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MIAMI
SOUND: UN MELTING POT DI ROCK SUDISTA, FUNK E CALYPSO!
Miami è sempre una città dal doppio volto,
bifronte, capace di parlare con lingua biforcuta, una metropoli tascabile
violenta e affascinante al contempo, ricca e poverissima, invasa e conquistata
da un crogiuolo di razze che, da sempre, vivono a ritmo di musica. La Florida è
uno degli stati del profondo sud degli Stati Uniti, una penisola allungata verso
il caldo Mar del Caraibi, a poche miglia dalle grandi isole e dagli arcipelaghi
centro-americani: un autentico “melting-pot” di razze e culture bianche, nere e
meticcie, un fulcro ibrido come pochi altri di antico e moderno: in Florida
sorge la città più vecchia di tutto il Nordamerica, la St. Augustine fondata
dagli Spagnoli oltre quattrocento anni fa, e la stazione spaziale di Cape
Canaveral, da cui gli americani continuano la loro corsa alla conquista dello
spazio. Ma la Florida, ed in particolare la città di Miami, seconda per
popolazione alla sola Jacksonville e davanti a Tampa, altre località note per
aver dato i natali a numerosi musicisti, sono legate all'immagine delle vacanze
ideali Forse, anche per questo, la storia musicale di Miami ha una doppia
faccia: quella del blues e del rhythm & blues radicati nella tradizione, e
quella delle grandi stelle del rock che ne hanno fatto la base per le loro
registrazioni, i loro riposi, le loro invenzioni, rese più saporite dai locali
gusti latinoamericani. Negli anni Trenta e Quaranta numerosi impresari musicali
e discografici tentarono la fortuna nella città: ma le loro piccole etichette
non poterono nulla contro i colossi newyorkesi o californiani: Miami non ebbe
mai un peso pari a quello di Memphis, di Nashville o di New Orleans, o le
caratteristiche dei grandi centri industriali del nord, Chicago e Detroit in
particolare. Tuttavia, alla soglia degli anni Cinquanta, giunse a Miami un
personaggio pieno di idee che avrebbe scritto un capitolo della storia musicale
della città, Henry Stone, detto il Berry Gordy di Miami. Henry Stone affitto un
attico, lo converti in un ufficio per una casa di produzione e distribuzione di
dischi, e fondo la prima etichetta che battezzo Rockin'; poi lego i propri
interessi ad altre case del sud, in particolare la King Records e la Deluxe.
Quindi, negli anni Sessanta, fu alla guida di scuderie ancora più piccole, come
la Galdes e la Marlin; ma nel frattempo lavorava con produttori di grossa
levatura quali Brad Shapiro e Steve Alaimo, bravissimi nello scoprire nuovi
talenti fra i cantanti neri. Fu Alaimo,per esempio, a lanciare Samuel Moore
(nativo proprio di Miami) e David Prater, che sarebbero divenuti la coppia più
famosa del Memphis sound col nome di Sam & Dave. Anche successivamente la
Florida fu una fucina di talenti artistici, sia bianchi che neri. Fra i neri,
due produttori e compositori, Willie Clarke e Johnny Pearsall, fondarono le
etichette Deep City e Lloyd; i loro beniamini si chiamavano Frank Williams,
Little Beaver, Paul Kelley, Helene Smith e soprattutto Betty Wright, che gia nel
1968 raggiunse popolarità nazionale con “Girls can't do what the guys do”, Fra i
bianchi, invece, gli Allman Brothers (con un paio di musicisti di colore
nell'organico), furono il gruppo in grado di restituire impeto e linfa al suono
del sud degli Stati Uniti ed a focalizzare nuovamente l'attenzione della critica
e del pubblico internazionale sul rock-blues delle numerose bands nate, sulla
loro scia, in Florida e nei vicini stati: i Lynyrd Skynyrd dell'Alabama, la
Marshall Tucker Band della Carolina del Sud, i Wet Willie della Georgia, i Sea
Level nati proprio dal primo scioglimento degli Allman Brothers, in seguito
ricostituitisi. E poi la famiglia Van Zandt, fra cui Steve Van Zandt, per anni,
produttore assai richiesto, collabo-ratore di Bruce Springsteen, e responsabile
nel 1981 del rilancio di Gary U.S. Bonds, cantante di colore gia popolare nei
primi anni Sessanta. Nativo di Jacksonville, l'altra principale città della
Florida, Bonds è stato uno dei soul-man più significativi del passato e del
presente di questa regione. La storia dei due fratelli Allman, in particolare
del chitarrista Duane, nativo di Daytona Beach e morto in un incidente
motociclistico nell'ottobre 1971, s'intreccia con quella degli studi di
registrazione di Muscle Shoals presso Sheffield, nella vicina Alabama, regno
incontrastato della soul-music. Molti big dell'epoca, da Wilson Pickett ad
Aretha Franklin, da Percy Sledge a King Curtis, da Boz Scaggs a Delaney & Bonnie
& Friends, vi lavorarono accompagnati alla chitarra da Allman. Il southern rock
(rock meridionale) aveva naturalmente qualche punto di contatto con il rock
californiano e con quello della East Coast. Ma era più viscerale e sanguigno,
più legato al country, al blues, alle radici popolari insomma, meno cerebrale
degli epigoni psichedelici della West Coast, e meno meccanico e violento di
quello nato fra i grattacieli di Manhattan. Album come il “Live at Fillmore East”
(1971), “Eat a peach” (1972) o “Brothers and sisters” (1973) degli Allman
Brothers possono essere considerati i migliori esempi del rock della Florida.
Continua

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