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  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  THANKS GOD WAS HOUSE… AND THE DISCO IS NOT OVER!!!

Chicago ne è stata la madre feconda , il terreno di coltura dove si è sviluppato, cresciuto e da cui si è diffuso, come un’epidemia contagiosa, il più importante e longevo genere “dance” che ha conquistato il mondo delle discoteche. Muovendo i primi timidi passi, dal celeberrimo Warehouse, grazie alle intuizioni di Franckie Knakles, fino alla rielaborazione in chiave europea, questo melange musicale dal cuore “soul” e dal ritmo nero, sin dalla seconda metà degli anni Ottanta, ha invaso e conquistato i clubs più eleganti e raffinati. La nascita, soprattutto l’affermazione, di un nuovo genere musicale, ma in questo caso sarebbe più opportuno parlare di una linea di tendenza, avviene sempre quando il mercato ne riconosce la consistenza, facendolo assurgere al rango di fenomeno. E' accaduto così anche per la house-music, le cui prime, significative avvisaglie, si erano avute già dal 1985, quando sconosciuti DJs americani, come Frankie Knukles, cominciarono a sperimentare nuove sonorità, legate alla tradizione R&B, ma diluendo la componente “negroide” con ritmi scarni e cadenzati più adatti alle esigenze delle discoteche di quegli anni, soprattutto non oltrepassando mai un certo numero di BPM al minuto. Nel breve volgere di qualche stagione, Knuckles ed affini si trasformarono i in veri e propri “architetti” musicali, progettisti di sonorità raffinate, lontani dagli stereotipi della dance-pop infantiloide e dilagante nei plastici anni ’80.  Questo “novo stil dance” gettava una sorta di ponte ideale verso la “disco” dei tempi migliori, di matrice “soul-funk” e di marca statunitense. Il genere venne battezzato “house” dal nome del locale che lo aveva visto nascere, il Warehouse di Chicago, ma nell’accezione più larga, si sottolinea che il termine indica un particolare tipo di musica, spesso, realizzata in casa con mezzi di fortuna e con un eccesso di fantasia creativa. In prima istanza si trattò, effettivamente, di musica nella quale venivano fusi a caldo i vecchi classici della disco-music con il moderno euro-beat, supportati da una ritmica elettronica, ma con il recupero di suoni analogici, apparentemente datati. Il primo forte impatto sul mercato dell’house-music fu determinato dall’ondata "jack". Come ogni nuova scuola di pensiero che si rispetti, questo “ritmo” aveva bisogno di codificare un qualche slang: "jack" divenne la parola d'ordine dei ballerini di Chicago, descrivendo alla perfezione le loro evoluzioni coreografiche su brani come “Love Can't Turn Around” di Harley Jackmaster Funk (che segnò l'esordio discografico del gigante buono Darryl Pandy, dopo l'abbandono del cori gospel di tipo ecclesiastico), “Jack the Groove” di Raze e “Jack Your Body” di Steve "Silk" Hurley. Il successo riscosso da queste produzioni, scatenò una reazione a catena: i Bad Boy Bill con “Jack It All Night Long”, Femme Fion con “Jack the House”, Chip E. con “Time to Jack”, sono solo una piccola parte dei titoli famosi dell'ondata "jack". Gli echi di tanto clamore raggiunsero presto il Vecchio Continente, anche se, come avviene nella prassi , inizialmente ci si limitò alla sola importazione. Nel 1988, però, I'Inghilterra, da sempre particolarmente attenta alle novità provenienti dal continente americano (e per ovvie affinità linguistiche e culturali), prese in mano la situazione con decisione, traghettando la house-music dalle sommesse oscurità dei clubs americani ai potenti riflettori delle classifiche di vendita di tutto il mondo. Il primo, eclatante successo fu quello ottenuto dai M/A/R/R/S con l'innovativo “Pump Up the Volume”, un lungo break strumentale ricco di campionamenti e dalla battuta intermittente. I tempi ormai erano maturi per l'esplosione del fenomeno. A raffica, apparvero sul mercato un’infinità di produttori e cultori del genere, come Mark Moore degli S-Express con “Theme from S-Express”, Tim Simenon, fondatore dei Bomb The Bass e autore di “Beat Dis”, i Coldcut prima con il remix del brano rap di Eric B & Rakim “Know You Got Soul” ed in seguito con l’originale “Doctor in the House”, con la voce di Lisa Stansfield. L’androgina Yazz, con la sia inquietante fisicità, sarà tra le prime dive della scena house, inizialmente accompagnata dai Plastic People, ed in seconda battuta come solista: yazz si fece spazio fra le zone alte delle classifiche, grazie ad una cover di Otis Clay intitolata “The Only Way Is Up”, seguita dall'originale “Stand Up for the Love Rights”. Da questo momento in poi, lo stile house comincerà a contaminare anche le nuove produzioni pop, come era avvenuto, in precedenza, per la disco, di cui rimane la più degna erede fra le varie tendenze sviluppatesi nel caotico mondo della notte a partire dai primi anni ’80.

  FRANKIE KNUCLES

Come ogni rito collettivo che si rispetti, l’house-music, oltre ad avere milioni di fedeli, da sempre, ha il suo massimo profeta in Frankie Knuckles. Il Nostro si afferma artisticamente a Chicago all'inizio degli anni ottanta ed, a tutt’oggi, è considerato uno del più accreditati DJs del mondo. Nativo di New York, si trasferisce nella città del Blues Brothers a caccia di fortuna: la Dea Bendata gli arride, portandolo ad ottenere il lavoro di DJ-resident al Warehouse, una megadiscoteca, signora incontrastata del sabato sera cittadino, frequentata soprattutto da gente di colore e da gay. In questa elettrica e stimolante atmosfera, Knuckles comincia a sperimentare nuove atmosfere musicali, usando le versioni strumentali di vecchi brani disco e classici soul ed inserendovi, in diretta, ritmiche oinedite e fraseggi  musicali con tastiere e batterie elettroniche.

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