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EUMIR
DEODATO
Un personaggio
leggendario dello show business., eclettico e creativo, soprattutto in sala
d’incisione: grande manipolatore di suoni, capace di alchimie musicali come
pochi. Eumir fece qualche incursione nel mondo della “disco-funk,
particolarmente nella prima metà degli anni ’70. I frequentatori delle
discoteche di quel periodo ed collezionisti di “cimeli vinilici”, rammenteranno,
di certo quelle lunghe suite interamente strumentali caratterizzate da ricche
orchestrazioni, sottese da un icedere funk avvolgente e cadenzato. E’ acclarato
che Eumir Deodato sia, comunque, solo un lontano parente della “disco”,
addirittura acquisito. In quella prima fase di evoluzione della “disco”
(parliamo dei primi anni ’70), furono alcuni DJs a forzare “il blocco”, ad
oltrepassare il limite, dunque ad inserire musicisti come Deodato all’interno
delle loro scalette. Di lui si può, senz’altro dire geniale. L’ aggettivo è
abusato, ma per una volta non si corre il rischio di esagerare, tanta è la stima
ed unanime il rispetto che accompagnano Deodato. Del resto, come definire
altrimenti un artista che ha vinto 16 dischi di platino, ha venduto solo sul
mercato americano oltre 25 milioni di album e, soprattutto, come arrangiatore,
produttore e tastierista, ha partecipato a più di 450 dischi. Uno che ha
lavorato con e per Frank Sinatra, Aretha Franklin, Roberta Flack, Bjork, Antonio
Carlos Jobim, Astrud Gilberto, Milton Nascimento, Earth Wind & Fire, e scritto
canzoni poi cantate da Sarah Vaughan e George Benson. Solo per citarne alcuni.
Eumir Deodato, brasiliano di Rio, dna italiano e portoghese, è importante perchè
è stato forse il primo, almeno a quei livelli di qualità, che operò una decisa
commistione di generi (allora si chiamava contaminazione) che rompeva le
barriere codificate e apriva le finestre su un universo musicale in cui jazz,
musica classica, folclore, pop, funk non esistevano più come tali ma confluivano
in una visione totale della musica. Il momento chiave di questa svolta fu il
disco di esordio di Deodato per l’ etichetta CTI del produttore Creed Taylor.
Era il 1973, e Deodato si era appena trasferito a New York da Rio. Il disco si
intitolava Prelude, ma il brano che fece scalpore fu quella incredibile
rivisitazione dell’ inizio di Also Sprach Zarathustra di Richard Strauss, lo
tesso brano tardo-romantico che Stanley Kubrick usò per 2001 A Space Oddissey.
Quel disco vendette 5 milioni di copie e fruttò al suo autore anche un Grammy.
Per la CTI Deodato fece comunque molti altri lavori che lo portarono a
collaborare con musicisti jazz come Wes Montgomery, Stanley Turrentine, Paul
Desmond, ai quali fornì una raffinata cornice orchestrale. Deodato era ormai un
musicista di successo, anche se non erano passati molti anni dalle sue prime
esperienze musicali a Rio, dove aveva esordito come fisarmonicista per passare
poi al pianoforte e alle tastiere ma soprattutto dimostrare un particolare
talento per l’ orchestrazione e in generale la manipolazione del suono in sala
di incisione. Un lavoro, questo, che lo ha impegnato forse più dell’ attività di
performer, tanto che le esibizioni live di Deodato non sono state così frequenti
come la carriera e la fama del personaggio farebbero pensare. Pur rimanendo un
jazzista per definizione, Deodato, vanta alcune “rielaborazioni” funky-dance,
che sono ancora motivo di culto per gli appassionati del genere.
Discografia Cosnigliata
Also Sprach Zarathustra 1973- CTI
Rhapsody in Blue 1973 - CTI
Peter Gun 1976 - MCA
Archivio
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