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IL
MIO NOME E’ RHYTHM AND BLUES, MA CHIAMATEMI R&B!
Nel 1965, mentre ormai la Tamla-Motown ha
assunto il ruolo della casa discografica di punta nel mercato del R&B (il suo
prodotto si accosta pero gradualmente ad un'impostazione pop), nasce il fenomeno
soul: e in parte un ritorno alle origini, con richiami al blues nelle
interpretazioni vocali e negli arrangiamenti strumentali (tornano ad assumere
preminenza chitarre elettriche ed ottoni), ma anche un'accettazione della voga
del neonato beat, il quale d'altronde attinge a piene mani dal rhythm & blues.
Wilson Pickett e Solomon Burke aprono la strada all’affermazione di talenti,
quali Sam & Dave, Percy Sledge, Aretha Franklin, Arthur Conley, Otis Redding,
Joe Simon, gli Impressions. Il soul, un genere di R&B passionale e altamente
espressivo, vive una breve stagione che coincide con il momento di massima
presenza politica del movimento per i diritti civili dei negri d'America: non e
una coincidenza se gli assassini di due leader d'opposte tendenze come Martin
Luther King e Malcolm X avvengono nel periodo in cui il soul inizia a decadere,
perdendo le sue caratteristiche d'immediatezza ed energia. Nel 1969 s'impongono
la miscela di R&B e rock elegantemente somministrata da Sly & The Family Stone e
le raffinate divagazioni orchestrali di Isaac Hayes prima maniera, quando non e
ancora diventato Black Moses; poi il 1970 porta il R&B industrializzato per
teen-ager dei Jackson 5. I primi anni 70, mentre comincia a declinare la
decennale supremazia della Tamla-Motown, indicano che sono arrivati i tempi del
cross-over: il R&B s'intreccia alla canzone leggera, al rock, al jazz e alla
psichedelia, nelle più svariate combinazioni; ma troppo spesso ne soffre la
freschezza della musica. Emergono nuovi personaggi (anche se molti « grandi »
restano tra i protagonisti: Marvin Gaye, la Franklin, i Temptations, James Brown,
Stevie Wonder); Al Green, erede dell'ornato stile vocale di Sam Cooke e Otis
Redding; Roberta Flack, interprete sofisticata, sensuale e di grandi possibilita
vocali (Killing Me Softly, Reverend Lee, “Bridge over Troubled Water”); i gruppi
vocali O'Jays e Chi-Lites, vigorosi, e Stylistics, sdolcinati; gli irruenti War;
Gladys Knight, che diventa una Stella della vocalità femminile, sempre
assecondata dalle morbide armonie dei Pips. Verso il 1974, con i primi successi
di Barry White, di George McCrae, degli Ohio Players e degli MFSB, di The
Undisputid Truth, si prepara il terreno alla disco-funk. Negli anni successivi,
gran parte della scena R&B (in Usa ed Europa) si piega alle esigenze della nuova
voga: si usano in abbondanza sezioni d'archi, incursioni ripetute di fiati e
ritmiche ipnotiche ed ossessive negli arrangiamenti, si accoglie la tendenza ad
omologare il prodotto (anche per quanto concerne il vocalismo, che e sempre
stato la forza del R&B), si abbandonano pressoché totalmente le origini blues
anche nei testi, ora finalizzati al mero incitamento verso la pista da ballo.
Restano però attivi. saldamente popolari, non soltanto tra la gente di colore
USA, alcuni artisti cui la forte personalità consente di tirar dritto senza
sacrificare le proprie concezioni musicali ai capricciosi venti della moda.
Stevie Wonder, Al Green, Marvin Gaye e alcuni altri campioni della vecchia
guardia vengono affiancati da gruppi provvisti di spirito e di idee come gli
Earth Wind & Fire, i Rufus con Chaka Khan, B.T. Express, Rose Royce,
T-Connection, Fatback Band, Kool and Gang, ed altri, tutte formazioni con una
spiccata propensione verso il funk da discoteca. Sorprendentemente, nella meta
degli anni 70, tra le band di colore se ne inserisce una bianca per riproporre
un soul sanguigno e movimentato: sono gli scozzesi Average White Band. Bianchi
erano, pure, gli indimenticabili e scatenati Blues Brothers di estrazione
cinematografica Col passare del tempo, il panorama del R&B, surclassato dal
dilagare dalla black-dance di largo consumo, riesce ad esprimere poche novità di
rilievo, fatta eccezione per Nathalie Cole, dotata figlia del grande Nat ”King”
Cole; 1'ascesa graduale di un talento come 1'espressiva Millie Jackson;
l’affermazione di una affiatata coppia di cantanti e compositori, il duo (Nicholas)
Ashford & (valerie) Simpson. La “black-people”, soprattutto le nuove
generazioni, assistono con entusiasmo a tutti i cambiamenti, al contrario, i
nostalgici iniziano a percepire 1'impressione di un graduale declino del
glorioso R&B, travolto dai ritmi pulsanti e frenetici e dalle produzioni tipo
catena di montaggio della sua figlia degenere, la disco music. In realtà, un
declino del R&B non è mai esistito, piuttosto bisogna parlare di evoluzione del
fenomeno. Dopo il funk, arrivarono il rap e l’hip-hop e, con gli anni ’80, le
cose mutarono decisamente. Il resto è cronaca: oggi si preferisce indicare come
R&B tutto quello che è funk, soul, acid-jazz, house-garage, rap, afro-dance,
easy-pop e latin-soul di derivazione e produzione nero-afro-americana. Ciò è la
conferma che il Rhythm And Blues è stato e continuerà ad essere l’humus, il
terreno di coltura, il fertilizzante naturale di tutti i più eclatanti eventi
musicali contemporanei dal Rock’n’Roll alla Disco-Music, Dal Funk all’House.
Inizio
di Francesco Verrina - Dalla Fanzine DJ Target
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