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CASABLANCA
RECORDS…IS ONLY DISCO MUSIC, NOTHING MORE!
La Casablanca Records aveva trovato il suo trampolino di lancio,
salvata sul ciglio del burrone ed un sicuro tracollo finanziario, dallo spirito
futurista ed onnivoro (musicalmente parlando) della disco-music europea di
matrice germanica, che si poneva come alternativa alla “disco” americana di
derivazione “R&B”. Forse, per una sorta di vendetta e per uno spirito di
rivalsa, per non essere stato profeta in patria, Bogart, da quel momento, si
sarebbe dedicato a scandagliare, scovare e promuovere tutte le forme, anche
quelle più eccentriche dell’eurodisco per le successive e più importanti
produzioni del suo marchio. In rapida successione e con tempestività, la
Casablanca lanciò sul mercato americano le proposte europee dei produttori
Jacques Morali con Patrick Juvet), Alec R. Costadinos con Love and Kisses e
Adrian Baker con i Liquid Gold. Promosse inoltre la breve carriera disco di Cher
con “Take Me Home”, Lipps, Inc. con “Funkytown”, di Teri DeSario, il protetto
dai Bee Gees con di “Ain't Nothiri Gonna Keep Me from You”, di D.C. LaRue con
“Let Them Dance”, di Dennis Parker con “Like an Eagle”, Patty Brooks con “After
Dark” e di una miriade di altri artisti minori, che attraverso le etichette
sussidiarie Millennium e Parachute, per un intenso triennio, scalzarono dalle
classifiche, i vecchi produttori e buona parte degli artisti di derivazione soul.
Nel corso del quarto Disco Forum del 1977, Bogart spiegò come mai aveva aderito
a questo movimento musicale: “La disco ha una grande influenza sul mondo della
moda. E un fattore dinamico nella pubblicità contemporanea. Essa incarna un
messaggio che arriva direttamente dai consumatori, ovvero la riscoperta del più
grande prodotto americano: il divertimento.” La presenza sul mercato della
Casablanca, in breve tempo crebbe sensibilmente: Donna Summer e il gruppo heavy
metal Kiss garantivano ormai copiose entrate, quindi Bogart decise di estendere
le attività della compagnia, inglobando altre forme di comunicazione e creando
la Casablanca Filmworks con cui mise a segno altri eccezionali colpi: “Grazie a
Dio e venerdi”, “Abissi” (1977) e “Fuga di mezzanotte” (1978). Tutte le colonne
sonore di questi film ottennero uno strepitoso successo, fino dall'Oscar per la
Migliore Canzone Originale andato a “Last Dance” di Donna Summer per “Grazie a
Dio e venerdì” e all'Oscar per la Migliore Colonna Sonora Originale a Giorgio
Moroder per “Fuga di mezzanotte”. Nel 1980, da buon segugio qual’era, annusò
nell’aria e comprese che la disco-muisc era orami al giro di boa. Dopo aver
venduto la compagnia alla Polygram, mise in piedi la Boardwalk Records,
raaggiungendo il primo posto in classifica con “I Love Rock'n'Roll” di Joan Jett
and the Blackhearts: era il febbraio 1982. Nel giugno dello stesso anno, all’età
di 39 anni, la morte lo colse improvvisamente. Con la scomparsa di Neil Bogart
si chiuse l’epoca di maggior splendore della musica da discoteca, quella
sicuramente più “rumorosa” ed eccessiva, che pur avendo conferito al fenomeno
una fama planetaria, ne diede anche una visione eccessivamente semplificata e
ripetitiva. Con la Casablanca Records la “disco”, in particolare dopo il 1977,
si era modernizzata nei suoni, (molti dischi dell’epoca suonano ancora attuali)
si era dilatata, ampliata, cercando commistioni con altre forme espressive
legate all’elettronica ed un certo sperimentalismo germanico, ma aveva perso per
strada “l’anima”, la componente “soul”. Anche gli artisti di colore, asserviti
allo stereotipo imposto dalla “matrice-Casablanca”, venivano clonati uno
sull’altro: Patti Brooks , ad esempio, divenne l’esatta copia, geneticamente
prodotta in studio, di Donna Summer; così come le Ritchie Family, passate in
mani europee, diventarono una ridicola caricatura al femminile dei Village
People. Per contro, si riconosce a Bogart e alla sua mitica etichetta, l’aver
saputo inventare dal nulla personaggi e situazioni da milioni di copie con
un’intelligenza sopraffina, capace di anticipare mode e tendenze sul mercato. In
ultima istanza, nessun altro stile disco degli anni Settanta può fregiarsi della
definizione di disco-music allo stato puro, senza dover scomodare lontane
parentele con altri generi primigeni di più nobile stirpe. Casablanca is only
disco-music, nothing more!
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