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  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

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  REGGAE: L'ALTRA FACCIA SCURA DEL BALLO. Nella seconda metà degli anni ’70, con l’esplosione mondiale della “disco-music”, cominciano a far capolino tra le scalette dei DJs da discoteca, anche i successi reggae...

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 R&B E DINTORNI:  Nel variegato e frastagliato universo della discografia mondiale degli ultimi anni si assiste ad una tendenza, ossia il voler inglobare all’interno di una stessa “definizione” artisti, produttori, musicisti e bands, che pur con talune similitudini, hanno differenti caratteristiche e propositi e non solo per esigenza di catalogo...

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  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

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  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

  D.C. LARUE

Questo personaggio eccentrico, a metà strada tra il cantante impegnato ed il pittore d’avanguardia entra di diritto nel novero dei protagonisti bianchi, non di estrazione R&B, dell’era disco antecedente alla “febbre stigwoodiana”. Pochi autori hanno saputo enfatizzare i costumi sessuali del mondo delle discoteche anni Settanta come D.C. LaRue, il cui più noto successo da club, “Cathedrals” invase le piste da ballo nel giugno 1976. Il tutto partiva da una “provocazione” sostenuta da un testo che, apparentemente, metteva alla gogna la promiscuità tipica di quel periodo, ma che in realtà non faceva altro che esaltare lo stile di vita sessuale allora dominante, facendo leva su uno "slap" di basso martellante, su cui si appoggiava un canto molto sensuale. Allargando il campo d'azione fuori dalla scena disco-gay, dove aveva raccolto i primi consensi, “Cathedrals” divento infatti uno dei pezzi più ballati dell'anno con il conforto delle classifiche. LaRue era nato David Charles L'Heureux, il 26 aprile 1949 a New Haven, Connecticut. Dopo avere studiato grafica al college, era entrato nell'industria discografica come disegnatore di copertine, collaborando a progetti di John Lennon, Bruce Springsteen, Jim Croce, John Sebastian e Janis lan. Egli aveva comunque sempre considerato il lavoro di grafico-disegnatore come un modo per entrare nell'industria discografica dalla porta di servizio: la sua vera ambizione era fare il cantante. Cosi, dopo aver vinto due prestigiosi Paul Revere Awards per le sue “innovative” copertine, LaRue decise di fare il grande passo, affrontando le luci della ribalta della disco, firmando un contratto con la Pyramid Records. La vicinanza con artisti di estrazione pop-rock, frequentati nel mondo discografico, condizionò sempre DC LaRue nella stesura di testi, i quali, prescindevano dal tipico disimpegno della disco-music, abbozzando un tentativo di attinenza con la realtà e le problematiche sociali. “Cathedrals” , infatti, fu scritto in occasione della separazione tra LaRue e una sua fidanzata e riflette il suo risentimento verso la promiscuità “sessuale” e la facilità di costumi propugnata della cultura disco dell'epoca. L'anno seguente, probabilmente appagato dal consenso ottenuto in discoteca e forse consigliato ad hoc, il Nostro si ripresentò sul mercato con un disco ben più conciliante e ben disposto verso la voglia di edonismo di quegli ambienti. “The Tea Dance” era. concepito come una sorta di colonna sonora di un musical o di una rivista anni Trenta. L'introduzione era fornita dal suono antico e metallico di un vecchio grammofono a manovella, cui seguiva “Overture (All We Need Is Love)”, un mezzo-tempo a stantuffo dal cui ritmo perpetuo si stagliava una vaga esortazione alla comprensione reciproca e all'amore universale. Arrangiato con mano leggera, senza complesse orchestrazioni, ed interpretato dalla voce "adenoica" ed “imbarattolata”, ma non sgradevole di LaRue, il vecchio samba brasiliano “O Ba Ba” si caratterizzava come una sorta di artificio esotico-erotico, con un passaggio iniziale di percussioni che sospingeva la mente verso suggestioni tropicali di magici tramonti e di lussureggianti giardini pensili. “Don't Keep It in the Shadows” ospitava. infine un intervento musicale di Lou Christie (noto per Lightnin’ Strikes). Dopo avere fornito la canzone “Do You Want the Real Thing” alla colonna sonora di “Grazie a Dio e venerdì” e riscosso un discreto consenso internazionale, LaRue cominciò a calcare la mano, caricare ancor di più di messaggi i testi delle sue canzoni. Gli attacchi d'ansia erano ad esempio 1'argomento di “Wake up Screaming in the Middle of the Night”, tratta dall'album “Confessions”, nonchè della stessa title-track dell'album. Con l’album del 1979, “Forces of the Night”, il classico sound disco del cantautore appariva più orientate verso il rock ed pop melodico, con liriche più di maniera ed assai meno corrosive che in precedenza. II tutto come da copione sotto l’abile regia del produttore Bob Esty, al quale vanno attribuiti anche gran parte dei meriti per la splendida “Dancing with Strangers”, un brano nel quale LaRue descrive i frequentatori di club come sinistre creature notturne, in un singolare connubio di arrangiamenti acustici ed incursioni nell’elettronica di matrice europea, che non compromettono minimamente 1'eccellente struttura ritmica e l’alto gradiente di ballabilità. Oggi DC LaRue è ancora molto amato dai cultori della disco-music allo stato puro, fatta di sonorità lineari ed eleganti.


Discografia Consigliata

Cathedrals (Pyramid , 1976)
Tea Dance (Pyramid , 1976)
Confessions (Pyramid , 1978)
Forces of the night (Casablanca , 1979)
Star, baby (Casablanca, 1980)


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