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CASABLANCA
RECORDS…IS ONLY DISCO MUSIC, NOTHING MORE!
Il suo vero colpo da maestro fu quello di mettere sotto
contratto per la Buddah artisti del calibro di Curtis Mayfield, Isley Brothers
ed Edwin Hawkins Singers (Oh Happy Day), aggiungendo credibilità ad un etichetta
fino ad allora tacciata di demenzialità acuta. Subito dopo aver stato
protagonista di uno dei massimi successi della Buddah con “Midnight Train to
Georgia” di Gladys Knight and the Pips, Bogart ebbe grosse divergenze con la
casa madre dell’etichetta, quindi nel 1974 fondò la Casablanca Records. Grazie
alla sua reputazione, trovo immediatamente un notevole partner finanziario nella
Warner Bros, che gli permise di aprire la sede di Sherbourne Drive, a Los
Angeles. Bogart, inizialmente, era intenzionato a chiamare la nuova etichetta
Emerald City, ispirandosi al film “IL Mago di Oz”, ma quando si rese conto che
la Warner deteneva i diritti commerciali del film Casablanca, non seppe
resistere: otto mesi dopo la firma dell'accordo con la Warner, rilevò la
rimanente quota della compagnia per un milione e mezzo di dollari, indebitandosi
fino al midollo osseo. Il primo album prodotto dalla Casablanca non fu però un
successo clamoroso. Here's Johnny, Magic Moments from "The Tonight Show", un
disco di canzoni eseguite nel corso dello show televisivo di Johnny Carson,
vendette meno di mezzo milione di copie, la meta di quelle necessarie per
assicurarsi una certa tranquillità finanziaria. Mentre la bancarotta si
profilava all'orizzonte, per tenere a galla la compagnia, Bogart mise in vendita
tutto ciò che possedeva, sperando di individuare al più presto, l’dea giusta che
gli potesse consentire di sopravvivere. Il fato volle che un bel giorno
giungesse sulla sua scrivania un pacchetto di brani inviati dalla Germania da
uno tale Giorgio Moroder, all’epoca sconosciuto. Bogart, dopo un fugace ascolto
si rese conto di avere tra le mani qualcosa di veramente innovativo: la puntina
del giradischi, sistemato in un angolo dell’ufficio, aveva appena solcato fra le
note di “Love to Love You Baby”, cantata da Donna Summer. In qualsiasi altra
circostanza, uno sconosciuto come Moroder non sarebbe riuscito a superare
nemmeno la portineria della Casablanca. La compagnia si era, da poco, trasferita
in una residenza in stile moresco sul Sunset Boulevard, con 1'ufficio di Bogart
ricavato come un’esatta replica del Rick's American Cafe di Casablanca, con
tanto di pianoforte, sgabelli girevoli e gabbie per i volatili. La disperazione
di Bogart vide nell'apparizione di Moroder un segnale divino. Inoltre, alla fine
del '74, quando la Casablanca Records sembrava sull'orlo del baratro, il
discografico stesso aveva progettato un biglietto di auguri natalizi, che
rappresentava un disco d'oro circondato dalla neve, con la scritta "In ogni
deserto c'e un'oasi". Quando Giorgio Moroder gli raccontò che la sua personale
etichetta tedesca si chiamava Oasis, Bogart lo prese come un ulteriore segno del
destino e non esitò ad assicurarsi i diritti di “Love to Love You Baby”. Una
legenda, per anni, circolata negli ambienti discografici, narra che la moglie di
Bogart mise sul piatto del giradischi il pezzo di Donna Summer durante un party
casalingo, ottenendo uno straordinario risultato: gli ospiti si lanciarono tutti
in una specie di danza orgiastica. Entusiasta della reazione, Bogart continuò a
rimettere a raffica il pezzo, inizialmente della durata di soli tre minuti,
sull’insistente richiesta dei presenti che si lagnavano soltanto per l’esigua
durata. Fu proprio di Bogart, l’intuizione di trasformare il brano in una
lunghissima suite. Moroder non perse tempo ad allungare il pezzo, fino a
portarlo alle dimensioni di una facciata di album. L’idea di produrre sempre
brani lunghissimi, assicurata dall’avvento in quel periodo di un nuovo supporto
dalle capacita assai dinamiche, il 12 Inch (Disco-Mix), assicuro l'immortalità
artistica a Bogart e alla Casablanca Records, dando anche una formidabile lancio
alle carriere internazionali di Moroder e della Summer. Bogart, non perse tempo,
inviando una copia della canzone a tutti i deejay delle grandi discoteche di New
York. La risposta del mercato non si fece attendere: dopo una sola settimana di
circolazione nelle discoteche di Manhattan, 1'album aveva gia venduto 40.000
copie e, nel giorno di San Valentino del 1976 “Love to Love You Baby” era al
primo posto tra gli Hot 100 della rivista Billboard, dove rimase per diciassette
settimane.
Continua

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