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  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  FRANCIS GRASSO: L'UOMO CHE INVENTO' LA DISCO MUSIC (Il piccolo DJ di sangue italico che inventò il mixing)  ANTEFATTO: Fino ad allora, il campo di battaglia dei più feroci...
 

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  DAVID MANCUSO: PROFETA DEL NO MIX. David Mancuso non è uno consueto. Non lo è mai stato. Per i dj con un po’ di coscienza del proprio mestiere David Mancuso è una specie di figura paterna...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

   DIANA ROSS

Diana Ross, pur essendo un'artista completa, capace di spaziare dal pop al soul. dalla dance all'easy-listenig, ha lasciato ai cultori della Disco-music  alcuni gioiellli di eleganza sopraffina, ancora suonati e ricercati: in primis, "The Boss", più volte rimixata e passata anche nei locali  house di una certa classe ed "up Side Down", del 1980, realizzata sotto la guida degli Chic. Diana è forse la più grande autentica DIVA del pop Nero di ogni epoca. Cantante, attrice, showgirl, personaggio della tv e del musical, scopritrice di talenti (lanciò i Jackson 5, allora boy band a conduzione familiare da cui emerse Michael Jackson) ma soprattutto formidabile voce e personalità del soul e del r&b. Fu lei la regina assoluta della Motown, simbolo di un’epoca e di un costume, oltre che di un genere musicale che letteralmente spopolò nella seconda meta’ degli anni ’60 e tutti i ’70. Diana era una donna, per di più  Nera, che ce l’ aveva fatta a sfondare e a diventare personaggio di culto in tutto il mondo, e non in un genere di nicchia come il jazz, ma in un campo, il pop, in cui la competizione era esasperata e dove si giocavano i grandi fatturati dello show business. Proprio nella citta' della Motown e delle automobili, Detroit, Diana Earle nacque nel 1944. Lì, quando aveva 16 anni e andava alle scuole superiori, formò il suo primo gruppo vocale, le Primettes, che l'anno dopo, nel 1961, firmò per l' etichetta di Berry Gordy e cambiò il nome in Supremes. Il successo che arrivò oltre le previsioni degli stessi produttori, a partire dal 1964 fece delle Supremes il principale gruppo femminile della storia della musica popolare di ogni tempo, con album e singoli che raggiunsero le vette delle classifiche uno dopo l' altro ed in molti casi addirittura contemporaneamente. Non un semplice successo, si disse, ma una love story del mondo con tre ragazze. Ben presto Diana Ross cominciò a rivestire un ruolo di preminenza nel trio nato in regime di parità', vuoi per la voce, vuoi per il look scenico accattivante, e, nel 1967, la ragione sociale cambiò,, per volontà dello stesso boss della Motown, in Diana Ross & the Supremes. La società duro' fino al 1969 quando Diana pensò di lasciare il trio e cominciare una carriera da solista. Nel gennaio del '70 Diana si esibì  per l' ultima volta dal vivo con le Supremes. Mutò' il contesto, dunque, ma non il successo: già' l' anno seguente con Ain't No Mountain High Enough la Ross era di nuovo prima in classifica. Gordy aveva deciso di seguire in prima persona la sua carriera. Ne consegui' una sfilza di dischi di successo come Touch Me in the Morning (1973), Diana Ross (1976). L'impazzare del nuovo fenomeno "disco", porta la porta a misurasi anche su questo terreno, pur mantenendo la sua innata classe, escono, dunque, The Boss (1979), Diana (1980), due pietre miliari della dance più sofisticata, quindi, Why Do Fools Fall in Love (1981), Silk Electric (1982), Swept Away (1984), Gift of Love (2000). Un aspetto della sua carriera da sottolineare sono stati i numerosi incontri artistici con colleghi, in omaggio ad una formula che raramente ha deluso. Vanno ricordati almeno il disco del 1973 con Marvin Gaye e le collaborazioni con i Bee Gees, Lionel Richie e Michael Jackson La Ross - come già detto - negli anni '70/'80 riuscì a riciclarsi nel genere disco aderendo a quell' estetica musicale ma conservando una sua decisa originalita', anche grazie all' aiuto di Nile Rodgers e Bernard Edwards degli Chic. Fin qui la cantante. Ma non bastava ad un personaggio ambizioso e dai molti talenti. Negli anni '70 si rivelò anche come attrice. Il lavoro piu' importante fu certamente, nel 1972, la sofferta e tormentata parte di Billie Holiday in 'Lady sings the blues' che le fruttò una Grammy nomination, oltre a 'Mahogany' e 'The Wiz', che pure la consacrarono artista versatile e a suo agio in ogni contesto dello show business.

Discografia Consigliata

Diana Ross (1970 - Motown)
Last Time I Saw Him (1973 - Motown)
The Boss (1978 - Motown)
Diana (1980 - Motown)

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