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D.D.SOUND
/ LA BIONDA
Anche nel campo della
“disco”, come già era accaduto con il cinema western, gli artisti Italiani seppero, in
un primo momento, dare un'originale interpretazione del fenomeno con saggezza,
equilibrio e maestria. I D.D.Sound/La Bionda stanno alla “disco-muisc” come
Sergio Leone sta al genere western. I due fratelli La Bionda, Carmelo e
Michelangelo, nascono rispettivamente a Ramacca (CA) il 2 febbraio 1949 ed il
25 agosto 1952. Siciliani di nascita, ma cittadini del mondo artisticamente
parlando, furono i primi ad avere successo nel campo della produzione “disco
italiana”, sia con la sigla La Bionda, progetto che abbracciava diversi stili e
musicalmente più articolato, che sotto le insegne, o, poco mentite spoglie di D.D. Sound, che, essenzialmente, ricalcava i classici stilemi dance del periodo.
I fratelli La Bionda, seppero cavalcare l’onda anomala dello tzunami
disco-music, ma non possono e non devono essere ridotti al semplici artefici di
“italo-dance”: il loro background era assai ricco di esperienze. Essi
iniziarono, infatti, l’attività in un teatro-laboratorio, dove si sperimentavano
innovative sonorità, debuttando al Festival di Avanguardie e Nuove Tendenze nel
1972.. Dopo un periodo di attività in qualità di musicisti al soldo di altri,
ossia come “turnisti” in sala di registrazione, collaborando con Mia Martini, i
Ricchi e Poveri, e Bruno Lauzi, diedero alle stampe un primo album “F.lli La
Bionda Srl”. Il disco venne pubblicato nel 1973 e da loro stessi auto-prodotto.
I testi erano di Bruno Lauzi, mentre la musica scivolava su un tappeto sonoro
prevalentemente acustico, modello “West-Coast” con alcune partiture
"progressive", in voga in quel periodo, e altre più leggere e melodiche. Dopo
una breve esperienza londinese, il cui frutto si concretizzo in un disco dal
titolo “Ogni volta che tu te ne vai” realizzato, nel 1974, negli studi della
mitica Apple (l’etichetta dei Beatles), decisero di una virata ed un cambiamento
decisivo alla carriera. Il vento stava cambiando, dagli USA cominciava
diffondersi in tutto il mondo il fenomeno “disco”, quindi, armi, chitarra e
vettovagliamenti in spalla si trasferirono in quel di Monaco di Baviera. La
città bavarese, si avviava, in quegli anni, a diventare la capitale della dance
europea, attraverso un suono facilmente individuabile, definito “Munich-Sound”.
In Germania, i fratelli La Bionda, appresero il “nuovo mestiere” di dance-makers
e tutto ciò che li avrebbe poi consegnati agli annali della storia della musica.
La concretezza teutonica e la creatività mediterranea svilupparono in loro un
metodo compositivo, originale, immediato, ma non banale: i loro pezzi disco,
iniziarono subito a fare il giro delle charts e delle discoteche di mezzo mondo.
Alla freddezza del “Munich-Sound” seppero aggiungere sonorità "disco" più calde,
contaminandole con diversi elementi come il rhythm & blues e i ritmi latina e d
una buona dose di melodia. Nel 1977, nasce il loro fiore all’occhiello: il
progetto D.D. Sound già con la prima “release” “Disco bass “, interamente
strumentale, spopolò in discoteca, inoltre il pezzo venne adottato come sigla
della “Domenica Sportiva”. Da lì a poco, “1.2.3.4 Gimme some more”, dal ritmo
pulsante e travolgente, un gioiellino di funk-adolescenziale, fece la felicità
di DJs e ballerini. Il successo fu ancora più straordinario. La loro musica
incontrò, presto, i favori del pubblico internazionale, producendo un attivo di
oltre 10 milioni di dischi venduti. Nel biennio 1978-1979, momento di maggiore
“aggressività mercantile” della disco, i D.D. Sound collezionarono parecchi
successi “She’s not a Disco Lady”, “Cafè”, “Hootchie Cootchie”. Il loro lavoro
più riuscito, forse perché frutto di un’esperienza oramai consolidata nel
genere, fu “Cafè”, dove i La Bionda si esercitano in una sorta di “meltingg-pot”
creativo, trasportando nella "disco" ritmi brasiliani e percussioni afro al fine
di ottenere dai vari ingredienti una miscela di raffinatezza e puro “happening”
in un avvolgente vortice di suoni. In contemporanea all’esplosione dei D.D.Sound,
Carmelo e Michelangelo pubblicarono a loro nome un discreto numero di hits , tra
cui spiccano “One for you one for me” “Bandido” . Quattro gli album dati alle
stampe: “La Bionda” (1978), “Bandido” (1979), “High energy” (1979), “I wanna be
your lover” (1980). A partire dal 1982 , preferirono dedicarsi alla produzione
per conto terzi e alla gestione del loro studio di registrazione milanese, il
Logic Studios. Come produttori hanno firmato i più grandi successi dei Righeira,
creando inoltre diversi jingle-pubblicitari-TV famosi (ad esempio "Sorrisi is
magic"). Possiedono all’attivo diverse colonne sonore (fra cui alcune per i film di Bud Spencer e Terence Hill),
attraverso l'utilizzo vari pseudonimi.
Discografia Cosnigliata
Burning Love (1977) Baby Records
1-2-3-4 Gimme Some More! (1977) Baby Records
Cafè (1978) Baby Record
The Hootchie Cootchie (1979 Baby Records
La Bionda (1978)Baby
Records
Bandido (1979) Baby Records
High energy (1979) Baby Records
I wanna be your lover (1980) Baby Records
Archivio
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