PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

Continua

  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

Continua

  DAVID MANCUSO  non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

Continua

  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

Continua

  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  CASABLANCA RECORDS…IS ONLY DISCO MUSIC, NOTHING MORE!

Il suo vero colpo da maestro fu quello di mettere sotto contratto per la Buddah artisti del calibro di Curtis Mayfield, Isley Brothers ed Edwin Hawkins Singers (Oh Happy Day), aggiungendo credibilità ad un etichetta fino ad allora tacciata di demenzialità acuta. Subito dopo aver stato protagonista di uno dei massimi successi della Buddah con “Midnight Train to Georgia” di Gladys Knight and the Pips, Bogart ebbe grosse divergenze con la casa madre dell’etichetta, quindi nel 1974 fondò la Casablanca Records. Grazie alla sua reputazione, trovo immediatamente un notevole partner finanziario nella Warner Bros, che gli permise di aprire la sede di Sherbourne Drive, a Los Angeles. Bogart, inizialmente, era intenzionato a chiamare la nuova etichetta Emerald City, ispirandosi al film “IL Mago di Oz”, ma quando si rese conto che la Warner deteneva i diritti commerciali del film Casablanca, non seppe resistere: otto mesi dopo la firma dell'accordo con la Warner, rilevò la rimanente quota della compagnia per un milione e mezzo di dollari, indebitandosi fino al midollo osseo. Il primo album prodotto dalla Casablanca non fu però un successo clamoroso. Here's Johnny, Magic Moments from "The Tonight Show", un disco di canzoni eseguite nel corso dello show televisivo di Johnny Carson, vendette meno di mezzo milione di copie, la meta di quelle necessarie per assicurarsi una certa tranquillità finanziaria. Mentre la bancarotta si profilava all'orizzonte, per tenere a galla la compagnia, Bogart mise in vendita tutto ciò che possedeva, sperando di individuare al più presto, l’dea giusta che gli potesse consentire di sopravvivere. Il fato volle che un bel giorno giungesse sulla sua scrivania un pacchetto di brani inviati dalla Germania da uno tale Giorgio Moroder, all’epoca sconosciuto. Bogart, dopo un fugace ascolto si rese conto di avere tra le mani qualcosa di veramente innovativo: la puntina del giradischi, sistemato in un angolo dell’ufficio, aveva appena solcato fra le note di “Love to Love You Baby”, cantata da Donna Summer. In qualsiasi altra circostanza, uno sconosciuto come Moroder non sarebbe riuscito a superare nemmeno la portineria della Casablanca. La compagnia si era, da poco, trasferita in una residenza in stile moresco sul Sunset Boulevard, con 1'ufficio di Bogart ricavato come un’esatta replica del Rick's American Cafe di Casablanca, con tanto di pianoforte, sgabelli girevoli e gabbie per i volatili. La disperazione di Bogart vide nell'apparizione di Moroder un segnale divino. Inoltre, alla fine del '74, quando la Casablanca Records sembrava sull'orlo del baratro, il discografico stesso aveva progettato un biglietto di auguri natalizi, che rappresentava un disco d'oro circondato dalla neve, con la scritta "In ogni deserto c'e un'oasi". Quando Giorgio Moroder gli raccontò che la sua personale etichetta tedesca si chiamava Oasis, Bogart lo prese come un ulteriore segno del destino e non esitò ad assicurarsi i diritti di “Love to Love You Baby”. Una legenda, per anni, circolata negli ambienti discografici, narra che la moglie di Bogart mise sul piatto del giradischi il pezzo di Donna Summer durante un party casalingo, ottenendo uno straordinario risultato: gli ospiti si lanciarono tutti in una specie di danza orgiastica. Entusiasta della reazione, Bogart continuò a rimettere a raffica il pezzo, inizialmente della durata di soli tre minuti, sull’insistente richiesta dei presenti che si lagnavano soltanto per l’esigua durata. Fu proprio di Bogart, l’intuizione di trasformare il brano in una lunghissima suite. Moroder non perse tempo ad allungare il pezzo, fino a portarlo alle dimensioni di una facciata di album. L’idea di produrre sempre brani lunghissimi, assicurata dall’avvento in quel periodo di un nuovo supporto dalle capacita assai dinamiche, il 12 Inch (Disco-Mix), assicuro l'immortalità artistica a Bogart e alla Casablanca Records, dando anche una formidabile lancio alle carriere internazionali di Moroder e della Summer. Bogart, non perse tempo, inviando una copia della canzone a tutti i deejay delle grandi discoteche di New York. La risposta del mercato non si fece attendere: dopo una sola settimana di circolazione nelle discoteche di Manhattan, 1'album aveva gia venduto 40.000 copie e, nel giorno di San Valentino del 1976 “Love to Love You Baby” era al primo posto tra gli Hot 100 della rivista Billboard, dove rimase per diciassette settimane.

Continua


ALL RIGHTS RESERVED ©2000/2007 ADVNEWS.com