|
IL
MIO NOME E’ RHYTHM AND BLUES, MA CHIAMATEMI R&B!
Nel variegato e frastagliato universo della
discografia mondiale degli ultimi anni si assiste ad una tendenza, ossia il
voler inglobare all’interno di una stessa “definizione” artisti, produttori,
musicisti e bands, che pur con talune similitudini, hanno differenti
caratteristiche e propositi e non solo per esigenza di catalogo. Mai niente è
stato più omnicomprensivo del termine R&B, forma abbreviata di Rhythm and Blues.
Per appassionati, studiosi e critici, ad esmpio, sono R&B James Brown come gli
Imagination, gli Chic come Aretha Franklyn ed, in genere, tutto quello che ha
una matrice o una derivazione nero-afro-americana, eccezione fatta pei Jazz e
derivati. Per intenderci l’R&B è sempre stato considerato, ma oggidì più che
mai, l’inizio e la fine di tutto, la madre di tutte le battaglie, per fortuna
quasi sempre vinte. Vediamo di capirne il perché? II rhythm & blues è
essenzialmente una ramificazione del blues urbano che, scoprendo nell’ultimo
dopoguerra di poter contare su un mercato discograflco di discrete dimensioni,
prende gradualmente a diversificarsi aggiornando i contenuti dei testi, uscendo
dalla struttura melodico-armonica tradizionale del blues e rendendosi sempre più
adatto al ballo. Negli anni '40 il genere rhythm & blues presenta contorni
ancora piuttosto indefmiti: vi rientrano egualmente artisti jazz come Lionel
Hampton, Ella Fitzgerald ed Eddie Vinson; autentici interpreti blues come
Memphis Slim, Lonnie Johnson e John Lee Hooker; cantanti a mezza strada tra il
blues urbano e la musica da ballo (allora imperversa il boogie woogie) come
Louis Jordan, Wynonie Harris, Charles Brown e Anos Milburn. Negli anni '50 il
R&B comincia ad assumere connotati particolari che io distinguono dal blues:
1'uso di orchestre, il ricorso a castigati temi sentimentali nei testi e
1'evoluzione dei gruppi vocali. Si può dire che il R&B inizi ufficialmente,
sempre in quel periodo, con i grandi successi del gruppo di Johnny Otis con la
cantante Little Esther (poi conosciuta come Esther Phillips): ma 1'afferrnazione
è valida solo a livello indicativo. Molti studiosi concordano invece
nell’attribuire a “Rocket 88” di Jackie Brenston (un Hit R&B del 1951, prodotto
da Ike Turner, marito e partner artistico di Tina) il titolo di primo disco di
rock & roll in assoluto. In effetti il R&B è il papa del R&R che stava per
nascere, anche se nella prima meta degli anni '50 non se ne parlava ancora. I
successi di R&B appartengono ad artisti rnolto diversi tra loro: fra i
best-seller troviamo il blues shouter Joe Turner; gruppi vocali come i Dominoes,
i Clovers e i Drifters, nomi destinati a vaste aflermazioni all'epoca del rock &
roll (Lloyd Price, Fats Domino); esponenti del blues quali B.B. King, Little
Walter e Willie Mae Thornton. II 1955 e il momento dei grandi cambiamenti: il
panorama del rhythm & blues si arricchisce di una schiera di artisti che fanno
poi la storia della musica pop e leggera: sono Chuck Berry, Ray Charles, Etta
fames, i Platters. Da questo periodo il R&B non e più un genere musicale
riservato alia gente di colore afro-americana. II rock & roll ormai in ascesa
lancia a livello internazionale diversi interpreti R&B e di riflesso nelle
classifiche specializzate per quest'ultimo genere cominciano a entrare i bianchi
che, fondendo blues e hillbilly (sfumatura del country), contribuiscono
all'esplosione del rock & roll (Carl Perkins, Elvis Presley, Everly Brothers).
La seconda meta degli anni '50, annovera comunque tra i piu popolari esponenti
del R&B i Platters, Fats Domino, Little Richard, i Coasters, Sam Cooke, Price,
Brook Benton, Jackie Wilsonr, James Brown, LaVern Baker, i Drifters, Ray Charles
stesso, Ike & Tina Turner. Nel 1960 esplode il twist (Chubby Checker, Hank
Ballard & The Mid-nighters) e si afferma il classico “Money” di Barrett Strong.
L'anno seguente, tra i successi di “personalità” come Bobby Bland, Freddie King
e Ben E. King, salgono alla ribalta i Miracles, pattuglia avanzata dell'armata
Tamla-Motown che in quei mesi si sta componendo (vedi
Motown: quando la dance si chiamava soul). Tra il 1962 e il 1965 si assiste
alla decisa ascesa dell'etichetta di Detroit (ma non vanno dimenticati Hits
importantissimi come “Can't Stop Loving You” di Ray Charles che introduce nel
R&B un'atmosfera di tipo country, o “Twist and Shout” degli Isley Brothers).
Continua
|