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EASY
GOING
Sul calare degli anni
'70 al lavoro del produttore Mauro Malavasi che, insieme al
italo-franco-caraibico Jacques Fred Petrus , cominciava a godersi i frutti del
progetto legato al DJ Marzio, alias Macho , con "I'am A Man" cover di un brano
dello Spencer Davis Group , faceva eco un altro abile produttore, figlio d’arte,
Claudio Simonetti, già fautore ed anima dei Goblin, passati alla storia per aver
fornito il commento sonoro ai classici film horror di Dario Argento. Correva
l’anno di grazia 1978, quando venne dato alle stampe il primo l'album degli Easy
Going, progetto nato per volere di Claudio Simonetti con l'apporto non
indifferente del dj Paul Micioni che, insieme al fratello Peter, diventerà uno
dei principali artefici della disco prodotta in Italia in quegli anni. Da lì a
poco, i due guideranno, per le classifiche di tutto il mondo, l’armata italo-dance con
Gazebo, Mike Fracis, Gary Low ed altri. Il gruppo prende il nome dal locale
romano di maggior tendenza in quel periodo, la cui pista era assai frequentata
da vip, starlettes e personaggi della jet-society. Un ambiente sgargiante ed
all’insegna degli eccessi che cercava di rifare il verso alla trasgressiva
“Stuio 54” di New York. L’dea degli Easy Going, è giocata sull’ambiguità: la
copertina dell’LP non lascia spazio ai dubbi, ma non solo la copertina. L’album
esce su etichetta Banana con la produzione discografica di Giancarlo Meo e,
secondo una consuetudine che andava allora diffondendosi a macchia d’olio,
contiene soltanto quattro lunghi brani. L’esplorazione e la conquista della
charts venne affidata al singolo "Baby I Love You" che entra in classifica anche
negli USA e in molti altri paesi di lingua inglese, dove, però, non viene
passato per radio: non piacciono il testo, la pronuncia e neppure il contenuto.
La stessa sorte era capitata ad “I’m a Man” di Macho, ma in quel caso il
problema era davvero la pronuncia e. forse, l’accostamento da parte dei vecchi
DJs radiofonici, all’interpete originale, il leggendario Steve Winwood (cantante
dello Spencer Davis Group e dei Traffic). In realtà, “Baby i love You”, è un
“funkettone” ben costruito, con una ritmica trascinante e gli “horrs” che fanno
da contrappunto ai cori e alle voci filtrate da un rudimentale vocoder,
infittendosi sempre di più fino, al momento culminante del brano, quando un
refrain incisivo s’impianta nelle meningi dell’ascoltatore per non andare più
via. Non è un caso se “Baby i love you”, a distanza di qualche decennio, viene
ancora riproposto in discoteca ed ha avuto, nel corso della sua lunga vita, una
miriade di covers e remixes. Lo stesso album contiene anche la splendida "Little
Fairy", una morbida ballata stile Commodores-Lionel Richie, uscita sul 45 giri
come B-side di “Baby i love you”. Particolarmente interessanti sia la cover in
versione dance di "Suzie Q" e "Do It Again" un elegante esempio di
disco-italo-funk.. Sempre da un'idea di Claudio Simonetti, nel 1979, viene
pubblicata dalla Banana Records "Give Me A Break" ad appannaggio della meteora
Vivien Vee che di straniero aveva solo il nome. La particolarità del disco,
musicalmente di ottima fattura, è costituita dal vinile rosso, una vera novità
per quegli anni. La produzione viene affidata alle cure di Giancarlo Meo che ne
scrive anche i testi. Tra i background vocals c'è da segnalare la presenza di
Charlie Cannon e Orlando Johnson. Intanto, dopo il successo internazionale del
primo album, gli Easy Gong entrarono nuovamente in studio, stessa squadra,
stesso stile, stesso risultato: l’anno seguente, alla fine del 1979, “Fear”
riusci a bissare senza fatica il successo del precedente. Oltre alla title-track
che spopola in discoteca ed radio, sono da segnalare “I strep you” e la lunga
suite “To Simonetti”. A questo punto, il meccanismo comincia ad incepparsi.: due
anni dopo esce “Casanova”. Molte cose sono cambiate, nuovi arrivi, qualche
dipartita, il disco pur ben confezionato, fa pensare più a “saltennoni” dei Village People di scuola franco-germanica che non al vecchio e robusto funk di
stampo americano. Gli easy Going, restano, comunque, un fenomeno di culto fra
gli appassionati di disco-italo-funk, i loro vinili, soprattutto se ancora
sigillati, raggiungono, presso le varie aste on line, delle cifre ragguardevoli.
Discografia Consigliata
Easy Going - 1978 – Banana
Fear - 1979 – Banana
Casanova – 1982 - Banana
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