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  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO: PROFETA DEL NO MIX. David Mancuso non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  PATRICK JUJVET

Patrick Juvet, per alcuni anni, si è caratterizzato come uno dei personaggi di punta di quella che, per collocazione geografica, viene definita “euro-disco”. Il suo funk, sbiadito ed intriso di sonorità caraibiche, ha prodotto alcuni piccoli classici della disco-music, ancora suonati e più volte ripresi nel corso degli anni.  In sintesi, Patrick Juvet è stato un ottimo compositore di canzoni di ogni genere. Egli nasce nell'agosto del 1950 a Montreux in Svizzera, a diciotto anni si iscrive prima al liceo artistico e poi a un corso di piano al conservatorio di Losanna. Nel 1970 si trasferisce in Francia, dove si dedica completamente alla musica e piazza una serie di canzoni molto semplici, "da juke boxes", nelle classifiche di vendita. Con la vincita del suo primo disco d'oro acquista ricchezza e sicurezza, quindi abbandona il genere melenso che aveva contraddistinto la sua iniziale produzione. Nel novembre del 1973, tiene un concerto all'Olympia di Parigi, mettendo in risalto il suo nuovo corso musicale. Il primo vero album si intitola “Chrysalidee” e risale al gennaio '74, registrato a Parigi, Londra e Tolosa rivela i molteplici interessi musicali dell'artista. Verso la fine del '75 realizza “Mort ou vif” registrato nei "Wally Heider Studios" di Los Angeles e missato a Parigi, un LP che non passa inosservato, anche per la presenza di musicisti noti: Klaus Voorman al basso, Jim Gordon alla batteria, Wah Wah Watson alla chitarra e Ernie Watts ai sax. “Paris by night” è il titolo dell'album seguente; registrato nell'aprile del '77 a Los Angeles, rivela il nuovo amore dell'autore: la Disco-Music. Assistito per gli arrangiamenti e la produzione da Jean-Michel Jarre, salito alla ribalta delle cronache musicali per “Oxygène”, realizza un LP di notevole successo, tanto che verrà premiato come il miglior disco europeo dell'anno. L'estratto a 45 giri " Où sont les femmes? " riuscirà con una melodia accattivante e un ritornello del testo facilente memorizzabile ad arrivare ai primi posti delle hit-parades. “Got a Feeling” è il primo album di Patrick Juvet inciso in inglese, scelta che evidenzia le sue "mire " internazionali”. Inciso nel gennaio-febbraio 1978 a New York sotto la direzione di Jacques Morali, un affermato produttore che aveva già portato al successo gruppi del calibro delle Ritchie Family e dei Village People e a cui venne affidata anche la scelta degli strumentisti, caduta poi sul Gipsy Land Group (musicisti di colore regolari accompagnatori dei Village People). Prima d'incidere, Patrick Juvet era stato per un certo periodo a Portorico, gli effetti di questa "vacanza" promossa da Morali si possono avvertire nelle influenze musicali confluite in “I love America”: spesso è il clima “salsa-caraibico” a prendere il sopravvento sul ritmo “disco-funk”. Il singolo, "Got a feeling/Another lonely man", prodotto dagli astuti ed eclettici Belolo e Morali, venne accolto con un certo disinteresse e questo, forse, stava ad indicare l’inizio della parabola discendente. L’album “Lady Night”, nonostante il singolo si arrampicò subito in classifica, confermò l’avvio di questo processo di decadenza. Per inquadrare meglio il personaggio ecco una sua dichiarazione dell’epoca:"Non credo che la pop music stia attraversando un periodo di stasi creativa: i Beaties rimangono dei classici. Credo piuttosto che i giovani dopo aver affrontato, durante il giorno i soliti problemi preferiscano divertirsi, almeno di notte. Secondo me la musica del futuro vivrà del contrasto diretto fra un sound notturno molto ritmato, elettronico e duro e un sound solare molto semplice, acustico e fatto con pochi strumenti. Già oggi si possono vedere chiaramente gli inizi di questo scontro nella divaricazione easy pop/Disco Music. A Los Angeles, dove ho inciso “Paris by night”, ho conosciuto e apprezzato gruppi naturalizzati californiani come Supertramp, Queen e Fieetwood Mac, ma non credo che il mio futuro si muoverà in questa direzione, anzi tenderò sempre di più verso il funky, dietro le orme di gruppi come Commodores o Earth Wind & Fire. Credo di essere una persona che vive in funzione del proprio tempo e che lo riflette, uno che vive nel mondo attuale seguendone il divenire.., per questo preferisco la vita notturna, di giorno generalmente dormo!". Il suo canto del cigno "I love America", più volte “coverizzato” e “rimixato” in epoche recenti, ne ha segnato la consacrazione, ma anche l’inevitabile declino.


Discografia Consigliata

Chrysalide (1974)
Mort ou vif (1976)
Paris by night (1977)
Got a feeling (1978)
Lady night (1979)
Still Alive (1980)

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