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  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO: PROFETA DEL NO MIX. David Mancuso non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  TEDDY PENDERGRASS

All’inizio degli anni '70, all’interno del variegato universo della musica nera, particolarmente nel mondo dell’R&B, si assiste ad un mutamento epocale Prendono piede gli arrangiamenti orchestrali e le atmosfere si fanno più suadenti e leggere, pur conservando, in taluni casi, le istanze di “protesta sociale” della gente di colore. Tutto ciò rifletteva, probabilmente, un benessere sconosciuto nei decenni precedenti ed una libertà di espressione, prima impossibile. Mentre il rhythm'n'blues veniva in parte soppiantato dal “funk”, a Los Angeles nasceva la “20th Century” di Barry White, a Miami, con “TK Records”, esplodevano Timmy Thomas, George McCrae e K.C. & The Sunshine Band, a Filadelfia gruppi come gli O' Jays, i MFSB (Mother Father Sister and Brother) e solisti come Teddy Pendergrass e Billy Paul legittimavano la nascita di un vero movimento il “Philly Sound”. Proprio nella città di Filadelfia, Gamble e Huff, già all’opera fin dalla metà degli anni '60, avevano iniziato a sperimentare le soluzioni sonore che, dieci anni dopo, sarebbero state alla base del cosiddetto Philly Sound. Soprattutto il loro lavoro in studio con Jerry Butler (co-fondatore assieme a Curtis Mayfield degli Impressions) portò alla definizione di alcuni precisi moduli espressivi: un uso dell'orchestra, sposata perfettamente alla ritmica, arrangiamenti sofisticati con tendenza al sinfonico, morbida e felpata dinamica ed una melodia accattivante, caratterizzavano quei primi prodotti come avrebbero dato un segno distintivo, poi, a quelli degli O' Jays o del MFSB. I nomi di punta della Philadelphia International erano Billy Paul e Teddy Pendergrass come solisti, e formazioni semplici o composite come gli O'Jays, le Three Degrees e i Blue Notes di Harold Melvin. In particolare, Theodore DeReese Pendergrass, detto Teddy, classe 1950, si segnalò, dapprima, come cantante dei Blue Notes. La sua voce calda e graffiante nella morbida “If yuo don’t me by now” (ripresa, in seguito, dai Simply Red), ha prodotto brividi lungo la schiena a sterminate generazioni di innamorati. Teddy comincia giovanissimo ad esibirsi agli angoli delle strade della sua città, Filadelfia, eseguendo “doo wop tunes”, dopo essere stato avviato dei genitori al canto “gospel” in chiesa. Finiti gli studi, presso la “The old Thomas Edison High School for Boys”, il giovane Theodore decide di dedicarsi completamente alla musica ed girare il mondo con varie band, alcune delle quali rifacevano il verso a James Brown, la sua voce forte e possente, ne riproduceva un clone perfetto. Dopo aver suonato la batteria nel gruppo del Cadillacs, entra nell’organico dei Blue Notes di Harold Malvin, divenendo uno dei principali alfieri del “Philly Sound”. Una lunga catena di successi, inanellati uno a breve distanza dall’altro, segneranno la prima parte della sua carriera. Già ricco e famoso, nel 1977, Teddy Pendergrass da alle stampe il suo primo LP come solista.. E’ il momento di massima espressione della “disco-soul-funk” e la musica da discoteca viene prodotta al 90% da gente di colore di colore, il “Philly Sound” ed altri stili derivati dall’R&B, stanno contagiando anche i bei nome del pop-rock mondiale, così Teddy non ha difficoltà ad affermarsi nelle classifiche di mezzo mondo. L’anno successivo inizia un momento d’oro. Il 1978, con l’uscita di “Life Is a Song Worth Singing”, considerato uno dei dischi più belli dell’intera storia della black-music, egli si riconferma interprete sopraffino, capace di spaziare dalla ballata romantica al funk incandescente. Tra le gemme dell’album sono da segnalare “Only You” e l’insuperabile “Get Up Get Down Get Funk Get Loose”, piccolo capolavoro di disco-funk. In realtà, Teddy Pendergass, partendo dal Philly Sound, aveva dato il via a quella specie di cross-over musicale, tra la musica da discoteca più commerciale e di facile “digestione” ed il puro funk di marca R&B. Il 1979, esce l’album “Teddy”, dove canzoni zuccherose si alternano ad alcuni pezzi “ballabili”, le ritmiche diventano più asciutte, gli arrangiamenti meno orchestrati e la distanza dal vecchio stile si casa Philadelphia si accentua notevolmente. L’evoluzione era in atto, Ne è una conferma l’album “TP” del 1980, dove il funk si apre ad altre contaminazioni, qualche tentazione rock cominciava a farsi strada tra i solchi di quel disco, che, comunque, conclude un’altra fase importante della sua carriera. Gli anni ottanta lo confermano ancora come uno dei capisaldi della scuderia Philadelphia, almeno fino al 1983: dopo altri tre album di pregevole fattura, il sodalizio con la casa madre del Philly Sound s’interrompe. Il divorzio coincide anche con un brutto incidente automobilistico, avvenuto nel marzo del 1982 durante un tour in Germania, a causa del quale Pendergrass rischia di rimanere paralizzato. Dopo un periodo di inattività ed un contratto con la Asylum, pubblica altri due album che, però, non incontrano i favori dei precedenti. Il 1988, il rilancio internazionale ed una nomination al Grammy, sono decretati da “Joy”, un altro capitolo importante per la black-music di tutti i tempi. La title-track “Joy” per eleganza formale ed interpretazione può, tranquillamente, essere accomunata a “Sexual Healing” di Marvin Gaye e “Nightshift” dei Commodores”.  Nel 2006, Teddy, da una stazione radio di New York, ha annunciato il proprio ritiro dalle scene.


Discografia Cosnigliata

Teddy Pendergrass (Philadelphia International 1977)
Life Is A Song Worth Singing (Philadelphia International 1978)
Teddy (Philadelphia International 1979)
TP (Philadelphia International 1980)
It's Time For Love (Philadelphia International 1981)
This One's For You (Philadelphia International 1982)
Heaven Only Knows (Philadelphia International 1983)
Love Language (Asylum 1984)
Workin' It Back (Asylum 1985)
Joy (Elektra 1988)
Truly Blessed (Elektra 1991)

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