PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  MIAMI SOUND: UN MELTING POT DI ROCK SUDISTA, FUNK E CALYPSO!

Miami Sound: con il nuovo stuolo di etichette discografiche create negli anni Sessanta ancora da Henry Stone e collaboratori (la Alston, la Galdes, la Blue Candle, la Cat, la Dig), Miami presento due differenti aspetti di musica prevalentemente nera, entrambi chiamati Miami sound. Si trattava pero di due filoni piuttosto lontani: da un lato un soul profondo, tradizionale, che avrebbe lasciato pochi segni nel panorama internazionale; dall'altro uno stile inconfondibile e fortunatissimo di disco music. La città, da sempre, presenta del resto due anime sociali ben distinte: da un lato la zona urbana con il ghetto ed un tasso di criminalità e violenza fra i più alti del mondo; dall'altro le spiagge dorate e gli hotel di gran lusso della Golden Beach; da una parte una delinquenza organizzata attorno al traffico sempre più intense di stupefacenti, e la vita difficile degli esuli politici centro-americani, fuggiti via mare soprattutto dalle isole di Cuba e di Haiti (nel centro di Miami esiste proprio la Little Haiti); dall'altra proprietari di ville, di Industrie, di banche, chiusi in ghet-ti dorati (gli stessi Bee Gees) e protetti da decine di guardie del corpo. L'industria dello spettacolo di Miami è stata, comunque, molto ricca: e proprio dalla Florida, prima ancora che negli studi Sigma Sound di Philadelphia (il celebre Philly Sound di O'Jays, Three Degrees, MFSB, ecc.) o nel gigionismo sinfonico di Barry White e delle sue orchestra, la disco music era partita alla conquista del mondo. Si può dire che la musica da discoteca tipica della seconda meta del mitico decennio (gli anni ’70) abbia avuto origine da queste parti: Jimmy Bo Home, Benny Latimore, J.P. Robinson, Peter Brown e T-Connection ne furono i protagonisti; Timmy Thomas, col successo del 1973 (Why can't we live together), il precursore sul piano internazionale; George McCrae (poi insieme alla moglie Gwen), il primo boom europeo con “Rock your baby”, ai primi posti anche nelle classifiche italiane nel 1974; K.C. & Sunshine Band il gruppo tecnicamente e musicalmente più preparato, per anni sulla cresta dell'onda (“Queen of clubs”, “Shake your booty”, “Get down tonight”, “That's the way I like it”, ecc.) grazie ai suoi leader, il cantante Harry W. Casey ed il bassista Richard Finch, gli autori più prolifici del Miami sound. Tutti questi artisti incidevano per la TK, la sigla più fortunata fra le tante create da Henry Stone: le iniziali erano quelle di Terry Kane, uno sfortunato cantante che aveva ospitato in casa sua i primi uffici di Stone. Lo stile di Miami era molto particolare, e risentiva della geografia della Florida: il sound, pur ispirato alla lezione di Memphis, piu sanguigna e meno sofisticata di quella di Detroit, era diluito dalle influenze delle Indie Occidental!, dalle danze dei Caraibi, dal reggae della Giamaica in particolare; basti pensare att'offbeat, il tempo ritmato dei brani di McCrae, oppure all'organo ipnotico e sinuoso di Timmy Thomas. Precisa la definizione di Betty Wright, che ebbe un secondo grande successo nel 1975 con “Shoorah! Shoorah”, secondo la quale il sound di Miami era una sorta di ”cuban-calypso-funky afroamericano”. Particolarmente ballabile, naturalmente.
Studi di registrazione: contemporaneamente all'ondata di disco music, Miami divenne una delle capitali internazionali della registrazione discografica, grazie soprattutto al complesso dei Criteria Recording, fondati nel 1955 da Mack Emerman, prima sala a 24 piste dello stato. Eric Clapton, il chitarrista inglese proveniente da un lungo periodo di depressione psichica e di tossicodipendenza, registrò ai Criteria nel 74 il primo disco della rinascita, e volle battezzarlo “467 Ocean Boulevard”, nome del grande viale affacciato sull'Oceano Atlantico di fronte alla spiaggia di Miami dov'era la sede della sala d'incisione. A parte Clapton, i Criteria hanno ospitato Stephen Stills, gli Eagles, gli Who. i Fleetwood Mac, Art Garfunkel, i Grand Funk, i Black Sabbath, Julio Iglesias. Ma la maggiore popolarità è toccata allo studio quando fu scelto dai Bee Gees, intenzionati a risciacquare i propri panni in Florida, all'epoca delta loro svolta in chiave di disco music. Le colonne sonore di “La febbre del sabato sera” e di “Grease” sono nate in gran parte a Miami, insieme a tutti gli  LPs dei fratelli Gibb, fino agli anni '80, cui hanno dato un contributo essenziale due produttori e tecnici del suono fissi ai Criteria, Karl Richardson ed Albhy Galuten. Da allora la Florida, almeno fino ai primi anni ’90, è stata un centro sempre più richiesto di sale di registrazioni ed altri studi, come il Bayshore di Coconut Grove, il Quadradial o il Coconuts, divenuti negli anni punti di riferimento internazionali. Più che essere meta di pellegrinaggi nostalgici o di omaggi a vecchie glorie, come altre città della provincia interna o del meridione degli Stati Uniti, Miami è rimasta per tutti gli anni ’80 e ‘90 una delle capitali davvero “floride” dell'industria musicale americana e mondiale.

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