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  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO: PROFETA DEL NO MIX. David Mancuso non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  SILVER CONVENTION

Per quanti hanno vissuto da adolescenti i primi anni ’70, le Silver Convention incarnano l’icona per antonomasia della primitiva disco-music, questa strana parola composta, che significava tutto e non voleva dire nulla, ma che induceva a tuffarsi in pista, a vincere una tradizionale ritrosia fatta di pudore ed acquistare un senso di libertà fatto di sudore e di innocenti conquiste sessuali. Per i teen-ager, sgangherati e senza troppi gadgets firmati di quel periodo, talvolta adombrato da tentazioni rockettare ed affumicato da anni terribili di piombo e benzina, le Silver Convention, presenti più volte anche nell’italica Hit Parade di luttaziana memoria, rappresentavano una poetica fuga verso il disimpegno, tanto da portare alla mente “il leopardiano passero solitario” o scomodare Catullo in persona col il suo “Passero di Lesbia”. Si proprio quelle tre eleganti signore americane, vestite di lustrini, che con “Fly Robin Fly” invitavano un pettirosso a volare, avevano ingannato tutti. Americane, un corno! Artisticamente parlando, le Silvers non avevano nulla di statunitense, ma sul loro passaporto discografico, c’era un bel visto della Germania, primo esportatore al mondo, in quei giorni, di “disco-music” americana taroccata. Patria putativa di superstar come Donna Summer e Giorgio Moroder, Monaco negli anni settanta fu anche un’inarrestabile fucina di stelle e stelline della “disco” pronte a scalare le classifiche di tutto il mondo. Il produttore tedesco Micheal Kunze e I'arrangiatore-compositore Sylvester Levay furono i creatori, nel 1974, del progetto Silver Convention, (come buona parte dei prodotti euuro-disco, studiati a tavolino e creati in “laboratorio”) ensamble, sotto il cui nome si celavano inizialmente solo anonime coriste catturate da piccoli studi di registrazione per dare a rotazione voce a svariati pezzi strumentali con velleità discotecare composti dal duo. Tra questi, il più accattivante, “Save Me”, venne pubblicato come singolo dall'etichetta Jupiter Records. Il successo è immediato, complice anche una fortissima domanda di prodotti destinati alle proliferanti discoteche, rispetto all’oerta ancora modesta. Nel 1975, “Save Me” scala quasi tutte le classifiche in Europa e negli States, divenendo uno dei successi più ballati nelle discoteche. A grande richiesta, i due produttori assemblano, in tempi rapidissimi, un intero album intitolato sempre “Save me” in onore del fortunato 45 giri d'esordio. Entrato nella Top 200 di Billboard, nel 1975, il disco sale rapidamente al decimo posto, conquistando il disco d'oro ed raggiungendo un N.1 da un milione di copie nella sola in Germania Ovest. Ancora meglio si comportò il singolo estratto, “Fly Robin Fly”, sull’onda lunga del precedente successo, diventa disco di platino, appollaiandosi comodamente sulla cima delle charts USA: N.1, per ben 3 settimane. Il 45 giri tocca i vertici di tutte le classifiche mondiali, Italia compresa, ricevendo il plauso unanime di DJs e ballerini.. Si narra che l’enorme successo delle Silver Convention sia cominciato, come in una fiaba, con un "coniglio" trasformato in "pettirosso": “Run Rabbit Run” avrebbe dovuto essere in origine il titolo di “Fly Robin Fly”, che Michael Kunze, allertato dall’esistenza di uno precedente musicale inglese cosi denominato, dovette immediatamente sostituire. In considerazione dell'enorme successo raggiunto, i due produttori decidono di dare un volto ufficiale ed un’immagine accattivante alle voci del progetto Silver Convention, scritturando tre vocalist di bell’aspetto, già sotto contratto per la Jupiter Records: Ramona Wolf, Linda G, Thompson e Penny Me Lean. Al loro corredo vocale vennero affidate le sorti il nuovo album “Silver Convention” che, pubblicato nel 1976, regalò alle piste da ballo un’altra memorabile smash-hit “Get Up and Boogie (That's Right)”, consegnata di diritto agli annali della “disco”. Un altro milione di copie in terra germanica e, saldamente, nella top 10 di quasi tutti i paesi del vecchio continente, al di qua della cortina di ferro, il singolo lambisce il N.1 in USA, trascinando l'intero LP al top delle vendite ovunque. L'euro-disco, irresistibile mistura di lussureggianti orchestrazioni sinfoneggianti stile Philadelphia Sound, accompagnato da accattivanti intrecci vocali femminili, impiantati su un ipnotico tappeto sonoro di sintetizzatori e rudimentali computer-machines, fu la formula vincente di tale successo. Raggiunto però l'apice della popolarità, la carriera delle Silver Convention subì, in poco temp,o un inesorabile crollo: alla fine del 1975, Penny McLean registra un album da solista, “Lady Bump”, il cui omonimo singolo diventa un cult da discoteca (N.4 in Italia). Anche Linda Thompson tentò l’assolo, tra il 1975 e il 1976, con un brano in proprio, “Ooh, What a Night”, ma con meno fortuna della collega.. L'erronea scelta del successivo singolo, “No, No Joe”, tratto dal secondo album, l'ulteriore cambio di formazione (Rhonda Heath e Zenda Jacks al posto della Thompson e della McLean) e la concorrenza spietata di continui nuovi idoli da “mangiaballa” (anche le sonorità si stavano evolvendo) segnarono l'inizio della parabola discendente del trio. Per stare al passo con i tempi, addirittura, tentarono una svolta funky con LP ”Madhouse”, ma neppure il buon piazzamento del pezzo stile Abba, “Telegram” all'Eurovision Festival del 1977, riuscirono a risollevare le deludenti vendite del successivi album “Golden Girls” e “Love in a Sleeper”. Nel 1978, il trio diede, prematuramente, il definivo addio al mondo della musica, proprio mentre la “disco”, trascinata dalla febbre sabatina, stava toccando l’apice dell’affermazione mondiale.


Discografia Consigliata

SAVE ME (1975, Durium)
SILVER CONVENTION (1976, Durium)
MADHOUSE (1976, Durium)
GOLDEN GIRLS (1977, Durium)

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