PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  REGGAE: L'ALTRA FACCIA SCURA DEL BALLO. Nella seconda metà degli anni ’70, con l’esplosione mondiale della “disco-music”, cominciano a far capolino tra le scalette dei DJs da discoteca, anche i successi reggae...

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 R&B E DINTORNI:  Nel variegato e frastagliato universo della discografia mondiale degli ultimi anni si assiste ad una tendenza, ossia il voler inglobare all’interno di una stessa “definizione” artisti, produttori, musicisti e bands, che pur con talune similitudini, hanno differenti caratteristiche e propositi e non solo per esigenza di catalogo...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

   MICHAEL ZAGER BAND

E’ convinzione diffusa che la nel mondo della disco-music ebbe un peso rilevante e predominante la gente di colore, ma Michael Zager rappresenta uno dei pochi artisti bianchi fondamentali per l’evoluzione e la diffusione del fenomeno. Geniale arrangiatore ed intelaiatore di trame sonore, ebbe il momento di massimo splendore nel corso la stagione 1977-78, quando la sua irripetibile “Let's All Chant” rimbalzava dalle pareti delle discoteche di mezzo mondo. Coinvolgente e melodico, con un efficace break centrale in stile cameristico, “Let's All Chant” divenne un successo internazionale e rimane una delle incisioni che definiscono istantaneamente i contrassegni salienti l'era disco. Il succitato pezzo fu anche il punto più alto, almeno in termini mercantili, della versatile carriera del produttore, arrangiatore, pianista e autore Michael Zager. Nato a Passaic, New Jersey, nel 1943, Zager era cresciuto ascoltando i grandi del jazz come Miles Davis, Oscar Peterson e Maynard Ferguson. Laureato all'universita di Miami con un diploma in comunicazioni, conseguì un attestato al Mannes College of Music, dopo avere studiato per due anni sotto la guida del leggendario compositore di Broadway, Stephen Sondheim. Con Aram Schefrin, il suo migliore amico al college, nel 1968, diede vita a un gruppo pop influenzato dal jazz, chiamato Ten Wheel Drive. La band, formata da dieci elementi, eseguì un oratorio con testi di Schefrin alla Carnegie Hall con la American Symphony Orchestra, diventando veri precursori dei Blood Sweat and Tears e dei Chicago per la miscela di rock e jazz che proponevano. Il gruppo incise in tutto quattro album (tre con la Polydor e uno con la Capitol) con Zager alle tastiere, Schefrin alla chitarra e la voce di Genya Ravan. Dopo cinque anni in giro per gli Stati Uniti, i Ten Wheel Drive persero per strada, la Ravan, che si dedicò a una carriera solista con la Capitol Records, sempre prodotta dai due vecchi compagni di band (Ann E. Sutton la rimpiazzò negli ultimi due album della band). Dopo di che, Schefrin, che ne aveva abbastanza della vita on the road, lasciò il mondo della musica per dedicarsi alla carriera di avvocato. Zager, in cerca di un nuovo partner, si associò con Jerry Love, in precedenza capo della sezione A&R della A&M Records, fondando una compagnia, la Love Zager Productions, con sede a New York. I due, dopo aver firmato con la Bang Records, diedero alle stampe il primo frutto della loro collaborazione, l'album della “Love Child's Afro Cuban Blues Band” “Out Among 'Em”, che includeva i brani “Honeybee”, “Bang Bang”, “Life and Death in G&A”, “Black Skin Blue Eyed Boys” e “Jerry's Theme”. La Love Child's Afro Cuban Blues Band andò avanti realizzando altri due album: “SpanDisco” che conteneva “Oye Como Va”, “Speak up Mambo” e il medley “Spanish Harlem/Dancin To SpanDisco” e “Rhythm of Life”, coi brani “Black Widow Woman”, “Baila” e “The Moon Is The Daughter of The Devil” In seguito, i due produttori formarono la Michael Zager's Moon Band, il cui debutto fu “Do It with Feeling”, nel 1976, col cantante Robert "Peabo" Bryson per il quale Zager scrisse gli arrangiamenti anche per il debutto da solista. Verso il 1978, il nome del gruppo era stato accorciato in Michael Zager Band e i due avevano firmato un contratto con l'etichetta Private Stock (la stessa che aveva lanciato A Fifth of Beethoven di Walter Murphy and the Big Apple Band), in vista di un prossimo album che avrebbe avuto orientamento disco. Vide cosi la luce “Let's All Chant”, con Zager e il coautore della canzone, Alvin Fields, che spartivano le parti vocali soliste con i turnisti Dollette McDonald e Billy Baker. La leggenda vuole che Jerry Love, habituè dello Studio 54, avesse notato che i ballerini, volteggiando per la pista affollata, cantavano continuamente un ritmico "Ooh, Ooh!", qualunque fosse il brano che rimbombava fuori dagli altoparlanti, per il solo gusto di accentuate la propria partecipazione alla serata. Quando il giorno seguente Love descrisse la scena al socio, suggerendogli di scrivere una canzone con la quale cavalcare quella moda, Zager si dimostrò piuttosto scettico. Scrisse comunque il pezzo insieme a Fields e lo registro presso i Secret Sound Studios di New York, accoppiandolo all'effervescente e brioso “Love Express”, che doveva fungere da facciata B. Nessuno si poteva aspettare lo stupefacente impatto che “Let's All Chant” avrebbe avuto sulle piste da ballo e sulle classifiche di tutto il mondo. Se Zager era sbalordito, la Private Stock era entusiasta: un successo enorme da cui partire per costruire il primo album disco della band. Per accompagnare i due brani gia registrati, Zager torno in studio e con gli stessi musicisti e cantanti confeziono un omaggio-disco al suo musicista jazz preferito, Dave Brubeck. L'autore di "Take Five" aveva in passato inciso un album di variazioni jazz su temi tratti dai cartoni animati di Walt Disney. Zager fece la stessa cosa, in versione disco. Ne risultò “Dancin Disney Medley”, che includeva gli intramontabili “Heigh Ho, Whistle While You Work” (da Biancaneve e i Sette Nani), “Give a Little Whistle” e “When You Wish Upon a Star” (da Pinocchio). Mentre anche l'album “Let's All Chant” scalava le classifiche, Zager ampliava il giro d'affari e assumeva incarichi per produrre svariati progetti disco. Per l'attrice porno,, divenuta cantante, Andrea True produsse l'album “White Witch”, che conteneva quel “What's Your Name, What's Your Number” che ottenne un discreto successo in discoteca sotto la sigla Andrea True Connection. Successivamente supervisionò il ritorno alla musica pop di Emily "Cissy" Houston. Zager l'aveva incontrata mentre produceva il progetto solista di Genya Ravan e aveva sempre ammirato il suo lavoro come back-vocalist con artisti del calibro di Wilson Pickett, The Drifters, Esther Phillips e Aretha Franklin. La Houston, madre di Whitney e sorella di Thelma (Don't Leave Me This Way, Love Masterpiece) e Lee Warwick (a sua volta madre di Dionne e Dee Dee Warwick) avevano tra l'altro fatto parte di uno dei più importanti gruppi femminili degli anni Sessanta, le Sweet Inspirations. Insieme a Doris Troy e Judy Clay, reclutate per l'occasione, il gruppo aveva inciso alcune ballate di ispirazione soul, come “When Something Is Wrong with My Baby” (scritto da Isaac Hayes) e la composizione di Gamble e Huff “Gotta Find Me a Brand New Lover, Parts 1 dr 2”. Insieme collaborarono all'album “Warning Ranger” di Cissy Houston, che uscì nel 1978 e che comprendeva il classico “Think It over” (un anno prima che Grace Jones se ne appropriasse, la Houston aveva gia ottenuto il primo successo con “Tomorrow”, tratto dal musical di Broadway Annie). La figlia quattordicenne di Cissy, Whitney, lo stesso anno avrebbe avuto un ruolo fondamentale nell'album della Michael Zager Band che segui Let's All Chant, cantando una parte solista al fianco della madre in “Life's a Party”, la title-track di quello che si sarebbe rivelato un altro sensazionale successo di Zager. “You Don't Know a Good Thing”, altra composizione ricca di melodia del duo Zager/Fields, veniva dopo la title-track sulla facciata A. Ma fu la facciata B, divisa in quattro parti assolutamente indimenticabili, a destare l'interesse degli affezionati. “Love Love Love”, “Still Not over”, “On and on” e “Using You” costituivano una sorta di trattato a puntate sul concetto di matrimonio, con un notevole impatto emozionale a tempo di disco e cantato alla perfezione da Kay Garner, Stephanie De Sykes, Chas Mills e Stevie Lange. Una suite dolce-amara, istruttiva e coinvolgente, tra i capolavori disco di tutti i tempi. Il terzo album della Michael Zager Band, “Zager”, è dell"80. Si avvalse delle voci di Deniece Williams in “Time Heals Every Wound” di Luther Vandross che divide le parti soliste con Alvin Fields in “Don't Sneak Me”. In quel periodo Zager si occupa anche di produrre gli Spinners, Johnny "Guitar" Watson, le Elusions Fontella Bass (Rescue Me) e la M-Zee Band, componendo anche le musiche per alcune colonne sonore: “Gli occhi di Laura Mars” del 1978 (non a caso nel film “Let's All Chant” è usato come sottofondo per una sfilata di moda), “Inside Moves” (1980) e “Venerdl 13, pane terza” (1982). Attivo anche come compositore di musiche per pubblicitò, firma jingles di grande popolarità come quelli per il liquore al malto Schlitz (cantato da Kool and the Gang) e per Bounce (di nuovo con Whitney Houston). “Let's All Chant” è stata solo la punta dell'iceberg Zager. Michael e state uno del “profeti” della disco-music e la sua ambizione dichiarata era usare la musica per far stare bene la gente: riuscì a centrare questo obiettivo persino al di la delle sue più ardite speranze, arrivando a dimostrare effettivamente che "la vita può essere una festa", alla quale tutti parteciparono. Almeno tra il 1977 ed il 1979.

Discografia Consigliata

Let's all Chant, Private Stock 1978
Life's a Party, Columbia 1978
Zager, Columbia 1980


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