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LOU RAWLS
Negli ultimi anni della
sua vita, Lou Rawls è stato più volte al centro delle cronache mondane, per le
sue turbolente relazioni amorose con attricette e soubrettine di trenta o
quarant’anni anni più giovani di lui: litigi, richieste di risarcimenti,
denunce, avvocati, storie di ordinaria follia sentimentale di un quasi
settantenne in preda ad una seconda giovinezza. Tali eventi non scalfiscono
minimamente la sua classe di interprete e compositore con oltre sessanta album
all’attivo, capace di passare indenne attraverso l’intera storia della musica
afro-americana, riuscendo trovare in ogni epoca il giusto posizionamento: dal gospel al soul, dalla disco all’esay-listening di gran classe. Un talento
capace, addirittura, d’insidiare l’incontrastato primato di Frank Sinatra,
vincendo un referundum per la miglior voce maschile, indetto della rivista
Downbeat, e solitamente attribuito “The Voice”. Una bella definizione che gli
calza a pennello, è proprio quella de “il Frank Sinatra nero”, vuoi per la sua
vocalità morbida e vellutata, sia per la sua capacità di interpretare
“swinganti” ballate con una naturalezza ed una carica non comuni: tra i tanti
emuli, si potrebbe segnalare anche qualche new-entry come Michael Buble’. Va da
sé che, per un artista eclettico e dotato di un talento in perenne divenire, un
sola definizione sarebbe esigua. Quella di Lou Rawls è stata, ai tempi della
parentesi “Philly-Sound” anche la voce più bella della “disco”. Per gli
smemorati o i distratti, basterebbe un fugace ascolto o riascolto dell’intro
parlata, un accenno di rap-ante-litteram, nell’indimenticabile “Let’s Clean Up
The Ghetto” dei Philadelphia International All Stars, del 1976, considerato uno
dei classici della dance-music di tutti i tempi. Lou Rawls nasce a Chicago, nel
1933. Come buona parte della gente di colore, comincia sin da bambino a
cimentarsi con il gospel, divenendo membro del coro della sua chiesa battista, a
soli sette anni. Qualche tempo più tardi, assieme ad un suo compagno di liceo,
tale Sam Cooke (non uno qualunque), fonda i Teenage Kings of Harmony. Il suo
primo disco, invece, risale al periodo legato ai Chosen Gospel
Singers di Los Angeles. Nel 1955, dopo una breve esperienza con i Pilgrim
Travelers, Rawls riceve la chiamata alle armi. Dopo tre anni di servizio
militare e il grado di sergente sulle spalle, egli può nuovamente riprendere
l’attività musicale. Proprio, durante una tournée con Sam Cooke e i Pilgrim
Travelers, Lou Rawls viene coinvolto in un incidente automobilistico che lo
lascia in fin di vita: l’autista muore, Cooke rimane leggermente ferito e Lou,
durante la corsa all'ospedale, viene, addirittura, dichiarato morto. In realtà,
il cantante era in coma e vi rimase per sei giorni, soffrendo poi di
fortissime perdite di memoria. Ci volle un anno di ricovero, prima di poter
raggiungere la completa guarigione. Il giorno in cui venne dimesso, in maniera
quasi profetica, dichiaro: ”Oggi, cominciò una nuova vita con una nuova anima!”
Da lì a poco, un produttore della Capitol Records, impressionato dalla quella
voce grave e profonda, gli propose un ottimo ingaggio, dopo averlo ascoltato al Pandora's Box Coffee Shop di Los Angeles, dove il
Nostro si esibiva per la
misera cifra di dieci dollari a serata. Firmato il contratto con la Capitol, diede
alle stampe il disco del suo esordio come solista, "I'd Rather Drink Muddy
Water", il primo di una ventina di album che l'artista pubblicò nel decennio
successivo: il più famoso dei dei quali fu "Love Is a Hurtin' Thing" (1966),
disco che gli fruttò due nominations ai Grammy Awards. Nello stesso anno, Lou
Rawls apre il concerto dei Beatles al Crosley Field di Cincinnati. In questo
periodo egli si unisce al novero di quegli artisti che gettarono le
fondamenta per il moderno hip-hop, incidendo dei "monologhi", sorta di pezzi rap
ante-litteram; uno di questi ,"Dead end street", vince, persino, il Grammy Award
per la miglior performance vocale rhythm'n'blues. Dopo un secondo Grammy
ottenuto con "Natural man", Lou Rawls, capisce che nel mondo dell’R&B,
il vento sta cambiando direzione. Senza pensarci due volte, con l'avvento della
disco-music, nel 1975, sposa la causa della Philadelphia International,
dove i produttori e compositori Kenny Gamble e Leon Huff stanno rimodulando il
cosiddetto Philly Sound, al fine di renderlo più adatto alle nuove esigenze del
mercato e delle piste da ballo: nel 1976, egli ottiene il maggior successo della sua carriera con "You'll
Never Find (Another Love Like Mine)" e l'album "All Things in Time", mentre, nel
1977, si aggiudica un terzo Grammy per l'album "Unmistakably Lou". All’attività
di cantante, Lou Rawls soprattutto a partire dagli anni '80, ha associato anche
quella di attore, iniziando con alcune comparsate in sit-comedy, telefilm e
serie televisive, per finire con qualche “cameo” in un film da oscar come "Leaving
Las Vegas" e in "Blues Brothers 2000". Una nota curiosa: Lou rawls è stato anche
doppiatore, fornendo la voce al mitico gatto Garfield. Il suo personale
medagliere si compone di oltre una sessantina di album, uno dei quali ha
raggiunto il platino e cinque il dischi d'oro All’età di 72 anni, le Parche gli
hanno, definitivamente ,reciso il filo della vita, il 6 gennaio 2006 a Los
Angeles, dopo una lunga lotta contro una grave forma di tumore ai polmoni
Discografia Consigliata
Your Good Thing 1969
Close Up Lou Rawls 1969
Bring It On Home 1970
You Make Me So Very Happy 1970
Capitol Double Play 1971
Down Here On The Ground 1971
Natural Man 1971
A Man Of Value 1972
Lou Rawls At Century Plaza 1973
She's Gone 1974
All Things In Time 1976
Unmistakably Lou 1977
When You've Heard Lou, You've Heard It All 1978
Let Me Be Good To You 1979
Sit Down And Talk To Me 1979
Classics 1980
Shades of Blue 1981
Now Is The Time 1981
Close Company 1982
Archivio
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