PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  REGGAE: L'ALTRA FACCIA SCURA DEL BALLO. Nella seconda metà degli anni ’70, con l’esplosione mondiale della “disco-music”, cominciano a far capolino tra le scalette dei DJs da discoteca, anche i successi reggae...

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 R&B E DINTORNI:  Nel variegato e frastagliato universo della discografia mondiale degli ultimi anni si assiste ad una tendenza, ossia il voler inglobare all’interno di una stessa “definizione” artisti, produttori, musicisti e bands, che pur con talune similitudini, hanno differenti caratteristiche e propositi e non solo per esigenza di catalogo...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  THE MIKE THEODORE ORCHESTRA

Furono molti gli artisti che in quegli anni, pur provenendo da differenti esperienze ed ambienti musicali, decisero di cavalcare l’onda lunga del dilagante fenomeno “disco”. Mentre New York aveva dato il via alla moda della disco-music orchestrale, suonata da ensamble di una quarantina di elementi almeno. Sul modello vincente di MFSB, Salsoul Orchestra, Love Unlimited Orchestra (per citare solo alcuni nomi di rilievo commerciale) e forti di un gradimento improvviso, le grandi orchestre, disposte a lavorare a pieno regime per le piste da ballo, proliferarono dovunque, finanche in Europa (prima, fra tutte, la Biddu Orchestra in Gran Bretagna). A cavallo tra la prima e la seconda metà degli anni ’70, buona parte del materiale, di cui fruivano i frequentatori delle discoteche, era costituito da lunghe suites strumentali, diluite, qua e la dà, qualche vocalizzo ed imperniate su una sapiente miscela di taglienti accordi funky e trascinanti ritmi caraibici. Il fenomeno raggiunse presto anche la Costa Occidentale degli States, dove il chitarrista-turnista di Detroit Dennis Coffey, musicista di lunga esperienza e collaboratore di Marvin Gaye e Martha Reeves ed il suo "socio in affari" l'arrangiatore Mike Theodore, artefice, nel 1977, di “Devils Gunn” dei C.J. & Co, un successo straripante tanto nei club quanto in classifica, decisero di dare vita ad un progetto che, nel giro di qualche anno, avrebbe lasciato una traccia indelebile nel mondo della disco-music orchestrale. La caratteristica peculiare della Mike Theodore Orchestra erano le introduzioni musicali ricche dì suspense, che evolvevano in drammatici crescendo, fino a raggiungere autentiche vette di eccitazione, come dimostrato dal uno dei pezzi più rappresentativi della loro produzione, l’iniziale title-track dell’album “Cosmic Wind”, del 1977: pesantemente influenzato dalla fantascienza e delle guerre spaziali dilaganti in quel periodo, “Cosmic Wind”, iniziava con un potente e ruggente giro di basso, ripetuto più e più volte, finché delle intriganti voci femminili da brivido, gorgheggiando, avvisavano il mondo dell'approssimarsi di una tempesta spaziale; mentre la puntina continua a scavare tra i microsolchi, l’ascoltatore veniva assalito da strani ed inquietanti accordi di pianoforte, offuscati da effetti sonori a imitazione del sibilo del vento, mentre titanici giri di basso esplodevano come corpi celesti in collisione, addolciti da melodie piroettanti, come lo zucchero filato, attorno ad un parco dei divertimenti; a questo punto, l'intera fantasia galattica raggiungeva il proprio climax con il ritorno delle sibilanti voci femminili, dopo sette minuti stracarichi di tensione e ritmo incessante. Altre tracce, come “The Bull”, “Brazilian Lullaby”, “I Lave The Way You Move” e “Ain't Nothing To It”, contenuti sempre nell'album “Cosmic Wind”, divennero una conferma, assai eloquente, della genialità di Theodore e compagni, relativamente all'arrangiamento e alla produzione di disco-music orchestrale. L’album successivo, datato 1979, “High On Mad Mountain”, in particolare “Wonder Amon”, rastrellarono un uguale consenso nei clubs ed un discreto successo in classifica. Oramai “bello di fama e di ventura” il prode Theodore fece registrare un ulteriore trionfo, cimentandosi nell’arrangiamento e nella produzione, alquanto originale, di “Manhattan Lave Song”, eseguita dal cantante-percussionista King Errison. Il lungo break mediano di questo pezzo, più volte utilizzato come “sample” è divenuto uno standard nel suo genere, caratterizzato da una formidabile prestazione pianistica e da un'autentica tempesta sonora di percussioni latine. Operando infaticabilmente per la Westbound Records, Mike e Dennis produssero i Detroit Emeralds con "Turn On Lady", Caesar Frazier con "Child Of The Wind " ed i Fantastic Four con "I Got To Have Your Love", nonché il secondo lavoro dei C.J. & Co. "Deadeye Dick" foriero dell’accattivante singolo "Big City Sidewalk". Dopo il secondo album sotto le insegne della Mike Theodore Orchestra, seguiranno altre produzioni per conto terzi: Fantastic Four con "Bring Your Own Funk" e Carlis Munro con "Boogie Up, Rock Down" per la Westbound; mentre per TK Records contribuirono alla pubblicazione di “Love Machine” di Tempest Trio. A partire dal 1980, con il declino della disco e dopo il tracollo della Westbound, Mike Theodore ed il suo socio tornarono alle origini con progetti in vari ambiti musicali: da Bill Evans a Bob Scaggs.

Discografia Consigliata

“Cosmic Wind”, 1977
“High On Mad Mountain”, 1979

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