PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  REGGAE: L'ALTRA FACCIA SCURA DEL BALLO. Nella seconda metà degli anni ’70, con l’esplosione mondiale della “disco-music”, cominciano a far capolino tra le scalette dei DJs da discoteca, anche i successi reggae...

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 R&B E DINTORNI:  Nel variegato e frastagliato universo della discografia mondiale degli ultimi anni si assiste ad una tendenza, ossia il voler inglobare all’interno di una stessa “definizione” artisti, produttori, musicisti e bands, che pur con talune similitudini, hanno differenti caratteristiche e propositi e non solo per esigenza di catalogo...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  HAROLD MELVIN & THE BLU NOTES

Tutti sanno che i primi anni ’70 furono determinanti per evoluzione della black-music. In particolare a far sì che la musica degli afro-americani potesse oltrepassare la barriera dell’indifferenza e della “separazione” dai prodotti tipicamente “bianchi” (eccezione fatta per il jazz e derivati, riservato non al largo consumo, ma a menti più elette, raffinate e competenti) furono “tre scuole di pensiero” dalle quali presero il via tutti le più moderne tendenze in ambito R&B: la Stax di Menphis, propose un modello di “soul-muisc”, più legata alle tematiche sociali, pur incrementando notevolmente il gradiente “danzereccio” di talune produzioni; la Motown di Detroit, avvicinò il soul al pop bianco, curando gli arrangiamenti e le melodie e creando una sorta di easy-listening “nero”; La Philadelphia International, attraverso orchestrazioni sofisticate e ritmiche accattivanti, traghetto il soul direttamente verso le discoteche (a ruota seguiranno anche gli altri). Harold Melvin & The Blue Notes, furono tra i principali alfieri del cosiddetto Philly Sound, la variante del soul sviluppatasi negli anni Settanta nella città di Philadelphia. La storia di Harold Melvin & The Blue Notes inizia da più lontano, attraverso una serie di avvenimenti assai articolati. Prima di entrare in contatto con la Philadelphia International, l’etichetta discografica di Gamble & Huff, essi avevano calcato le assi dei palcoscenici e gli ambienti discografici per almeno una ventina d’anni, con alterne fortune, ma senza mai trovare la quadratura del cerchio: il primo singolo “If You Love Me” è datato addirittura 1956. Il leader del gruppo Harold Melvin , musicista di vaglia ed ottimo compositore, nato nel 1939 e, purtroppo, scomparso nel 1997, ebbe la fortuna d’imbattersi, alla fine degli anni Sessanta, in un giovane di belle speranze, squattrinato, a caccia di fortuna, ma con una voce come poche altre, tale Teddy Pendergrass, allora batterista dei Cadillacs. Il giovane Teddy Pendergrass, pur di sbarcare il lunario, si adattava a fare il batterista, forse non consapevole di possedere un corredo vocale di notevole imponenza: la sua è considerata una delle voci più belle e potenti della storia della black-muisc di tutti tempi. Questa fu la vera intuizione di Harold Malvin. Approfittando della dipartita di John Atkins, Pendergrass divenne vocalist ufficiale dei Blue Notes: quella voce faceva davvero la differenza. Durante un’esibizione in un piccolo lacale, il gruppo venne notato dagli astuti Gamble e Huff, che, fiutato l’affare, lo mise sotto contratto nel 1971. Facevano parte della line-up del gruppo anche Lawrence Brown, Bernard Wilson e Lloyd Parks. Appena un anno dopo, Harold Melvin & The Blue Notes centrarono i primi successi discografici con “I Miss You” e “If You Don’t Know Me By Now” (quest’ultima, negli anni ’80, sarà riportata in auge dai Simply Red). Il segreto del successo del gruppo stava nella perfetta fusione  dello stile vocale sensuale e graffiante di Teddy Pendergrass, le orchestrazioni morbide e gli arrangiamenti sofisticati di Harold Malvin Tra il 1972 e il 1976, la formazione furoreggiò nelle classifiche, contendendo agli O’Jays ill ruolo di protagonisti della primigenia soul-disco. Il talento di Pendergrass era, però, straripante per essere contenuto nell’angusta dimensione del gruppo. In verità, il “fenomeno” era lui, quindi, nel 1976, la separazione fu inevitabile: il cantante restò come solista presso la casa di produzione di  Gamble & Huff, mentre i Blue Notes, privi di cotanto talento, passarono alla ABC. L’assenza di Pendergrass pesò molto sulle sorti dell’album “Reaching For The World”: la voce David Ebo., pur essendo di tutto rispetto, non resse il confronto. Nel “Blue Album” del 1980 spicca la presenza di Sharon Paige, che, già nel 1975, aveva duettato con Pendergrass in “Hope That We Can Be Together Soon”, ma anche in questo caso il successo fu minimo, rispetto ai precedenti clamori. La formazione ha continuato ad esibirsi nei circuiti R&B, fino alla morte di Melvin avvenuta nel 1997. I membri del gruppo, occasionalmente, fanno qualche comparsa, come Harold Melvin’s Blue Notes, soprattutto quale tributo al compianto leader.


Discografia Consigliata

1972 HAROLD MELVIN AND THE BLUE NOTES
1973 BLACK AND BLUE
1975 WAKE UP EVERYBODY
1975 TO BE TRUE
1977 NOW IS THE TIME
1977 REACHING FOR THE WORLD
1980 THE BLUE ALBUM
 

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