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THE
WAR
E’ convinzione che gli
anni ’70, musicalmente parlando si siano conclusi nel 1983/84, vuoi per un colpo
di coda del “mitico decennio”, vuoi perché i primi anni ’80 pagano un forte
tributo in termini stilistici al decennio precedente, soprattutto in ambito
black-music. In quegli anni, imperversa il cosiddetto “crossover-funk”, una
mistura di suoni dance, nati dalla confluenza del funk metropolitano, della
disco di matrice soul ed del rock più vicino all’R&B. E’ proprio di questo
periodo uno dei capolavori del “crossover”, un pezzo rimasto ad imperitura
memoria tra le meningi di DJs e cultori del genere, ossia “You Got The Power”
dei War. La storia del gruppo, però, parte da molto lontano ed inizia con
l’incontro fra Howard Scott ed Harold Brown, ai quali si uniscono B.B. Dickerson,
Charles Miller e Lonni Jordan: siamo sul calare degli anni ’60 e, con il nome di
Creators, i cinque musicisti cominciano a girare per tutto il Sud della
California, a caccia di fortuna, esibendosi nelle situazioni più improbabili. In
seguito, visti i modesti risultati, decidono di dedicarsi esclusivamente alla
musica, cercando di ottenere uno stile ed un timbro sonoro che li potesse
distinguere dalla moltitudine, scegliendo un nome nuovo The Night Shift. Anche
questa scelta non sembrò appagarli, né riuscì a produrre alcun interesse intorno
alla band, fino a quando non decisero di chiamarsi War. Il nome War, venne dato
per indicare, a detta di Lonnie Jordan, una battaglia "combattuta" attraverso le
note degli strumenti e non con i proiettili delle armi …” L’incontro con la
personalità dirompente di Eric Burdon, un bianco con la voce da “nero”, amante
del rock-blues, gia leader degli Animals, li fece ripartine di nuovo da zero.”
Eric Burdon Declaser War” e “Black Man’s Burdon” furono i risultati discografici
di un lavoro stimolante e prolifico, che fece conoscere il gruppo in tutti i
circuiti “rock” (specialmente in quelli bianchi), ma che, per converso, li
allontanò dall’R&B e dal mondo afro-americano, almeno fino ad un certo momento
della loro carriera. Oltre ad Eric Burdon, aveva stretto sodalizio con il gruppo
anche uno dei più quotqti armonicisti in circolazione, tale Lee Oskar, danese di
origine, ma nero-americano nei propositi. A distanza di tanti anni, "Eric Burdon
declares War" rimane un capolavoro assoluto e dovrebbe far riflettere su che
cosa significhi fare un disco di musica nera, cristallino nei suoni ed esplosivo
nell'impatto vocal.; Tra i solchi di questo disco, Burdon dimostra di unire alla
sua voce ruvida e marcatamente "bluesy" un'incontenibile carica sensuale,
adeguatamente supportata da una band, la quale ne intuisce gli ardori,
lasciandosi trascinare felicemente dal proprio capobanda e trovando il giusto
spazio per esprimere tutto il feeling necessario. L'intuizione di creare una
sezione fiati composta solamente da un sax tenore ed da un'armonica si rivelò
una scelta azzeccata. La band registrò l’album nel gennaio del 1970, dopo essere
stata in tour per circa un anno. La separazione da Eric Biurdon avvenne senza
traumi e “All Day Music” e “The World is The Ghetto” furono delle credenziali di
valore innegabile, fino a giungere a “Deliver The World” e “Live”, in cui le
atmosfere si avvicinano molto alla rock-funk di matrice R&B e meno al soul-rock
di partenza. Harold Brown ha sempre sostenuto: “La nostra non è musica rock, né
soul, forse la migliore definizione sarebbe “progeressive-soul, ma non
accettiamo neppure questa etichetta. Io la chiamo “jazz della strada”, poiché
ogni suono che è nei nostri corpi, ci arriva da mille situazioni esterne, anche
perché il musicista non può vivere su una nuvola…” In realtà i War facevano
della contaminazione tra rythm and blues, jazz, funk e sonorità latine la
propria peculiarità. Il loro stile influenzò notevolmente anche molti artisti
“bianchi” della scena rock. A partire dalla seconda metà degli anni ’70, i War,
fecero una sorta di viaggio a ritroso, un “back to my roots”, riavvicinandosi
alla cultura musicale afro-americana, senza tralasciare l’innato “vezzo” per la
contaminazione con altri generi “dirimpettai”. Alcuni pezzi dei War vengono
ancora riproposti nelle serate “house-funk”; certe suite strumentali per la
tipologia di suoni e per l’uso delle ritmiche ben si amalgamano con le più
recenti creazioni house di marca R&B. Appare chiaro che un qualunque DJ in grado
di “suonare” la musica dei War, riesca ad elevarsi una spanna sulla moltitudine
standardizzata, uscendo dal magma caotico ed indistinto dell’omologazione.
Discografia Cosnigliata
Eric Burdon Declaser
War” 1970
War 1971
All Day Music 1971
The World Is A Ghetto 1972
Deliver The Word 1973
War Live! 1974
Why Can't We Be Friends? 1975
Galaxy 1977
Platinum Jazz 1977
Youngblood (Sdtk) 1978
Outlaw 1982
Life (Is So Strange) 1983
Peace Sign 1994
Grooves & Messages 1999
Anthology: 1970-1994 1994
Slippin' Into Darkness 2000
Archivio
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