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TINA CHARLES
Questa è la bella storia
di un’inglesina con la voce di un usignolo, consegnata agli annali della “disco”
grazie ad un motivetto, “I Love To Love”, che avrebbe fatto cantare e ballare
perfino i Sette Nani di ritorno dal bosco. Tina aveva esordito poco più che
adolescente, nel 1969, partecipando all’incisione, come back-vocalist, di “Good
To Be Alive” un raro singolo di Elton John, ma i lavori in prima persona
arriveranno solo nella prima metà degli anni 70 con gli Airbus, diventati in
seguito 5000 Volts. Come Biancaneve, anche Tina Charles ebbe il suo Principe
Azzurro o, per meglio dire, il suo Pigmalione, tale Biddu, il mago della
disco-music di marca britannica. Dopo aver maturato la propria esperienza negli
ambienti del “Northern-Soul” e lanciato artisti come Carl Douglas (“Kung Fu
Fighting”) e rivitalizzato la carriera di diversi altri personaggi, in
particolare Jimmy James and the Vagabonds (“I’ll Go where the Music Takes Me” e
“Now Is the Time”), Biddu creò la più grande star della disco britannica di
tutti i tempi. Tina Charles, minuscola cantante, dal fisico agile e dalla voce
lancinante, era stata esclusa dai 5000 Volts, per dissidi interni, dopo che il
gruppo aveva piazzato tra i Top 10 il brano “I'm on Fire”. Biddu, dal canto suo
era reduce da un importante successo in discoteca con lo strumentale “Summer of
'42”. L’incontro tra la Charles e Biddu, facilitato da un comune amico, Lee
Vanderbilt, produsse un singolo di pregevole fattura “You Set My Heart on Fire”.
Seppure molto suonato nel circuito delle discoteche inglesi, il brano non
ottenne il consenso del masse ed plauso delle classifiche, ma servì a sondare e
spianare il terreno a quella che sarebbe stata la loro successiva
collaborazione, cui parteciparono anche Geoff Downes ed suo partner di allora,
Trevor Horn (i futuri Buggles di "Video Killed The Radio Star"): “Love to Love (But
My Baby just Loves to Dance)” colpi il bersaglio al primo tiro, decollando a
razzo verso i quartieri alti delle charts e diventanto uno dei più ballati e
conosciuti successi disco di matrice inglese, con infiniti remix e riedizioni di
ogni genere: antologie e compilation commemorative e celebrative dei ‘70s. Il
sodalizio tra la piccola ugola ed il grande produttore di sangue indiano si era
oramai cementato: la voce adamantina della Charles, sostenuta dall’alchimia
sonora di Biddu, continuò ad infiammare le piste da ballo con “Love Me Like a
Lover”, “Dance Little Lady Dance”, “Dr Love”, “Love Bug”, “Sweets for My Sweet”
e la sua particolare versione di “I’ll Go where the Music Takes Me” di Jimmy
James e “Fallin' In Love In Summertime (is Dynomite)” di David Christie “Disco
Love” e “Halfway to Paradise” portarono la formula di Biddu verso un certo
logorio, anche se 1'impatto delle parti cantate era inconfondibile e Tina sapeva
dare il meglio in ogni brano. Fu infatti soprattutto il suo trattamento della
melodia di “Love to Love” a fare di questo singolo un classico della disco-music
di tutti i tempi, mentre mai nessun’altra cantante è riuscita ad insidiare il
suo titolo di Reginetta della disco inglese.
Discografia Consigliata
1976, I Love to Love
1976, Dance Little Lady
1977, Rendezvous
1977, Heart & Soul
1978, Tina Sings
1980, Just One Smile
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