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CHIC
Raramente il nome di un
gruppo è legato al tipo di musica prodotta, spesso la scelta della denominazione
è dettata dalla fantasia, dall'originalità, dalla ricerca di qualcosa che possa
colpire l'attenzione. Nel caso degli Chic possiamo però dire che il nome si
adatta perfettamente non solo alla fisionomia e ai gusti dei componenti, ma
anche alle sonorità che sapevano produrre. La "disco" , degli Chic con una
marcata matrice soul-jazz, tendente al funk urbano, è stata per molti
aspetti nuova e originale, cosa comune solo a pochi altri artisti e gruppi.
Nell'evoluzione della disco-music, infatti, è stata frequente l'assimilazione delle espressioni dei
predecessori più fortunati, la riproposta o il "campionamento" dei "riffs" di
basso e chitarra o di "grooves" di percussioni di un hit precedente . Il mercato discografico è ricco di nuove versioni di
vecchi successi che, indipendentemente dal genere originario, sia esso pop, rock
o altro, vengono rivisitati in chiave "dance", un'operazione che in USA viene
definita "remake", ma, da qualche anno, si preferisce usare il termine
"cover". Gli Chic hanno saputo creare uno stile, assolutamente, personale, basandosi
solo sulle
proprie intuizioni, assai innovative, indiscutibili capacità
creative ed un sound riconoscibile sin dai primi accordi. Nile Rodgers: racconta
degli esordi con gli Chic e di come la loro musica fosse talmente rivoluzionaria
da non essere capita dai discografici: "Quando ce ne siamo venuti fuori con
questa musica è stata una cosa radicale più che underground: era come noi.
Immagina il nostro primo disco “Dance, dance, dance”: quando lo suonammo i
discografici non avevano neanche idea di quello che stavano ascoltando. Lo
ascoltarono e poi... “Che diavolo e successo!!!” e noi “Questo e il break-down!”
e loro “Cos'e il break-down? Di che diavolo state parlando?” “Quando arriva
nella canzone, sembra che il disco sia finito”, dicevano. “Se sente questa roba
alla radio la gente dice "dov'e finita la musica?...” E noi dicevamo: “No, no,
no. Quando arriva la gente si esalta, è un’emozione che sentono... canta il
break-down e gli dicevamo “La ragione per cui funziona e che e fico!” Gli
Chic avevano creato il break, Il fondamento della musica Hip Hop. Più tardi
questi break diventarono l’ingrediente base per i Djs che contribuirono alla
nascita e diffusione dell'Hip-Hop e divennero la base per i balli dei breaker.
Nile Rodgers, pur non sentendosi parte in causa dell’allora nascente movimento,
riconosce oggi il ruolo che la sua musica ebbe nel suo sviluppo: "Sapevo che
gli hip-hopper erano interessati al break, sai. E per questo che la chiamavano
break-dance, perchè ballavano sul break. La musica degli Chic era fondata sul
break, sin dal primissimo disco cera un break-down che e la parte più importante
del disco. Perciò sebbene io non fossi parte dell'Hip Hop, da quel punto di
vista, ho procurato quello che divenne lo sfondo, il fondamento, la cornice su
cui poi hanno costruito la cultura Hip-Hop.." Al suono caratterizzato dal basso
elettrico di Bernard Edwards e dall'accompagnamento della chitarra ritmica
suonata da Nile Rodgers si intrecciano le parti vocali delle due
vocalist di colore: Alfa Andersen, laureata in lettere e scrittrice per hobby e
Lucy Martin, che alternava, tra un'incisione e l'altra, l'attività di ballerina.
Nel primo LP degli
Chic il ruolo di cantante era di Norma " Jean " Wright, ex-componente degli Spinners, un mitico gruppo di musica soul. Il segreto dei successi siglati dalla
premiata ditta
Chic va ricercato nella perfetta e sofisticata fusione tra parte vocale e strumentale.
Il
ritmo e le percussioni di base non hanno quell'incedere monotono e statico di
altri prodotti musicali rivolti alle discoteche. Le creazioni da Nile
Rodgers e socio sono state sempre accettate anche da chi non ama consumare
musica da discoteca. Le frasi e gli incitamenti alla danza sono un'altra
caratteristica degli Chic. Siccome nelle discoteche, i DJs non ricorrevano più,
per scatenare il pubblico, al microfono, poiché già nei brani musicali erano
presenti testi il cui solo scopo era di portare il pubblico sulla pista, per gli
Chic il testo fu un ingrediente da non sottovalutare assolutamente. Il loro primo
successo mondiale, " Dance-Dance-Dance " edito in un primo tempo solo in disco
mix, si attirò le simpatie del pubblico anche grazie all'azzeccato scandire di "
Yowsah-Yowsah ", un grido che caratterizzava le maratone di danza che si
tenevano
spesso nelle principali discoteche USA e chiamate Non Stop Dance. Da quel primo
hit, non si sono mai scordati di inserire il versetto "giusto", le parole
che potessero caratterizzare un brano. Edwards e Rodgers, oltre ad esserne state le
menti, furono anche i fondatori del gruppo. Bernard Edwards era nato a Creenville, nella
Carolina del Nord, ed iniziò giovanissimo a suonare gli strumenti a fiato per
passare più tardi al suo strumento prediletto, il basso elettrico. Agli inizi della
carriera si dedica al rhythm-and-blues e riesce ad affermarsi come session-man
(turnista di studio),
ma preferisce, ben presto, convertirsi alla disco-funk. Nile Rodgers, l'altra
punta del diamante Chic, newyorkese, fu legato originariamente al
mondo del pop in cui produrrà la band dei New World Rising, per poi rivolgere la propria attenzione al jazz/rhythmattd blues,
ambiente in cui incontrerà Edwards con cui fonda, nel
'72, la Big Apple Band senza mai riuscire a trovare l'intuizione giusta per
sfondare. I due musicisti fiutano però nell'aria il redditizio vento della Disco
e comprendono che il mercato americano non è più legato ai lenti appassionati o
ai coreografici boogie-boogie, ma vive in mondi artificiali di luci e colori,
dove la pista fa dimenticare dispiaceri e preoccupazioni. Nile e Bernard si
buttano in questo nuovo mondo e contattano Tony Thompson, che aveva lavorato in
precedenza con Stevie Wonder, e George McCrae e danno vita, insieme a Norma 'Jean'
Wright, Alfa Andersen e a Diva Gray agli Chic. Il primo singolo, "Dance Dance
Dance", arrivo’ nei top 10 inglesi, seguito dall’ album Chic che conteneva
‘’Everybody Dance". Il boom vero e definitivo venne nel ’78 con C’est Chic, e
soprattutto con "Le Freak", uno dei punti più alti del genere disco-funk ed hit
straordinario: fu uno dei singoli più venduti dell’ intero decennio. "Good Times"
invece faceva parte del terzo Lp, Risque. All’ inizio gli Chic erano soprattutto
un marchio, una sigla, non una vera band. Rodgers e Edwards sceglievano i
musicisti e organizzavano di volta in volta il lavoro in studio, ma poi per
poter fare dei tour si costituirono come gruppo stabile con l’ ingresso del
batterista Tony Thompson. Qualche tempo dopo, oltre a curare i
propri lavori, costituiscono la "Chic-Organisation", un'organizzazione che
ha arrangiato e curato anche altri gruppi infondendo loro quel tipico marchio di
fabbrica, facilmente riconoscibile. Tra le produzioni più riuscite ricordiamo
Sister Sledge, Diana Ross e Sheila and B-Devotion, negli anni 80,
addirittura Madonna, Duran Duran, David Bowie, Debbie Harry, INXS e
Thompson Twins. La morte drammatica di Edwards nel 1996 e piu’ tardi anche
di Thomson, nel 2003, ha praticamente lasciato solo Nile Rodgers nell’
impersonare il mito Chic. Rodgers lo ha fatto benissimo continuando il suo
percorso di musicista e quello di produttore. Scioltisi e ricostituiti, poi di
nuovo dissolti, ecco Rodgers far rivivere di nuovo la gloriosa epopea di un
sound che appartiene alla storia della migliore musica popolare, non solo dance,
degli ultimi 30 anni. Ottime le sue performances nei più importanti festival
jazz.
Discografia Consigliata
Chic - Atlantic 1977
C'est Chic - Atlantic 1978
Risquè - Atlantic 1979
Tate It Off - Atlantic 1981
Tongue in Chic - atlantic 1982
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