PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  LA DISCO ITALIANA: CLONI, AVVENTURIERI E MUSICISTI DI RANGO.

Claudio, con una formazione da musicista classico e un presente legato al mondo del rock come componente del Goblin (basti citare le tante colonne sonore scritte per i films di Dario Argento: su tutte, quella di Profondo Rosso), aveva voglia di fare nuove esperienze. I due avevano dpensato di puntare tutto sulla provocazione, a partire dal nome del primo gruppo prodotto: gli Easy Going, presero il loro marchio in prestito da un noto club romano molto in voga tra i gay della capitale. Anche i componenti del gruppo vennero reclutati nel locale: erano Paolo Micioni (in arte Paul), il DJ resident, e i due aitanti ballerini, Francisco ed Octavio. Nel realizzare la copertina del loro primo disco, il fotografo Arpad Kertesz calcò ulteriormente la mano, scegliendo l'immagine del mosaico che decorava l'ingresso degli uffici della Banana: due prestanti e statuari simil-gladiatori nudi ed avvinghiati in una sorta di lotta greco-romana. “Baby I Love You” ottenne un successo immediato, seguendo quelli che erano i canoni della disco anni settanta, basata su fiati, percussioni, basso, un rudimentale vocorder ed una chiusura ironica: il muggito di una mucca al pascolo, da molti scambiato, all’epoca, per un grido orgasmico. La corsa continua e, con la produzione della triestina Vivien Vee, tentano il grande salto, riuscendo a sfondare anche il difficile muro del mercato americano. “Give me A Break”, realizzato con gli stessi ingredienti musicali utilizzati per 1'album degli Easy Going e stampato nel caratteristico vinile rosso, vendette oltre centomila copie negli USA. Da quel momento cominciò una frenetica girandola di nuove produzioni: Walter Martino, David Zed, The Mask Craabs, Capricorn, Russell Spellman. Poiché Simonetti e socio immettevano sul mercato singoli e album di altalenante successo, presto compresero quanto la vita del discografico indipendente fosse irta d'insidie, quindi finirono con il realizzare canzoni anche per altre etichette, come nel caso di Gioca Jouer, per Claudio Cecchetto e di “Walkman” per Kasso, ma siamo già negli anni ’80. Anche la Goody Music e Petrus, dopo i fasti, dovettero piegarsi alle leggi del mercato, chiudendo nel 1981, in seguito alla crisi della disco in Italia ed in Europa. Quando le sorti della Goody Music apparvero ormai segnate, anche il sodalizio con Mauro Malavasi si dissolse nel nulla. Fred Jacques Petrus, dal canto suo, continuò a lavorare a pieno ritmo tra I'ltalia e New York, cercando di rinverdire i fasti di un’epoca che non sarebbe mai più ritornata. Creò altre due etichette, la Mirage (1982) e la Renaissance (1985): in entrambi i casi con esiti fallimentari, Negli ambienti discografici italiani Petrus rimase famoso per la sua scarsa affidabilità. Emblematico il contenzioso con Jimmy Jam e Terry Lewis che, nel 1984, gli avevano confezionato il disco del rilancio dei Change, “Change Of Heart”, per il quale sembra che non abbiano mai ricevuto alcun compenso. Probabilmente, questa sua propensione all'inaffidabilità determinò il regolamento di conti che, in un triste giorno del 1986, ha chiuso nel sangue il mito della Goody Music, l’unica etichetta italiana capace di tenere testa ai colossi della discografia mondiale, almeno per alcuni anni. Jaques Fred Petrus morì assassinato nella sua villa di Guadeloupe, all’età di 47 anni. Come gia raccontato, il destino di Petrus s’era incrociato anche con quello dei i fratelli Franco e Claudio Donato, fondatori di label prestigiose come Full Time e Antibemusic. Ben presto l'esperienza acquisita e la fama raggiunta, fecero dei due fratelli Donato il nuovo punto di riferimento della scena dance milanese, romana e anche internazionale. La loro ricetta era quella, ormai collaudata, secondo la quale la realizzazione delle parti musicali veniva affidata a musicisti italiani e quella delle parti vocali ad affermati vocalist americani. Gli assi nella manica dei fratelli Donato, ovvero i musicisti italiani con i quali collaborano, rispondevano al nome di Stefano Pulga, Michele Chieregato, Roberto Turatti e Luciano Ninzatti. Questo team di autori/produttori lanciò il marchio Kano, che sin dal primo singolo, “I'm Ready”, centrò l'obiettivo del successo internazionale. Mentre gli altri, deponevano le armi, la Full Time, ebbe un notevole ruolo anche negli anni ’80. Tra il 1980 e il 1983, 1'operazione Kano darà frutti importanti, testimoniati dalla realizzazione di quattro album (un record per un marchio dance italiano) e soprattutto dalla presenza di queste produzioni nelle “ostiche” charts di Billboard: il singolo “Can't Hold Back” entra nella hot 100 mentre i 33 giri “Kano” e “New York Cacke” entrano nella top 200 degli album. Per tutti gli anni ottanta si assiste ad un’escalation di trionfali successi: “Funky Be Bop” di Vin Zee (1981), “First True Love Affair” di Jimmy Ross (1981), “You Make Me Do It” (1981) e “For You” (1983) di Ago, “That Special Magic/Wee the People” della B.B. And Band (1983), “For You, For Only You” di Peter Richard (1983), “Another Life” di Kano (1983), “Can We Go” di Electric Mind (1983), “Believe in Yourself “(1983) e “Maybe One Day” (1984) dei Creatures (giunto nella top ten dei singoli più venduti in Italia), “Let's All Dance” della Band Of Jocks (1983) e persino il disco d'esordio di Jovanotti, “Walking” (1987). Molti dei brani citati verranno inclusi nella colonna sonora del film “Jocks”, girato all'interno della discoteca “Altro Mondo Studios”. Della scuderia della Full Time, che comprendeva altri cavalli di razza come Firefly e Tom Hooker, fece parte perfino Carmen Russo (un’improbabile versione italiana di Donna Summer). Il declino della dance tradizionale spinse i due fratelli produttori a congelare l'etichetta agli inizi degli anni novanta, per dare vita alla nuova Antibemusic. Questa, però, è un'altra storia, la disco-music era già un caso archiviato da tempo e l’Armata Brancaleone dell’italo-dance di marca Discotto e Disco Magic aveva già invaso, da molte primavere, il Vecchio Continente.
 

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