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  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  THANKS GOD WAS HOUSE… AND THE DISCO IS NOT OVER!!!

Il lavoro di Knuckles, nel giro di poco tempo, divenne inconfondibile ed i ragiovani della città cominciarono a chiedere ai negozi di dischi “Il sound del Warehouse”. Frankie aveva creato, forse inconsapevolmente, in diretta, durante le sue serata, le “basi” della musica-house: “The House Sound of Chicago” nasce cosi, cominciando a circolare su acetati e lacche pirata, poi su dischi a tiratura limitata pubblicati da piccole etichette indipendenti come la D.J. International e la Trax, destinate d alimentare, anche fuori dal mandamento di Chicago, il mito della “House-Music”. In Europa, invece, il nome di Knuckles, insieme al concetto di house-music, iniziò a circolare tra gli addetti ai lavori intorno al 1986. Tornato a New York da vincente, il dee-jay cominciò a firmare remix prestigiosi ed a lavorare con la Def Mix Productions. Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio del nuovo decennio, Knuckles produce alcuni disco-mix fondamentali per lo sviluppo e la caratterizzazione di uno standard house: “Your Love”, “Tears” e “And I Loved You”. Ben presto la sua attività si sposta dai clubs alla sala d'incisione, pur non facendo mancare la propria presenza nei più importanti discoteche del mondo. Nel 1992 esordisce con il primo lavoro a titolo personale, “Beyond The Mix”. L'album, trainato dalla raffinata “The Whistle Song”, sottolinea la predilezione di Knuckles a spaziare tra i generi; ricreando una sorta un soul-moderno partendo dall’house –music, egli riscopre la melodia, la potenza della voce ed un gusto per arrangiamenti raffinati secondo uno stile assai distante dalla dance più “commercialotta” e banale. Ad onor del vero, va detto che Frankie Knuckles, almeno nel metodo, non ha inventato nulla, ma molto deve al suo vecchio amico e compagno, il compianto Larry Levan, il quale già nei lontani anni ’70, almeno dieci anni primi e con rudimentali giradischi, tentava la commistione di stili, generi e sonorità, anticipando di molto le tendenze del decennio successivo.

  TONY HUMPRIES

Diversamente da Frankie Knucles, Tony Humpries, ha sempre operato su un tessuto sonoro più morbido, talvolta con qualche strizzatina d’occhio alle classifiche ed al pop. Per la suo sottile e raffinata operosità, quasi da cesellatore di suoni, viene considerato uno dei padri della house-garage, propugnata con caparbietà dalla console del club statunitense Zanzibared ed, in seguito, intrattenendo, durante il week-end, oltre tre milioni di persone con il suo live-set trasmesso in diretta da Radio Kiss FM di New York. Tony appartiene a quella rara generazione di DJs capaci di rimanere fedeli allo stesso club per qualche lustro, come i campioni dello sport di un tempo, fino ad ingraziarsi i favori e la fiducia di un’importante radio commerciale disposta ad ingaggiare, a suon di verdoni, per quindici anni consecutivi, lo stesso discc-jockey. Tali chances non sono offerte a chicchessia, ma bisogna possedere la stoffa, l’estro creativo e la competenza di Tony Humpries. Nel suo caso, il successo è stato il frutto di un paziente e appassionato lavoro, quasi come la tela di un ragno tessuta pazientemente, creando una sorta di “unicum” allo Zanzibar, nel New Jersey, locale nel quale risultò talmente coinvolgente da spingere i dirigenti di Radio Kiss FM di New York a mandare in onda in diretta le sue “sessions” del venerdì e del sabato, all’interno di spazi commerciali assai ambiti e rilevanti. Fondamentale per l’evoluzione della sua carriera, risultò l’arrivo nella capitale britannica. Negli anni ottanta furoreggiava la house-music di Chicago, con annesse variazioni europee sul tema, come l’acid-house, ma Humpries era rimasto fedele al suo “format”, il tipico stile elegante e felpato dell’house-garage. Ciò che lo differenziava maggiormente dai suoi colleghi erano quei suoni decisamente più melodici, con evidenti influenze soul, jazz e gospel. Sebbene allo Zanzibar fosse osannato come una rock star, il suo nome stentava a varcare i confini nazionali. Furono le indiavolate session dal vivo trasmesse dall'emittente newyorkese a rapire Danny Rampling, un famoso DJ di Londra che, all'inizio degli anni novanta, decise di invitarlo nella capitale britannica per alcune serate. Grazie al passaparola e alla diffusione del nastri registrati alla radio, Londra riscoprì una passione per la house che , in quel periodo, sembrava svanita. In Inghilterra Tony venne accolto come un capo di \Stato: il pubblico sottolineava con gli applausi ogni suo passaggio al mixer, facendolo sentire, come egli stesso racconta, "come Rocky Balboa sul ring". Travolto da tanto successo, alla seconda occasione, si porta dietro a sue spese amici e collaboratori per poter condividere con loro quella sensazione esaltante. Il sogno nel cassetto di Tony Humpries, in parte contemplato e sostanziato nei fatti, era quello di trasformare l’house-garage nella musica pop degli anni novanta, inoltre era ossessionato dall’idea di elevare la dance al rango di musica di matrice R&B a tutti gli effetti, ma tale riconoscimento gli era sempre stato negato da una certa critica musicale spocchiosa e prevenuta: con estrema testardaggine, riuscì anche in questo intento, lanciando nelle hit-parades mondiali artisti del calibro di Adeva, D'Borah e Basement Boys, centrando in pieno i suoi obiettivi. Per questo e per altro ancora che il suo show radiofonico ottiene, in media, un ascolto che supera i tre milioni di persone.

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