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DIANA
ROSS
Diana Ross, pur essendo
un'artista completa, capace di spaziare dal pop al soul. dalla dance all'easy-listenig,
ha lasciato ai cultori della Disco-music alcuni gioiellli di eleganza
sopraffina, ancora suonati e ricercati: in primis, "The Boss", più volte
rimixata e passata anche nei locali house di una certa classe ed "up Side
Down", del 1980, realizzata sotto la guida degli Chic. Diana è forse la più grande
autentica DIVA del pop Nero di ogni epoca. Cantante, attrice, showgirl,
personaggio della tv e del musical, scopritrice di talenti (lanciò i Jackson 5,
allora boy band a conduzione familiare da cui emerse Michael Jackson) ma
soprattutto formidabile voce e personalità del soul e del r&b. Fu lei la regina
assoluta della Motown, simbolo di un’epoca e di un costume, oltre che di un
genere musicale che letteralmente spopolò nella seconda meta’ degli anni ’60 e
tutti i ’70. Diana era una donna, per di più Nera, che ce l’ aveva fatta a
sfondare e a diventare personaggio di culto in tutto il mondo, e non in un
genere di nicchia come il jazz, ma in un campo, il pop, in cui la competizione
era esasperata e dove si giocavano i grandi fatturati dello show business.
Proprio nella citta' della Motown e delle automobili, Detroit, Diana Earle
nacque nel 1944. Lì, quando aveva 16 anni e andava alle scuole superiori, formò
il suo primo gruppo vocale, le Primettes, che l'anno dopo, nel 1961, firmò per
l' etichetta di Berry Gordy e cambiò il nome in Supremes. Il successo che
arrivò oltre le previsioni degli stessi produttori, a partire dal 1964 fece
delle Supremes il principale gruppo femminile della storia della musica popolare
di ogni tempo, con album e singoli che raggiunsero le vette delle classifiche
uno dopo l' altro ed in molti casi addirittura contemporaneamente. Non un
semplice successo, si disse, ma una love story del mondo con tre ragazze. Ben
presto Diana Ross cominciò a rivestire un ruolo di preminenza nel trio nato in
regime di parità', vuoi per la voce, vuoi per il look scenico accattivante, e, nel
1967, la ragione sociale cambiò,, per volontà dello stesso boss della Motown, in
Diana Ross & the Supremes. La società duro' fino al 1969 quando Diana pensò di
lasciare il trio e cominciare una carriera da solista. Nel gennaio del '70 Diana
si esibì per l' ultima volta dal vivo con le Supremes. Mutò' il contesto,
dunque, ma non il successo: già' l' anno seguente con Ain't No Mountain High
Enough la Ross era di nuovo prima in classifica. Gordy aveva deciso di seguire
in prima persona la sua carriera. Ne consegui' una sfilza di dischi di successo
come Touch Me in the Morning (1973), Diana Ross (1976). L'impazzare del nuovo
fenomeno "disco", porta la porta a misurasi anche su questo terreno, pur
mantenendo la sua innata classe, escono, dunque, The Boss (1979), Diana
(1980), due pietre miliari della dance più sofisticata, quindi, Why Do Fools Fall in Love (1981), Silk Electric (1982), Swept Away
(1984), Gift of Love (2000). Un aspetto della sua carriera da sottolineare sono
stati i numerosi incontri artistici con colleghi, in omaggio ad una formula che
raramente ha deluso. Vanno ricordati almeno il disco del 1973 con Marvin Gaye e
le collaborazioni con i Bee Gees, Lionel Richie e Michael Jackson La Ross - come
già detto - negli
anni '70/'80 riuscì a riciclarsi nel genere disco aderendo a quell' estetica
musicale ma conservando una sua decisa originalita', anche grazie all' aiuto di
Nile Rodgers e Bernard Edwards degli Chic. Fin qui la cantante. Ma non bastava
ad un personaggio ambizioso e dai molti talenti. Negli anni '70 si rivelò anche
come attrice. Il lavoro piu' importante fu certamente, nel 1972, la sofferta e
tormentata parte di Billie Holiday in 'Lady sings the blues' che le fruttò una
Grammy nomination, oltre a 'Mahogany' e 'The Wiz', che pure la consacrarono
artista versatile e a suo agio in ogni contesto dello show business.
Discografia Consigliata
Diana Ross (1970 - Motown)
Last Time I Saw Him (1973 - Motown)
The Boss (1978 - Motown)
Diana (1980 - Motown)
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