PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

Continua

  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

Continua

  DAVID MANCUSO: PROFETA DEL NO MIX. David Mancuso non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

Continua

 

  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

Continua

  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

   EASY GOING

Sul calare degli anni '70 al lavoro del produttore Mauro Malavasi che, insieme al italo-franco-caraibico Jacques Fred Petrus , cominciava a godersi i frutti del progetto legato al DJ Marzio, alias Macho , con "I'am A Man" cover di un brano dello Spencer Davis Group , faceva eco un altro abile produttore, figlio d’arte, Claudio Simonetti, già fautore ed anima dei Goblin, passati alla storia per aver fornito il commento sonoro ai classici film horror di Dario Argento. Correva l’anno di grazia 1978, quando venne dato alle stampe il primo l'album degli Easy Going, progetto nato per volere di Claudio Simonetti con l'apporto non indifferente del dj Paul Micioni che, insieme al fratello Peter, diventerà uno dei principali artefici della disco prodotta in Italia in quegli anni. Da lì a poco, i due  guideranno, per le classifiche di tutto il mondo, l’armata italo-dance con Gazebo, Mike Fracis, Gary Low ed altri. Il gruppo prende il nome dal locale romano di maggior tendenza in quel periodo, la cui pista era assai frequentata da vip, starlettes e personaggi della jet-society. Un ambiente sgargiante ed all’insegna degli eccessi che cercava di rifare il verso alla trasgressiva “Stuio 54” di New York. L’dea degli Easy Going, è giocata sull’ambiguità: la copertina dell’LP non lascia spazio ai dubbi, ma non solo la copertina. L’album esce su etichetta Banana con la produzione discografica di Giancarlo Meo e, secondo una consuetudine che andava allora diffondendosi a macchia d’olio, contiene soltanto quattro lunghi brani. L’esplorazione e la conquista della charts venne affidata al singolo "Baby I Love You" che entra in classifica anche negli USA e in molti altri paesi di lingua inglese, dove, però, non viene passato per radio: non piacciono il testo, la pronuncia e neppure il contenuto. La stessa sorte era capitata ad “I’m a Man” di Macho, ma in quel caso il problema era davvero la pronuncia e. forse, l’accostamento da parte dei vecchi DJs radiofonici, all’interpete originale, il leggendario Steve Winwood (cantante dello Spencer Davis Group e dei Traffic). In realtà, “Baby i love You”, è un “funkettone” ben costruito, con una ritmica trascinante e gli “horrs” che fanno da contrappunto ai cori e alle voci filtrate da un rudimentale vocoder, infittendosi sempre di più fino, al momento culminante del brano, quando un refrain incisivo s’impianta nelle meningi dell’ascoltatore per non andare più via. Non è un caso se “Baby i love you”, a distanza di qualche decennio, viene ancora riproposto in discoteca ed ha avuto, nel corso della sua lunga vita, una miriade di covers e remixes. Lo stesso album contiene anche la splendida "Little Fairy", una morbida ballata stile Commodores-Lionel Richie, uscita sul 45 giri come B-side di “Baby i love you”. Particolarmente interessanti sia la cover in versione dance di "Suzie Q" e "Do It Again" un elegante esempio di disco-italo-funk.. Sempre da un'idea di Claudio Simonetti, nel 1979, viene pubblicata dalla Banana Records "Give Me A Break" ad appannaggio della meteora Vivien Vee che di straniero aveva solo il nome. La particolarità del disco, musicalmente di ottima fattura, è costituita dal vinile rosso, una vera novità per quegli anni.  La produzione viene affidata alle cure di Giancarlo Meo che ne scrive anche i testi. Tra i background vocals c'è da segnalare la presenza di Charlie Cannon e Orlando Johnson. Intanto, dopo il successo internazionale del primo album, gli Easy Gong entrarono nuovamente in studio, stessa squadra, stesso stile, stesso risultato: l’anno seguente, alla fine del 1979, “Fear” riusci a bissare senza fatica il successo del precedente. Oltre alla title-track che spopola in discoteca ed radio, sono da segnalare “I strep you” e la lunga suite “To Simonetti”. A questo punto, il meccanismo comincia ad incepparsi.: due anni dopo esce “Casanova”. Molte cose sono cambiate, nuovi arrivi, qualche dipartita, il disco pur ben confezionato, fa pensare più a “saltennoni” dei Village People di scuola franco-germanica che non al vecchio e robusto funk di stampo americano. Gli easy Going, restano, comunque, un fenomeno di culto fra gli appassionati di disco-italo-funk, i loro vinili, soprattutto se ancora sigillati, raggiungono, presso le varie aste on line, delle cifre ragguardevoli.

Discografia Consigliata

Easy Going - 1978 – Banana
Fear - 1979 – Banana
Casanova – 1982 - Banana

Archivio


ALL RIGHTS RESERVED ©2000/2007 ADVNEWS.com