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PETER
JAQUES BAND
Il 1979, cominciarono a
circolare in discoteca, soprattutto nell’etere radiofonico, all’epoca in perenne
divenire, alcune produzioni italiane, o, comunque realizzate in studios
nostrani, da artisti di varia estrazione e non sempre di nazionalità
italiana. In quell’anno, uno dei pezzi più eclatanti fu “Walking on music” della
Peter Jaques Band. Dopo qualche tempo, arrivò anche l’album “Fire Night Dance”,
contenente, oltre al gia citato singolo d’apertura in una versione più estesa,
altre tre tracce di notevole durata, ma di non eccelsa qualità. La lunghezza dei
brani, soprattutto in Europa, cominciava ad essere una pratica molto diffusa, ma
all’epoca sembrò a tutti gli addetti ai lavori, almeno per un prodotto concepito
sul suolo italico, un elemento alquanto innovativo e “coraggioso”. Le radio, in
particolare oltreoceano, non erano disposte a passare brani più lunghi di
quattro minuti. Molti cominciarono ad interrogarsi, su chi potesse celarsi
dietro quel marchio. In realtà, il nome Peter Jaques Band rappresentava
espressione una “ghost band”. Con questo termine s’intendeva un progetto
discografico interamente realizzato in studio e poi veicolato, dal punto di
vista dell’immagine, da artisti di facciata, non necessariamente cantanti o
musicisti. In realtà, inizialmente si basava tutto sulla figura di una artista
di colore, Jaques Fred Petrus, il quale aveva composto e realizzato i quattro
brani contenuti nell’album, cercato le foto “fittizie” per la copertina” ed
assunto del personale “intercambiabile per il tour, tra cui l’americano Mic
Murphy, proveniente dagli ambienti Funk, il quale, in un secondo tempo,
diventerà il suo tramite per il tentato e poco riuscito lancio negli USA. Il
disco piacque molto agli addetti ai lavori, ai DJs, fu molto programmato in
radio e suonato in discoteca, ma in termini commerciali non ebbe un grosso
responso. Quattro canzoni per un album erano considerate poche e gli stessi
brani risentivano, a parte “Walking on Music”, ancora passata nelle serate
revival, di un certo stereotipo di “euro-disco tardo-travoltina” con troppe
orchestrazioni, falsetti e luoghi comuni tipici della “disco-music declinante”.
In quel periodo la facevano da padrone, Earth, Wind & Fire, Chic, Ray Parker &
The Raydio, Kool and The Gang, mentre si affacciavano all’orizzonte gruppi come
I Delegation. Le battute al minuto diminuivano, la tecnologia si evolveva e la
“disco” ricominciava, all’alba degli ’80, a riacquistare quel vecchio sapore
R&B. Perfino il “munich-sound” di scuola germanica cominciava ad avere il fiato
corto. Alla confezione di “Fire Night Dance” avevano, comunque, partecipato
l’arrangiatore-compositore Mauro Malavasi, insieme al co-arrangiatore Paolo
Gianolio, al musicista Rudy Travisi ed al tecnico del suono, molto esperto,
Maurizio Bianconi. L’esperienza precedente, con il progetto Macho “I’m A Man”,
che riproponeva una cover dello Spencer Davis Group, in versione tecno-funk, si
era mostrata assai più interessante e lucrativa. Anche l’operazione Revanche,
firmata sempre dalla ditta Malavasi-Petrus, di cui rimane traccia e memoria,
solo tra gli archivi mentali dei cultori dell’italo-disco, dei DJs più attempati
e dei collezionisti di vinile, si mostrò molto più redditizia sia in termini
“mercantili” che artistici. I Revanche, furono editati dalla Goody Music con un
mini LP dal titolo “Music Man”, il quale riproponeva, musicalmente parlando, un
stile assai vicino ai Village People. Altre loro produzioni, come Change e B.B.&Q.
Band, si mostrarono più in linea con il sound che andava profilandosi in quel
periodo, soprattutto l'uso delle chitarre ed il gioco basso-percussioni fu
decisamente influenzato dallo stile Chic. Il secondo album, della Peter Jaques
Band “Welcome Back” segna un a passo in avanti nell’evoluzione artistica del
progetto: in primis contiene sei tracce, il sound si mostra più moderno, almeno
contemporaneo alle ultime tendenze, e la band prova a diventare una “band” vera
e propria con arrivo di alcuni cantanti americani: Jacob Wheeler (lead vocals),
Dianne Washington, Sandi Bass e Von Gretchen Shepard, tutti, ad eccezione di
Sandi Bass, originari di Chicago.. Nel 1985, usci un'ultimo disco, "Dancing in
The Street", ma qui, anche i più attenti, credo che abbiano un vuoto di memoria.
Molte le apparizioni televisive, però la Peter Jaques Band non poté mai
dimostrare di essere una vera live-band in grado di riproporre dal vivo i pezzi
con la medesima qualità di studio. Questo, comunque, è un dettaglio
trascurabile. Forse , per la disco-music, tale requisito non era
richiesto. Jaques Fred Petrus è morto assassinato nella sua villa di Guadeloupe,
nel 1986, all'età di 47 anni.
Discografia Cosnigliata
Fire Night Dance -1979 – Goofy Music
Welcome Back – 1980 – Goody Music
Dancing in The Street -1985 -Goody Music
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