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PATRICK
JUJVET
Patrick Juvet, per
alcuni anni, si è caratterizzato come uno dei personaggi di punta di quella che,
per collocazione geografica, viene definita “euro-disco”. Il suo funk, sbiadito
ed intriso di sonorità caraibiche, ha prodotto alcuni piccoli classici della
disco-music, ancora suonati e più volte ripresi nel corso degli anni. In
sintesi, Patrick Juvet è stato un ottimo compositore di canzoni di ogni genere.
Egli nasce nell'agosto del 1950 a Montreux in Svizzera, a diciotto anni si
iscrive prima al liceo artistico e poi a un corso di piano al conservatorio di
Losanna. Nel 1970 si trasferisce in Francia, dove si dedica completamente alla
musica e piazza una serie di canzoni molto semplici, "da juke boxes", nelle
classifiche di vendita. Con la vincita del suo primo disco d'oro acquista
ricchezza e sicurezza, quindi abbandona il genere melenso che aveva
contraddistinto la sua iniziale produzione. Nel novembre del 1973, tiene un
concerto all'Olympia di Parigi, mettendo in risalto il suo nuovo corso musicale.
Il primo vero album si intitola “Chrysalidee” e risale al gennaio '74,
registrato a Parigi, Londra e Tolosa rivela i molteplici interessi musicali
dell'artista. Verso la fine del '75 realizza “Mort ou vif” registrato nei "Wally Heider Studios" di Los Angeles e missato a Parigi, un LP che non passa
inosservato, anche per la presenza di musicisti noti: Klaus Voorman al basso,
Jim Gordon alla batteria, Wah Wah Watson alla chitarra e Ernie Watts ai sax.
“Paris by night” è il titolo dell'album seguente; registrato nell'aprile del '77
a Los Angeles, rivela il nuovo amore dell'autore: la Disco-Music. Assistito per
gli arrangiamenti e la produzione da Jean-Michel Jarre, salito alla ribalta
delle cronache musicali per “Oxygène”, realizza un LP di notevole successo,
tanto che verrà premiato come il miglior disco europeo dell'anno. L'estratto a
45 giri " Où sont les femmes? " riuscirà con una melodia accattivante e un
ritornello del testo facilente memorizzabile ad arrivare ai primi posti delle
hit-parades. “Got a Feeling” è il primo album di Patrick Juvet inciso in
inglese, scelta che evidenzia le sue "mire " internazionali”. Inciso nel
gennaio-febbraio 1978 a New York sotto la direzione di Jacques Morali, un
affermato produttore che aveva già portato al successo gruppi del calibro delle
Ritchie Family e dei Village People e a cui venne affidata anche la scelta degli
strumentisti, caduta poi sul Gipsy Land Group (musicisti di colore regolari
accompagnatori dei Village People). Prima d'incidere, Patrick Juvet era stato
per un certo periodo a Portorico, gli effetti di questa "vacanza" promossa da
Morali si possono avvertire nelle influenze musicali confluite in “I love
America”: spesso è il clima “salsa-caraibico” a prendere il sopravvento sul
ritmo “disco-funk”. Il singolo, "Got a feeling/Another lonely man", prodotto
dagli astuti ed eclettici Belolo e Morali, venne accolto con un certo
disinteresse e questo, forse, stava ad indicare l’inizio della parabola
discendente. L’album “Lady Night”, nonostante il singolo si arrampicò subito in
classifica, confermò l’avvio di questo processo di decadenza. Per inquadrare
meglio il personaggio ecco una sua dichiarazione dell’epoca:"Non credo che la
pop music stia attraversando un periodo di stasi creativa: i Beaties rimangono
dei classici. Credo piuttosto che i giovani dopo aver affrontato, durante il
giorno i soliti problemi preferiscano divertirsi, almeno di notte. Secondo me la
musica del futuro vivrà del contrasto diretto fra un sound notturno molto
ritmato, elettronico e duro e un sound solare molto semplice, acustico e fatto
con pochi strumenti. Già oggi si possono vedere chiaramente gli inizi di questo
scontro nella divaricazione easy pop/Disco Music. A Los Angeles, dove ho inciso
“Paris by night”, ho conosciuto e apprezzato gruppi naturalizzati californiani
come Supertramp, Queen e Fieetwood Mac, ma non credo che il mio futuro si
muoverà in questa direzione, anzi tenderò sempre di più verso il funky, dietro
le orme di gruppi come Commodores o Earth Wind & Fire. Credo di essere una
persona che vive in funzione del proprio tempo e che lo riflette, uno che vive
nel mondo attuale seguendone il divenire.., per questo preferisco la vita
notturna, di giorno generalmente dormo!". Il suo canto del cigno "I love
America", più volte “coverizzato” e “rimixato” in epoche recenti, ne ha segnato
la consacrazione, ma anche l’inevitabile declino.
Discografia Consigliata
Chrysalide (1974)
Mort ou vif (1976)
Paris by night (1977)
Got a feeling (1978)
Lady night (1979)
Still Alive (1980)
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