PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

Continua

  REGGAE: L'ALTRA FACCIA SCURA DEL BALLO. Nella seconda metà degli anni ’70, con l’esplosione mondiale della “disco-music”, cominciano a far capolino tra le scalette dei DJs da discoteca, anche i successi reggae...

Continua

 R&B E DINTORNI:  Nel variegato e frastagliato universo della discografia mondiale degli ultimi anni si assiste ad una tendenza, ossia il voler inglobare all’interno di una stessa “definizione” artisti, produttori, musicisti e bands, che pur con talune similitudini, hanno differenti caratteristiche e propositi e non solo per esigenza di catalogo...

Continua

  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

Continua

  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

 RUFUS THOMAS

Rufus Thomas è stato forse il più longevo degli artisti della grande epopea “soul”, non che vi sia un tempo specifico per vivere o per morire (molti se ne sono andati anzitempo, basti pensare al Joe Tex passato a miglior vita a soli 49 anni), ma il grande Rufus si è spento all’età di 84 anni nel 2004, lasciando, comunque, un vuoto incolmabile. Artisti di tale caratura sono una “fauna” in via d’estinzione, in un momento in cui i derivati dell’R’N’B troppo sbiancati e diluiti dal pop di facile consumo, appaiono come il frutto del taglia, copia ed incolla tipico del Hip-Hop milionario e di maniera, incapace di catalizzare un minimo di “impegno sociale” o di tentare la strada dell’innovazione. La sua carriera, non mai raggiunto vette elevatissime di notorietà e di successo, ma per gli appassionati di “black-music” a 360 gradi, egli rimane un personaggio-cult, assai omaggiato e venerato, in particolare, la sua musica, impostata su una mistura di soul-funk graffiante ed ironico, a partire dalla fine degli anni ’60 divenne una sorta di apripista per la musica soul-dance che presto comincerà ad alimentare il sacro fuoco del ballo nelle nascenti discoteche dei primi anni ’70, preparando il terreno alla disco-funk degli anni successivi. Nato nel 1917, cresce nell'ambiente del “vaudeville” e dei “minstrel-show itineranti”: negli anni ’40, poco più che ventenne, comincia a scrivere pezzi blues. Trova lavoro come compositore e contemporaneamente fa il presentatore, l'entertainer e il DJ per una delle più famose stazioni di black music, la WDIA di Memphis, dove ha modo di conoscere B.B. King e Bobby Bland. II suo primo disco risale al al 1949. Due anni dopo, effettua altre incisioni negli studi di Sam Phillips, pubblicate poi dalla Chess. Nel 1953, Thomas ottiene il suo primo hit con “Bear Cat”, sulla falsariga di “Hound Dog” di Big Mama Thornton. Per tutti gli anni ‘50, incide regolarmente, pur senza acuti o picchi di vendita stratosferici Poi nel 1960 la sua carriera trova nuovi stimoli e nuovi orizzonti da esplorare, grazie alla figlia Carla, classe 1942, che lo affianca in fortunati duetti a cominciare da “'Cause I Love You”, per la Satellite (divenuta poi Stax). L'anno seguente Carla ottiene un disco d'oro con “Gee Whiz” e, nel 1963, finalmente, è la volta di Rufus con “Walking The Dog”, famosissimo brano, ripreso fra gli altri anche dai Rolling Stones . Per tutti i '60 padre e figlia si mantengono a buoni livelli di credibilità sulla scena black, da soli o in coppia. Carla, pur essendo artisticamente più limitata, riesce ad ottenere i maggiori consensi di pubblico, grazie soprattutto al prestigioso “King & Queen”, con Otis Redding, e ad alcuni appassionati duetti con William Bell e Johnnie Taylor. Dal canto suo, Rufus, da eclettico ed imprevedibile entertrainer, sa mescolare umorismo e ritmiche irresistibili. Con una buona dose d’intuito capisce che la musica “soul” possiede per sua natura un forte gradiente di “ballabilità”, basta solo caratterizzarlo meglio ed i nuovi templi del divertimento giovanile, ne celebreranno fasti e fortuna: “Do The Funky Chicken”, del 1970, è ancora un brano ballabilissimo e di forte impatto se riproposto in discoteca nel corso di una serata revival .Imperdibili per gli amanti del funk classico, due albums: "Did You Hear Me" e "The Crown Prince Of dance", entrambi del 1973. Dopo la chiusura della Stax, 1'etichetta a cui sono stati fedeli per tutti gli anni ‘60, i Thomas hanno diradano le incisioni, pur continuando a esibirsi a vari livelli con successo. L'inarrestabile Rufus, anche negli '80 e '90, si è proposto come massima ed ineguagliabile attrazioni nei vari festival R'n'B e blues. Nel frattempo altri due rampolli della famiglia, Marvelle e Vaneese, si fanno apprezzare nella scena black, 1'uno come tastierista, 1'altra come cantante. Rufus Thomas si è spento il 15 dicembre 2004 in un ospedale di Memphis. La sua “Do The Funky Chicken” possiede la medesima perforante carica di “Sex Machine” di James Brown e di “I Gotcha” di Joe Tex. Proporre queste tre “gemme” in sequenza, durante una serata anni ’70, potrebbe far esplodere la pista, provocando una contagiosa ed energica sensazione di benessere psico-fisico. Un avvertenza: da non confondere assolutamente con i Rufus (quelli di Chaka Khan).

Discografia Consigliata

WALKING THE DOG (Stax 1963)
MAY I HAVE YOUR TICKET PLEASE (Stax 1969)
DO THE FUNKY CHICKEN (Stax 1970)
DOIN' THE PUSH & PULL, LIVE AT P.J.'S (Stax 1971)
DID YOU HEAR ME? (Stax 1973)
THE CROWN PRINCE OF DANCE (Stax 1973)
BLUES IN THE BASEMENT (Artists Of America 1975)
IF THERE WERE NO MUSIC (AVI 1977)
IAINT GETTING' OLDER, I'M GETTIN' BETTER (AVI 1977)
RUFUS THOMAS (Gusto 1980)
 

Archivio


ALL RIGHTS RESERVED ©2000/2007 ADVNEWS.com