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L’EURODISCO
DIVENNE UN FENOMENO, GRAZIE AD UN AMERICANO.
I Village People dovevano essere e
furono una combinazione di ritmi martellanti e pop a presa rapida, che usciva
direttamente dalla scuola di produzione di Moroder e Costandinos. Morali e
Belolo, lavorando con le Ritchie Family, erano già migrati dal suono raffinato
ed orchestrato della Philadelphia di “Brazil” e “Arabian Nights”, ad una scarna
e roboante centrale elettrico-estetica per la registrazione di “African Queens”,
che vedeva la partecipazione di Olatunji e sei altri percussionisti, conservando
le stesse nuove sonorità anche per il debutto con la Casablanca. I brani stessi
erano stati abilmente chiamati con i nomi di urbani urbani pullulanti di gay e
di note zone calde, “Folsom Street”, “Folk Street”, “Studio One”, “Ice Palace”,
e “Sandpiper”. Il riscontro ed il successo nei locali di punta fu immediato, e
sebbene i critici più autorevoli, tradizionalisti e bacchettoni, non sempre
sapevano come reagire a strofe tipo "Non andare vicino ai cespugli/Qualcosa
potrebbe afferrarti," i chiari riferimenti ad una cultura gay emergente e sempre
più sicura di sé, non impedì al disco di diventare d'oro. A ruota e con
meccanismo liscio e senza attriti, seguirono altri dischi di orientamento
europeo. Da lì a poco, Moroder si presentò come solista con l'uscita di “From
Here To Eternity” sotto la sigla Giorgio, una collezione tecno-funk. Summer
continuò la sua prolifica ascesa quando, insieme a Moroder, diede alle stampe un
doppio album “Once Upon a Time”, rielaborazione in chiave “dance” della storia
di Cenerentola, che snocciolava, a suon di quattro quarti, storie di droga e di
perdizione, prima del classico lieto fine. Cerrone consolidò la sua reputazione
come una delle più influenti personalità dell'Eurodisco con l'uscita di
“Supernature”, una fiaba sul bene ed il male ispirata all''Isola del Dottor
Moreau di H.G.Well, che introduceva il sintetizzatore, facendo propria
l’esperienza di Moroder, nella sua oscura personificazione di contorsione
ecologica e di destino fantascientifico. Alla fine del 1977, l’Eurodisco si era
affermata sul mercato, sia in termini qualitativi che quantitativi, come una
forte presenza con cui misurarsi. Realizzata con un tempo martellante da quattro
quarti, sintetizzatori ultramoderni e una propensione per i grandi temi, dalla
letteratura al fiabesco, dall’opera alla fantascienza, il genere aveva imposto
una sua propria estetica, conquistato i giovani appassionati e venduto
tonnellate di vinile.. In quell’anno, negli USA, la produzione discografica
d’importazione aveva letteralmente tempestato il Paese, creando una feroce
competizione tra le principali etichette discografiche locali che, battevano a
suon di offerte da record per ottenere i diritti dei nuovi prodotti. Billboard,
nel mese di settembre del 1977, scrisse: "Sebbene alcuni dirigenti delle
principali case discografiche sono ancora riluttanti a riconoscere l'impatto che
le importazioni stanno avendo sul mercato americano, affermando che questo paese
può vantare i migliori creatori di ritmi e che sarà sempre il centro della
dance-music, i successi di gruppi stranieri come i Silver Convention, Cerrone,
Love and Kisses, Munich Machine e Giorgio Moroder non possono essere ignorati."
Il successo dell’Eurodisco venne certamente sostenuto e corroborato
dall’interesse che essa aveva suscitato soprattutto nell’Ovest degli Stati
Uniti, diversamente, i discografici della costa orientale rimasero scettici ed
ambivalenti. "Mi piaceva il suono dell' Eurodisco," ebbe a dichiarare Moulton
(inventore del disco-mix). "Era musica leggera, frivola e spensierata. Ma era
concepita più per i bianchi." La pelle di Moulton poteva pure essere bianca, ma
il suo cuore era nero: "La critica maggiore che potevo muovere all'Eurodisco era
la mancanza di soul. I dischi avevano un suono meccanico. Dovevano ricorrere
sempre a cantanti di colore per riuscire a trasmettere il soul nero alla musica,
non riuscivano però a farlo sempre. “Love To Love You Baby” fu l'unica canzone
che avessero mai scritto con del soul, ed era così perché Giorgio aveva preso la
linea dei bassi da “Money” di O'Jays. Tutti i dischi, dopo quello, non ebbero la
linea dei bassi R&B. L'Eurodisco aveva sviluppato un suono classico, più acuto."
In verità, potrebbe sembrare paradossale, ma senza l’America, la disco di marca
europea, sarebbe rimasta un fenomeno locale, soprattutto, senza l’intuizione di
quel piccolo grande uomo di nome Neil Bogart, il quale si appassionò alle
vicende di Moroder e della Summer più per sete di quattrini, o comunque per
necessità, che per amore della musica, non avrebbe mai conquistato classifiche e
raggiunto certi traguardi. L’avventura milionaria della Casablanca durò poco più
di tre o quattro anni, ma questo breve lasso di tempo, insieme a tutto il
colorato circo della disco-music, diede linfa ed ossigeno all’industria
discografica mondiale, in quel periodo sull’orlo di un precipizio: non si erano
mai venduti tanti dischi, quanti se ne vendettero tra il 1976 ed il 1980. Questa
tanto deprecata “disco”, qualche merito deve averlo pure avuto. Non trovate?
CASABLANCA RECORDS…IS ONLY DISCO MUSIC, NOTHING MORE!
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