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  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  CASABLANCA RECORDS…IS ONLY DISCO MUSIC, NOTHING MORE!

 La Casablanca Records aveva trovato il suo trampolino di lancio, salvata sul ciglio del burrone ed un sicuro tracollo finanziario, dallo spirito futurista ed onnivoro (musicalmente parlando) della disco-music europea di matrice germanica, che si poneva come alternativa alla “disco” americana di derivazione “R&B”. Forse, per una sorta di vendetta e per uno spirito di rivalsa, per non essere stato profeta in patria, Bogart, da quel momento, si sarebbe dedicato a scandagliare, scovare e promuovere tutte le forme, anche quelle più eccentriche dell’eurodisco per le successive e più importanti produzioni del suo marchio. In rapida successione e con tempestività, la Casablanca lanciò sul mercato americano le proposte europee dei produttori Jacques Morali con Patrick Juvet), Alec R. Costadinos con Love and Kisses e Adrian Baker con i Liquid Gold. Promosse inoltre la breve carriera disco di Cher con “Take Me Home”, Lipps, Inc. con “Funkytown”, di Teri DeSario, il protetto dai Bee Gees con di “Ain't Nothiri Gonna Keep Me from You”, di D.C. LaRue con “Let Them Dance”, di Dennis Parker con “Like an Eagle”, Patty Brooks con “After Dark” e di una miriade di altri artisti minori, che attraverso le etichette sussidiarie Millennium e Parachute, per un intenso triennio, scalzarono dalle classifiche, i vecchi produttori e buona parte degli artisti di derivazione soul. Nel corso del quarto Disco Forum del 1977, Bogart spiegò come mai aveva aderito a questo movimento musicale: “La disco ha una grande influenza sul mondo della moda. E un fattore dinamico nella pubblicità contemporanea. Essa incarna un messaggio che arriva direttamente dai consumatori, ovvero la riscoperta del più grande prodotto americano: il divertimento.” La presenza sul mercato della Casablanca, in breve tempo crebbe sensibilmente: Donna Summer e il gruppo heavy metal Kiss garantivano ormai copiose entrate, quindi Bogart decise di estendere le attività della compagnia, inglobando altre forme di comunicazione e creando la Casablanca Filmworks con cui mise a segno altri eccezionali colpi: “Grazie a Dio e venerdi”, “Abissi” (1977) e “Fuga di mezzanotte” (1978). Tutte le colonne sonore di questi film ottennero uno strepitoso successo, fino dall'Oscar per la Migliore Canzone Originale andato a “Last Dance” di Donna Summer per “Grazie a Dio e venerdì” e all'Oscar per la Migliore Colonna Sonora Originale a Giorgio Moroder per “Fuga di mezzanotte”. Nel 1980, da buon segugio qual’era, annusò nell’aria e comprese che la disco-muisc era orami al giro di boa. Dopo aver venduto la compagnia alla Polygram, mise in piedi la Boardwalk Records, raaggiungendo il primo posto in classifica con “I Love Rock'n'Roll” di Joan Jett and the Blackhearts: era il febbraio 1982. Nel giugno dello stesso anno, all’età di 39 anni, la morte lo colse improvvisamente. Con la scomparsa di Neil Bogart si chiuse l’epoca di maggior splendore della musica da discoteca, quella sicuramente più “rumorosa” ed eccessiva, che pur avendo conferito al fenomeno una fama planetaria, ne diede anche una visione eccessivamente semplificata e ripetitiva. Con la Casablanca Records la “disco”, in particolare dopo il 1977, si era modernizzata nei suoni, (molti dischi dell’epoca suonano ancora attuali) si era dilatata, ampliata, cercando commistioni con altre forme espressive legate all’elettronica ed un certo sperimentalismo germanico, ma aveva perso per strada “l’anima”, la componente “soul”. Anche gli artisti di colore, asserviti allo stereotipo imposto dalla “matrice-Casablanca”, venivano clonati uno sull’altro: Patti Brooks , ad esempio, divenne l’esatta copia, geneticamente prodotta in studio, di Donna Summer; così come le Ritchie Family, passate in mani europee, diventarono una ridicola caricatura al femminile dei Village People. Per contro, si riconosce a Bogart e alla sua mitica etichetta, l’aver saputo inventare dal nulla personaggi e situazioni da milioni di copie con un’intelligenza sopraffina, capace di anticipare mode e tendenze sul mercato. In ultima istanza, nessun altro stile disco degli anni Settanta può fregiarsi della definizione di disco-music allo stato puro, senza dover scomodare lontane parentele con altri generi primigeni di più nobile stirpe. Casablanca is only disco-music, nothing more!

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