresentavano torme di fedeli pronti all’adorazione nei nuovi templi dell’esaltazione collettiva: arene per concerti o discoteche. In questi novelli luogo di culto, certe pratiche dissolute potevano venir considerate, al contempo, espressione del mondo liturgico e di quello teatrale, oscillando continuamente tra la libera improvvisazione e la regola rituale.

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