|
GEORGE
Mc CRAE
Una voce di seta, tanto
da riportare alla mente alcuni dei nomi leggendari del soul come Curtis Mayfield
e Marvin Gaye. Un talento naturale: già all'età di sei anni, come molti
artisti di colore, si esibiva in chiesa. Ad onor del vero, George Mc Crae originario di Palm Beach, classe 1944,
sin dagli ’60, si era distinto in coppia con la moglie Gwen nei circuiti soul-R&B,
piazzando nelle classifiche specializzate un manciata di singoli di successo, in
particolare l’accattivante “Lead me on”, il quale procurò alla moglie, ma solo
alla moglie, un contratto con la Columbia. In realtà, la casa discografica
consigliò a George di mettersi da parte: il formato “duo” in quel periodo era
abbastanza logoro, soprattutto tra gli artisti di colore era, quanto mai diffuso
ed inflazionato, il tandem moglie-marito: meglio lavorare su un progetto legato
alla figura Gwen, cantante molto dotata, con l’intento di farne un’importante
soul-singer. Ciò non accadde. Anzi, questa specie di “divorzio artistico
forzato, divenne la fortuna di George Mc Crae, il quale ebbe una breve, ma
intensa carriera, caratterizzandosi tra il 1974 ed il 1979, come uno degli
artisti più importanti della “disco”, di cui è considerato una sorta di
antesignano, un padre-fondatore, divenendo l’alfiere del Miami-Sound con due
singoli e due LP di platino, quattordici dischi d'oro, e svariati riconoscimenti
in tutto il mondo. Fu proprio
in Florida, a Miami, nella città del crogiolo artistico-razziale per eccellenza,
in quella penisola allungata verso il Mar dei Caraibi, a poche miglia dagli
arcipelaghi centro-americani, che George trovò la sua giusta dimensione
artistica. L’incontro con Herry Stone, boss della TK Records e con un giovane
“bianco”, tale Harry Wayne Casey (dei KC & The Sunshine Band) furono
determinanti per l’inizio della sua scalata alle classifiche. Harry Wayne Casey,
insieme all’amico Rick Finch, confezionò per lui uno delle canzoni più belle di
tutti i tempi, “Rock Your Baby” che nel 1974, rimase al numero 1 nelle
classifiche di 83 nazioni, vendendo 52 milioni di copie
in tutto il mondo: anche in Italia, fu un grande successo. La rivistà "Rolling
Stones" consacrò “Rock Your Baby” come come il miglior singolo dell'anno,
mentre la "National Academy of Recording Arts and Science" conferì a George
l'attestato di miglior vocalist R&B. Il 33 giri che ne
seguì, con il titolo omonimo, fu trascinato nelle zone alte delle charts dalla
forza impattante del singolo. “Rock Your Baby”, come LP, va considerato come uno
degli album più riusciti in assoluto, non solo della storia della “disco”, ma
della black-music di tutti i tempi, ne sono una conferma il successivo singolo
estratto “I can't leave you alone” dove , ancora una volta George Mc Crae, con
la sua ugola vellutata, ricama un’ipnotica melodia, sottesa da un tappeto sonoro
a base di funk e calypso, con qualche divagazione reggae.. La splendida “You can
have it all”, ricalca lo stile di “Rock your Baby”, calandosi in quel crogiolo
di suoni meticci, fatti di melodie soul e ritmiche caraibiche; impedibili anche
“Look at you” e “I Get lift”, dove la chitarra si fa più funky, il ritmo più
dinoccolato, tanto da indurre nel ballo, molto in voga in quel periodo: il “bump”.
Con "Diamond Touch", inizia una fitta collaborazione con Gregg Diamond, abile
dance-maker dell'epoca, il quale determina alcune sostanziali modifiche nello
stile morbido e felpato di MC Crae: le canzoni dell'album sono più in linea con
i canoni della "disco" , ma si allontanano dalla tradizione soul-funk e dallo
stile Miami-Sound propriamente detto con gli archi e i corettini "fru-fru"che
prendono il sopravvento sui fiati."Diamond Touch", contiene due piccoli
capolavori di "disco-muisc di alta scuola: "Love in Motion", in puro stile Gregg
Dimond, con ritmiche dai tempi più dilatati e melodie di facile presa. "Givin'
Back The Feeling", invece è un funk-metropolitano, diluito dalla voce solare
dell'interprete e dal piano, quasi "house" suonato da Gregg Diamond in
persona. Notevole l'apporto di alcuni turnisti bianchi, nel conferire al disco
nel suo complesso un taglio vagamente "pop". Gli album successivi furono,
lievemente, inferiori per idee, ma non per capacità interpretative. Ciò è
avvenuto nella vita e nella parabola artistica di tutti i grandi musicisti, dal
rock al jazz; laddove c’è sempre un disco che supera tutti gli altri e, nella
stragrande maggioranza dei casi, è sempre il primo. Tutti i dischi, usciti nel 1975 e nel 1979, confermano,
comunque, Geoge Mc Crae, quale
interprete sopraffino e come uno dei personaggi più rappresentativi del periodo
più bello e creativo della “disco-music”. A partire dalla fine degli anni ’70,
forse un po’ rinunciatario, a parte qualche sporadica uscita o
collaborazione, ha preferito seguire, come organizzatore, la carriera della
moglie Gwen. Negli anni '80, dopo una lunga pausa, ha pubblicato altri due
album, dove la sua grande abilità vocale risulta essere l'unico elemento di
spicco. Per il resto le canzoni risentono delle sonorità di quegli anni e non
hanno nulla a che spartire con il George Mc Crae del decennio precedente.
Da segnalare l'abum "One Step Closer", del 1985, che riportò un discreto
successo in alcuni paesi come l'Olanda, il Canada e l'Inghilterra e la Germania
ed una riedizione di "Rock Your Baby" del 1987.
Discografia Consigliata
Rock your baby (TK) 1974
George McCrae I (TK) 1975
Diamond Touch (TK) 1976
George McCraeII (TK)1977
We Did IT (RCA) 1979
Archivio
|