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  REGGAE: L'ALTRA FACCIA SCURA DEL BALLO. Nella seconda metà degli anni ’70, con l’esplosione mondiale della “disco-music”, cominciano a far capolino tra le scalette dei DJs da discoteca, anche i successi reggae...

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 R&B E DINTORNI:  Nel variegato e frastagliato universo della discografia mondiale degli ultimi anni si assiste ad una tendenza, ossia il voler inglobare all’interno di una stessa “definizione” artisti, produttori, musicisti e bands, che pur con talune similitudini, hanno differenti caratteristiche e propositi e non solo per esigenza di catalogo...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  SALSOUL ORCHESTRA

Da una dichiarazione autografa di Kenneth Gamble e Leon Huff, massimi dirigenti della Philadelphia International, si ricava che Vincent Montana Jr. non fosse un musicista in grado di creare, ma soprattutto di eseguire: al Sigma Sound Studios di Philadelphia difficilmente gli venivano affidati degli incarichi direttivi per lo sviluppo di un progetto – sempre a detta di Gamble & Huff – a causa di una certa inaffidabilità creativa e carenza compositiva. Montana, eccellente suonatore di vibrafono su partiture altrui, aveva il vizio di girare troppo intorno alle cose e divagare facilmente, naufragando verso commistioni musicali, talvolta pacchiane, allontanandosi dallo tipico stile Philly Sound, caratterizzato da un’eleganza formale e da una calibrata ricchezza di arrangiamenti, mai eccessiva. Intorno al 1975, nel quartiere ispanico di New York, un nuovo sound urbano, imperniato su un martellante ritmo salsa, cadenze funk e sezioni di ottoni taglienti e sincopate, era emerso, lanciando l’idea per una nuova e importante forza nell'industria della disco-nusic made in USA. Quando la Mericana Records, un'affermata etichetta di musica latina, decise che era giunto il momento di aprire una propria branca dedicata esclusivamente ai prodotti di orientamento disco, Vincent Montana Jr. non si lasciò sfuggire l’occasione, divenendo, grazie all’innata propensione a commissionare stili e sonorità, il deus ex-machina della Salsoul Records. A partire dal 1974, Montana, arrangiatore di scuola jazz, aveva collaborato ai dischi di tutti i campioni del soul di Philadelphia, dagli O’Jays a Harold Melvin & The Blue Notes, passando per gli Spinners. Finanziato dai fratelli Cayre, imprenditori che stavano lavorando alla nascita dell’etichetta Salsoul, Montana realizzò il suo sogno: assemblare una grande orchestra che potesse unire il feeling della disco-music, gli arrangiamenti sontuosi del Philly Sound e i ritmi indiavolati tipici della musica latina. Montana passò interi mesi alla ricerca dei musicisti più adatti allo scopo, reclutandoli persino per le strade di New York, fino a quando la Salsoul Orchestra arrivò a contare nelle proprie fila circa cinquanta musicisti. Sia pure, con il malcelato proposito di prendersi una rivincita sulla dilagante potere della Philadelphia International, Montana vi rimase legato, sfruttandone strutture e collaboratori. Senza i più validi produttori e musicisti del Philly Sound, nonché artefici del progetto Trammps, ossia Norman Harris (chitarra), Earl Young (Batteria) e Ronald Baker (basso), la Salsoul Orchestra sarebbe stata ben poca cosa. Il rapido successo del singolo “The Salsoul Hustle” dimostrò, comunque, che l’intuizione di Montana era azzeccata e che la fusione tra disco e musica latina poteva dare buoni frutti. La Salsoul Orchestra offriva musica dalle complesse orchestrazioni, con nutrite sezioni di archi ed appassionate parti vocali, scimmiottando, in maniera assai grossolana, il Philly Sound e divenendo una vera e propria house band modellata sull'esempio dei MFSB, sovente, formata dagli stessi session-men. Vincent Montana Jr., libero da costrizioni e preso da un impeto di megalomania, scrisse e produsse la maggior parte brani dai più popolari ai più banali, come per esempio “Nice'N'Naasty”, “You're Just The Rìght Size”, “Runaway” e “Chicago Bus Stop (Ooh, I Love It)”. La Salsoul Orchestra realizzò anche autentici brani di culto come “Salsoul 3001” (una versione disco di “Also Sprach Zarathustra” di Richard Strauss), “Tangerine” (un lezioso aggiornamento di un classico di Johnny Mercer), “Street Sense” e persino un medley di brani (sempre in versione disco) tratti dai musical “Violinista Sul Tetto” e “West Side Story”. La creatività ondivaga e stravagante di Montana era puntualmente derisa dai settori più marcatamente funky e dalla sempre più nutrita armata disco di matrice germanica; al contrario la Salsoul Orchestra risultava invece gradita ai più fanatici appassionati della disco strumentale, raggiungendo la propria apoteosi “trash” con degli album superbamente pacchiani, in particolare “Christmas Jollies”, una raccolta classici brani natalizi (“Rudolph The Red-Nosed Reindeer” e “Sileni Night”), con materiale composto appositamente (“Merry Christmas Ali”) e cantato dalla figlia dello stesso Montana, Denise. In tutto questo marasma creativo ed assemblaggio forzato di elementi stridenti, le uniche note positive provenivano dalle eleganti armonie fornite dal trio Carla Benson, Yvette Benton e Barbara Ingram, note collettivamente col nome di Sweethearts Of Sigma (dal nome dei Sigma Sound Studios di Philadelphia): questo trio vocale femminile, insieme ai musicisti sopracitati, rappresentò il cuore e l'anima di molti hits della Salsoul Records. Col tempo il sound dell’orchestra si sbilanciò sempre più verso una disco ripetitiva e tesa ad inseguire un successo a sei cifre, che non arrivò mai, così nell’organico venne inserita la cantante Charo, che ne diventò il volto ufficiale a partire da “Cuchi-Cuchi” del 1977. Gli arrangiamenti si fecero sempre più banali ed, all’inizio degli anni Ottanta, Montana arroccato su un suono molto retrò e sempre più “kitsch”., condusse la sua amata orchestra verso una rapida agonia. Mentre i nuovi ritmi, imposti dall’Eurodisco, la facevano da padrone, l’ultimo album della Salsoul Orchestra fu dato alle stampe nel 1981 senza colpo ferire. E mentre la nave affondava, I musicisti trovarono ingaggi in altre formazioni. Montana, dal canto suo, ha continuato il suo lavoro di arrangiatore fino agli anni Novanta, ma mai ai medesimi livelli di popolarità del periodo Salsoul. I dischi della Salsoul Orchestra, tutti fuori catalogo, nel corso degli anni sono diventati dei veri e propri oggetti “cult” per gli appassionati di vinile, acquistando notevole valore.
 
Discografia Consigliata

1975 THE SALSOUL ORCHESTRA
1976 NICE’N’NAASTY
1976 CHRISTMAS JOLLIES
1977 CUCHI-CUCHI
1977 MAGIC JOURNEY
1978 UP THE YELLOW BRICK ROAD
1978 GREATEST DISCO HITS
1979 STREET SENSE

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