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SALSOUL ORCHESTRA
Da una dichiarazione
autografa di Kenneth Gamble e Leon Huff, massimi dirigenti della Philadelphia
International, si ricava che Vincent Montana Jr. non fosse un musicista in grado
di creare, ma soprattutto di eseguire: al Sigma Sound Studios di Philadelphia
difficilmente gli venivano affidati degli incarichi direttivi per lo sviluppo di
un progetto – sempre a detta di Gamble & Huff – a causa di una certa
inaffidabilità creativa e carenza compositiva. Montana, eccellente suonatore di
vibrafono su partiture altrui, aveva il vizio di girare troppo intorno alle cose
e divagare facilmente, naufragando verso commistioni musicali, talvolta
pacchiane, allontanandosi dallo tipico stile Philly Sound, caratterizzato da
un’eleganza formale e da una calibrata ricchezza di arrangiamenti, mai
eccessiva. Intorno al 1975, nel quartiere ispanico di New York, un nuovo sound
urbano, imperniato su un martellante ritmo salsa, cadenze funk e sezioni di
ottoni taglienti e sincopate, era emerso, lanciando l’idea per una nuova e
importante forza nell'industria della disco-nusic made in USA. Quando la
Mericana Records, un'affermata etichetta di musica latina, decise che era giunto
il momento di aprire una propria branca dedicata esclusivamente ai prodotti di
orientamento disco, Vincent Montana Jr. non si lasciò sfuggire l’occasione,
divenendo, grazie all’innata propensione a commissionare stili e sonorità, il
deus ex-machina della Salsoul Records. A partire dal 1974, Montana, arrangiatore
di scuola jazz, aveva collaborato ai dischi di tutti i campioni del soul di
Philadelphia, dagli O’Jays a Harold Melvin & The Blue Notes, passando per gli
Spinners. Finanziato dai fratelli Cayre, imprenditori che stavano lavorando alla
nascita dell’etichetta Salsoul, Montana realizzò il suo sogno: assemblare una
grande orchestra che potesse unire il feeling della disco-music, gli
arrangiamenti sontuosi del Philly Sound e i ritmi indiavolati tipici della
musica latina. Montana passò interi mesi alla ricerca dei musicisti più adatti
allo scopo, reclutandoli persino per le strade di New York, fino a quando la
Salsoul Orchestra arrivò a contare nelle proprie fila circa cinquanta musicisti.
Sia pure, con il malcelato proposito di prendersi una rivincita sulla dilagante
potere della Philadelphia International, Montana vi rimase legato, sfruttandone
strutture e collaboratori. Senza i più validi produttori e musicisti del Philly
Sound, nonché artefici del progetto Trammps, ossia Norman Harris (chitarra),
Earl Young (Batteria) e Ronald Baker (basso), la Salsoul Orchestra sarebbe stata
ben poca cosa. Il rapido successo del singolo “The Salsoul Hustle” dimostrò,
comunque, che l’intuizione di Montana era azzeccata e che la fusione tra disco e
musica latina poteva dare buoni frutti. La Salsoul Orchestra offriva musica
dalle complesse orchestrazioni, con nutrite sezioni di archi ed appassionate
parti vocali, scimmiottando, in maniera assai grossolana, il Philly Sound e
divenendo una vera e propria house band modellata sull'esempio dei MFSB,
sovente, formata dagli stessi session-men. Vincent Montana Jr., libero da
costrizioni e preso da un impeto di megalomania, scrisse e produsse la maggior
parte brani dai più popolari ai più banali, come per esempio “Nice'N'Naasty”,
“You're Just The Rìght Size”, “Runaway” e “Chicago Bus Stop (Ooh, I Love It)”.
La Salsoul Orchestra realizzò anche autentici brani di culto come “Salsoul 3001”
(una versione disco di “Also Sprach Zarathustra” di Richard Strauss),
“Tangerine” (un lezioso aggiornamento di un classico di Johnny Mercer), “Street
Sense” e persino un medley di brani (sempre in versione disco) tratti dai
musical “Violinista Sul Tetto” e “West Side Story”. La creatività ondivaga e
stravagante di Montana era puntualmente derisa dai settori più marcatamente
funky e dalla sempre più nutrita armata disco di matrice germanica; al contrario
la Salsoul Orchestra risultava invece gradita ai più fanatici appassionati della
disco strumentale, raggiungendo la propria apoteosi “trash” con degli album
superbamente pacchiani, in particolare “Christmas Jollies”, una raccolta
classici brani natalizi (“Rudolph The Red-Nosed Reindeer” e “Sileni Night”), con
materiale composto appositamente (“Merry Christmas Ali”) e cantato dalla figlia
dello stesso Montana, Denise. In tutto questo marasma creativo ed assemblaggio
forzato di elementi stridenti, le uniche note positive provenivano dalle
eleganti armonie fornite dal trio Carla Benson, Yvette Benton e Barbara Ingram,
note collettivamente col nome di Sweethearts Of Sigma (dal nome dei Sigma Sound
Studios di Philadelphia): questo trio vocale femminile, insieme ai musicisti
sopracitati, rappresentò il cuore e l'anima di molti hits della Salsoul Records.
Col tempo il sound dell’orchestra si sbilanciò sempre più verso una disco
ripetitiva e tesa ad inseguire un successo a sei cifre, che non arrivò mai, così
nell’organico venne inserita la cantante Charo, che ne diventò il volto
ufficiale a partire da “Cuchi-Cuchi” del 1977. Gli arrangiamenti si fecero
sempre più banali ed, all’inizio degli anni Ottanta, Montana arroccato su un
suono molto retrò e sempre più “kitsch”., condusse la sua amata orchestra verso
una rapida agonia. Mentre i nuovi ritmi, imposti dall’Eurodisco, la facevano da
padrone, l’ultimo album della Salsoul Orchestra fu dato alle stampe nel 1981
senza colpo ferire. E mentre la nave affondava, I musicisti trovarono ingaggi in
altre formazioni. Montana, dal canto suo, ha continuato il suo lavoro di
arrangiatore fino agli anni Novanta, ma mai ai medesimi livelli di popolarità
del periodo Salsoul. I dischi della Salsoul Orchestra, tutti fuori catalogo, nel
corso degli anni sono diventati dei veri e propri oggetti “cult” per gli
appassionati di vinile, acquistando notevole valore.
Discografia Consigliata
1975 THE SALSOUL
ORCHESTRA
1976 NICE’N’NAASTY
1976 CHRISTMAS JOLLIES
1977 CUCHI-CUCHI
1977 MAGIC JOURNEY
1978 UP THE YELLOW BRICK ROAD
1978 GREATEST DISCO HITS
1979 STREET SENSE
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