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RUFUS
THOMAS
Rufus Thomas è stato
forse il più longevo degli artisti della grande epopea “soul”, non che vi sia un
tempo specifico per vivere o per morire (molti se ne sono andati anzitempo,
basti pensare al Joe Tex passato a miglior vita a soli 49 anni), ma il grande
Rufus si è spento all’età di 84 anni nel 2004, lasciando, comunque, un vuoto
incolmabile. Artisti di tale caratura sono una “fauna” in via d’estinzione, in
un momento in cui i derivati dell’R’N’B troppo sbiancati e diluiti dal pop di
facile consumo, appaiono come il frutto del taglia, copia ed incolla tipico del
Hip-Hop milionario e di maniera, incapace di catalizzare un minimo di “impegno
sociale” o di tentare la strada dell’innovazione. La sua carriera, non mai
raggiunto vette elevatissime di notorietà e di successo, ma per gli appassionati
di “black-music” a 360 gradi, egli rimane un personaggio-cult, assai omaggiato e
venerato, in particolare, la sua musica, impostata su una mistura di soul-funk
graffiante ed ironico, a partire dalla fine degli anni ’60 divenne una sorta di
apripista per la musica soul-dance che presto comincerà ad alimentare il sacro
fuoco del ballo nelle nascenti discoteche dei primi anni ’70, preparando il
terreno alla disco-funk degli anni successivi. Nato nel 1917, cresce
nell'ambiente del “vaudeville” e dei “minstrel-show itineranti”: negli anni ’40,
poco più che ventenne, comincia a scrivere pezzi blues. Trova lavoro come
compositore e
contemporaneamente fa il presentatore, l'entertainer e il DJ per una delle più
famose stazioni di black music, la WDIA di Memphis, dove ha modo di conoscere
B.B. King e Bobby Bland. II suo primo disco risale al al 1949. Due anni dopo,
effettua altre incisioni negli studi di Sam Phillips, pubblicate poi dalla Chess.
Nel 1953, Thomas ottiene il suo primo hit con “Bear Cat”, sulla falsariga di
“Hound Dog” di Big Mama Thornton. Per tutti gli anni ‘50, incide
regolarmente, pur senza acuti o picchi di vendita stratosferici Poi nel 1960 la
sua carriera trova nuovi stimoli e nuovi orizzonti da esplorare, grazie alla figlia Carla, classe 1942, che lo
affianca in fortunati duetti a cominciare da “'Cause I Love You”, per la
Satellite (divenuta poi Stax). L'anno seguente Carla ottiene un disco d'oro con
“Gee Whiz” e, nel 1963, finalmente, è la volta di Rufus con “Walking The Dog”,
famosissimo brano, ripreso fra gli altri anche dai Rolling Stones . Per tutti i
'60 padre e figlia si mantengono a buoni livelli di credibilità sulla scena
black, da soli o in coppia. Carla, pur essendo artisticamente più limitata,
riesce ad ottenere i maggiori consensi di pubblico, grazie soprattutto al
prestigioso “King & Queen”, con Otis Redding, e ad alcuni appassionati duetti
con William Bell e Johnnie Taylor. Dal canto suo, Rufus, da eclettico ed
imprevedibile entertrainer, sa mescolare umorismo e ritmiche irresistibili. Con
una buona dose d’intuito capisce che la musica “soul” possiede per sua natura un
forte gradiente di “ballabilità”, basta solo caratterizzarlo meglio ed i nuovi
templi del divertimento giovanile, ne celebreranno fasti e fortuna: “Do The
Funky Chicken”, del 1970, è ancora un brano ballabilissimo e di forte impatto se
riproposto in discoteca nel corso di una serata revival .Imperdibili per gli
amanti del funk classico, due albums: "Did You Hear Me" e "The Crown Prince Of
dance", entrambi del 1973. Dopo la chiusura della Stax, 1'etichetta a cui sono stati fedeli per tutti gli anni ‘60, i Thomas hanno
diradano le incisioni, pur continuando a esibirsi a vari livelli con successo.
L'inarrestabile Rufus, anche negli '80 e '90, si è proposto come massima ed
ineguagliabile attrazioni nei vari festival R'n'B e blues. Nel frattempo altri
due rampolli della famiglia, Marvelle e Vaneese, si fanno apprezzare nella scena
black, 1'uno come tastierista, 1'altra come cantante. Rufus Thomas si è spento
il 15 dicembre 2004 in un ospedale di Memphis. La sua “Do The Funky Chicken”
possiede la medesima perforante carica di “Sex Machine” di James Brown e di “I
Gotcha” di Joe Tex. Proporre queste tre “gemme” in sequenza, durante una serata
anni ’70, potrebbe far esplodere la pista, provocando una contagiosa ed energica
sensazione di benessere psico-fisico. Un avvertenza: da non confondere
assolutamente con i Rufus (quelli di Chaka Khan).
Discografia Consigliata
WALKING THE DOG (Stax
1963)
MAY I HAVE YOUR TICKET PLEASE (Stax 1969)
DO THE FUNKY CHICKEN (Stax 1970)
DOIN' THE PUSH & PULL, LIVE AT P.J.'S (Stax 1971)
DID YOU HEAR ME? (Stax 1973)
THE CROWN PRINCE OF DANCE (Stax 1973)
BLUES IN THE BASEMENT (Artists Of America 1975)
IF THERE WERE NO MUSIC (AVI 1977)
IAINT GETTING' OLDER, I'M GETTIN' BETTER (AVI 1977)
RUFUS THOMAS (Gusto 1980)
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